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venerdì, maggio 28, 2004 Ottime previsioni Ecco un bel commento sul film che vado a vedere stasera, direttamente da imdb.com:
Possibly the worst movie in recent years. I just had the (dis)pleasure of seeing this horrible mess. Words fail me. People left the cinema and I don't blame them. The acting was atrocious, with such lines to make you cringe, and then some. It's not often a movie can have one wanting to leave within half an hour, but 'The Day After Tomorrow' accomplishes this handily. The premise is ridiculous, and made even more ridiculous by ridiculous coincidences and ridiculously cliched situations. Ridiculous!
Wow!!!! A questo punto ci devo andare per forza!!! P.s: non so se avete notato; oggi piove. Se uscite di casa a piedi evitate la zona dell'arco, è piuttosto umida... giovedì, maggio 27, 2004 Oggi, 27 Maggio 2004, è il compleanno di Cristopher Lee. L'attore che ha incarnato il più famoso (e riuscito, stando ai critici) Dracula della storia del cinema, e ultimamente tornato alla ribalta interpretando Saruman nella trilogia de "Il Signore degli Anelli" e il conte Dooku in "Episode II" compie oggi ben 82 anni. Buon compleanno! 2 in meno di Andreotti e 2 in più di Mike Bongiorno. Voi chi preferite? P.s: ci sono altri 3 post qua sotto!!! http://www.classicnesseries.com/ Consigliato a Zar, Kastel e chiunque altro abbia un pò di nostalgia per il fantastico 8 bit Nintendo. Se avessi un pò più di soldi, l'uscita del Nintendo DS non fosse così, dannatamente, vicina e soprattutto se non avessi i miei genitori per casa che mi chiedono "Ehy, ma il tuo Gameboy non era argentato?" lo comprerei al volo... Falsi Allarmi e Catastrofi Quello a cui accennavo nel post di stamattina si è rivelato nel giro di un'oretta un innocuo falso allarme. Per ora si può rimandare il tutto... I giorni passano in fretta e domani sera esce "The Day after Tomorrow" (cioè, come ha notato anche Gabry, "Dopodomani"), ennesimo film catastrofico del tedsco Roland Emmerich, che dopo il baraccone "Indipendence Day" e il terribile "Godzilla" ritorna a far tuonare i subwoofer dei cinema mondiali. Guardando alla sua filmografia ovviamente non ci si può aspettare un capolavoro. Però non so perchè mi aspetto qualcosa di più da questo film rispetto al passato. In primo luogo perchè il tema del surriscaldamento del clima è terribilmente reale e i disastri narrati nel film neanche troppo lontani, ma soprattutto perchè mi da l'idea di essere una pellicola onesta, che riesce a dare ciò che promette: cioè distruzione. Si spera senza troppa retorica e "esagerazioni" (Indipendence Day?). Non so, sarò stato traviato dall'efficacia del trailer, visto più o meno una cinquantina di volte, eppure mi aspetto una buone dose di divertimento domani sera al Warner Village. Per chi fosse interessato si può fare un'allegra brigata, invitati tutti: Berto, Zar (visto che non vuoi vedere "Torque"...), Eka, Pit82, Pietro, Nicola, Gabry... E poi Roland Emmerich non può non starmi un poco simpatico quando dice: "L'unico elemento di fantascienza nel film è un politico che chiede scusa alla nazione; non succederebbe mai nella realtà." Pronti? Potrebbe essere oggi, 27 Maggio, il futuro compleanno di mio fratello? Forse. Stamattina mi rotolavo nel letto facendo finta, più che altro con me stesso, di dormire. Quando ho sentito il campanello e i cani abbaiare impazziti ho capito subito che era arrivato il postino. Mi sono alzato perchè sapevo benissimo cosa portava: "Harvest Moon: A Wonderful Life" che ho comprato usato da un tizio di Rimini. Quando però mia madre ha aperto la porta e mi ha consegnato il pacco mi ha anche detto: "Tieniti pronto...". Potrebbe anche essere un grandissimo falso allarme, d'altronde non ho ancora ben capito bene 'sta storia delle contrazioni e delle ore necessarie per recarsi in ospedale. In ogni caso sono qui pronto ad ogni evenienza. Se stasera o domani non vedete post forse il motivo è che sarò all'ospedale... Ieri ho oltrepassato ogni mio record: sono passato dalle tiratissime 40 pagine spulciate e mal gradite in un mesetto alle 330 lette in un giorno. Il libro è "Storia dell'Italia Repubblicana" di Silvio Lanaro, la cui copertina trovate scannerizzata sul blog del Castel. E se devo dire la verità non mi è neanche pesato molto. Sono anche andato avanti nella raccolta di articoli di Pasolini, "Scritti Corsari", davvero stupendi e rivelatrici di una delle più grandi menti del secolo scorso, se non la più grande. Non so perchè, quasi insensatamente, ho quasi finito il libro di storia. E' senza alcun dubbio interessante ma non mi fa impazzire, e soprattutto alcune parti, quelle complicatissime sui retroscena politici, mi sono un pò passate davanti agli occhi senza rimnere impresse nel cervello. E' strano perchè di solito tendo a risolvere tutto negli ultimi due-tre giorni prima dell'esame, non quasi una settimana prima. Forse è perchè non avevo nessun gioco da finire o nessun film da vedere, esauriti dopo la visione dell'immenso "Mean Streets"; però anche ora sto scrivendo con al fianco la custodia di "Harvest Moon" che non ho ancora provato e forse non proverò finchè non ho finito quel libro rosso. E' normale sorprendersi dei propri comportamenti qualche volta? Mah... Ieri sera (notte) avevo già inserito la videocassetta di "The Raven" di Roger Corman registrato qualche settimana fa a Fuori Orario. Una volta accesa la tv però mi sono fossilizzato a vedere le ormai stancanti "Iene" e il successivo "I Munchies" di cui avevo visto al massimo la pubblicità. Non sapevo che Gip (il pazzo che faceva Mtv Mad e compie figure imbarazzanti con la gente su "le Iene") fosse uno degli ideatori e realizzatori di questo breve programma di pupazzi. Pensavo che gli Articolo 31 li avessero scelti per il loro video di "Italiano Medio" per ribadire il concetto di tv spazzatura dei giorni d'oggi. Invece le vicende idiote e senza senso di questi pupazzetti fatti in economia non sono così male; ieri sera esplicitamente ispirate a Kill Bill (che pare abbia colpito un pò tutti; se guardavate il giro d'Italia su raitre qualche sera fa potevate sentire vari brani di accompagnamento presi dalla colonna sonora di "Kill Bill vol.2"), servono più che altro a fare da contorno ad alcuni strani scherzi telefonici veramente avvenuti, non da scompisciarsi ma divertenti. Se vi capita dateci un occhio. A domani. mercoledì, maggio 26, 2004 Essere iscritti al sito di studenti.it ha dei grandi pregi per un liceale: puoi cercare i riassunti di qualsiasi argomento a piacere, trovi le versioni già fatte e se sei tecnologicamente all'avanguardia le puoi anche ricevere sul tuo telefonino. Il grande difetto è invece la newsletter che arriva puntuale una volta alla settimana, piena di contenuti inutili e stupidi. Oggi però prima di cancellarla mi ha colpito una citazione da un blog di giovani.it, una lezione di vita su come fare le stronze con gli uomini. L'autrice era una certa Tanzika e il fatto che 1)abbia la mia stessa età e 2) che sia di Parma mi ha convinto a visitare il suo sito. Mi si sono aperte le porte dell'inferno. Vi consiglio di andare al più presto su http://tanzika.giovani.it/ Perle rare di saggezza. Da antologia l'elenco delle sue marche preferite, l'immagine del suo cell e il post in cui, partendo dall'acquisto dei nuovi jeans Calvin Klein, arriva a capire che chi dice che i soldi non sono tutti è invidioso. Castel, ti ricordi il blog di quella ragazza che scriveva follie per scherzo. Qui purtroppo è vero... martedì, maggio 25, 2004 Troia!!! Non ho nè voglia nè tempo di andare su internet ed effettuare una ricerca su chi è/sono il/gli sceneggiatore/i dell'ultimo film di Wolfgang Petersen, "Troy". Se ci fosse giustizia su questa terra oggi queste personbe dovrebbero stare guardando il mondo da dietro le sbarre di una prigione. Ma basterebbe anche che cambiassero mestiere, è un'alternativa più che valida. In effetti grazie a loro è possibile udire alcuni dei dialoghi più terrificanti della storia del cinema. Sempre sopra le righe, enfatizzati, tautologici, strascicati, anche insensati talvolta. Gli inserti parlati, che in questo film di due ore e quaranta non sono pochi, servono a un unico misero scopo: portare avanti la narrazione. Lungi dal delineare psicologicamente i personaggi, queste ridicole barzellette suonano come i più stupidi clichè hollywoodiani dei giorni nostri. Se ormai sono un pò a corto di aggettivi per descrivere questa ignominia va anche detto che gli attori non si sforzano molto per migliorare la situazione. Orlando Bloom, Paride, in particolare regala delle espressioni da antologia, più da film comico che da epica antica; Brad Pitt è un Achille bello e tenebroso un pò insopportabile; L'Elena di Diane Kruger piange in continuazione e non mostra mai le tette; L'"otre di vino" Agamennone si muove e recita come in una fiction televisiva (da [s]cult la scena in cui urla "Brucia Troia, brucia!!!"). Alla fine l'unico che risulta più equilibrato è l'Ulisse di Sean Bean, già Boromir e agente 006. Il grande Peter O'Toole è il solo che regala qualche emozione, ma la sua interpretazione viene intaccata da certe occhiate da drogato che riesce a pinatrci nei momenti più critici, con risate assicurate. Eric Bana invece sembra un pò troppo spesso una cernia, ma nel complesso il suo Ettore non da troppo fastidio. Ma il film vero e proprio com'è? Facciamo una piccola precisazione. Io sono dell'idea, e la difendo strenuamente, che nei film tratti da opere letterarie non rappresentino errori gli eventuali cambiamenti della vicenda principale. Anzi, la storia va OBBLIGATORIAMENTE rimaneggiata e rese ideonea per il linguaggio filmico, ovvero il cosiddetto adattamento. Per cui non scrivetemi commenti tipo: "Che schifo, nell'Iliade non andava così!". La guerra di Troia nel film dura circa due settimane, nel libro diversi anni. E' una scelta che non va condannata solo perchè non ha rispettato i libri di Omero; è anzi una decisione saggia e in linea con i tempi, seppur lunghi, del film. Forse le si può muovere la critica che è la via più semplice; ce ne voleva di inventiva per tenere vivo un film che tratta di molti anni! Molto semplice è anche escludere la presenza divina che è fondamentale nell'epica di Omero; d'altronde come si poteva rendere una continua influenza degli dei senza scadere nel patetico? A parte che il film nel patetico ci scade già da solo in mooolti punti, figuriamoci se avessero anche inserito un fantasma che guidava la mano di Paride. Tutto ciò però lascia lo spettatore con diversi dubbi: perchè Achille, colpito al tallone, muore? Questo è in effetti un gravissimo errore di sceneggiatura, in cui si pretende una conoscenza a prescindere dalla narrazione che in cinema non è ammissibile; dobbiamo essere informati del perchè succede così. Non me la sento nemmeno di fare polemiche sulle varie incongruenze storiche. Dal porto di Sparta (eh?) fino a dei Greci che sembrano più gli scozzesi di Braveheart, lo spettatore pignolo e un pò secchione ha pane per i suoi denti. Ma tutto ciò, più che infastidirmi, mi ha più divertito. E' esilarante vedere la storia secondo Hollywood! E ora parliamo proprio del film. In modo forse fin troppo schematico "Troy" è diviso in due parti perfettamente distinguibili. Da cosa? Dall'uscita di Gabry dalla sala!!!! La prima parte è infatti ridicola e melensa, più un Beautiful con tante armature che epica classica. I personaggi compiono azioni stupide senza alcun senso, dicono fesserie e se la contano tra loro. In generale si nota una mancanza di originalità, soprattutto visiva, che ha del preoccupante; le battaglie sembrano la brutta copia di quelle, di ben altro spessore, di Peter Jackson e della sua trilogia, che, ormai si può dire, ha avuto un'influenza decisiva nel genere epico. La prima parte è anche piuttosto noiosa, senza voler dire prevedibile. La seconda invece, pur non potendo aspirare al capolavoro, si comporta decisamente meglio. L'azione entra nel vivo, le scene di battaglia si fanno più gradevoli e lo scontro fra Achille ed Ettore, mi sbilancio, è addirittura bello. I dialoghi risentono meno dell'effetto telenovela, forse perchè il tutto sta giungendo al termine, comunque anche gli attori che prima sembravano dei cani risultano più convincenti in questa seconda parte. Pure la regia di Wolfgang Petersen, che a questo punto conferma le voci su di lui che lo vogliono un buon mestierante e nulla più, regala qualche immagine azzeccata in mezzo a quello che rappresenta lo standard spettacolare e nulla più. Certo, non è mai bello dire che un film è diviso qualitativamente a metà, e di sicuro non è questa la strada che deve percorerre il genere epico cinematografico, ormai ufficialmente di moda (presto "King Arthur" e i due Alessandro Magno). "Troy" è in definitiva un film mediocre e poco riuscito che brilla timidamente solo dalla metà in poi, con un discreto appagamento che risente dell'ora e mezza di mazzata precedente. C'è molto di peggio in giro. E sapete bene a che film mi sto riferendo. Ultima cosa! Bisogna creare una petizione per togliere quei fastidiosi lamenti di accompagnamento musicale ai film storici!!! Dopo le insopportabili litanie che accompagnano tutta "La Passione di Cristo" anche "Troy" ospita questa terrbile voce morente e destabilizzante. Che schifo!!! Comunque ridicolo il tema musicale che assomiglia un pò troppo a quello di "Lawrence D'Arabia". domenica, maggio 23, 2004
Due miti nella stessa foto. Cannes, Microfoni Colorati e Concerti di Addio Ieri sera un raggiante Quentin Tarantino (incredibile, vero?) annunciava che, testuali parole, "la giuria è fiera di consegnare la palma d'oro a Farheneit9/11". E così un Michael Moore emozionatissimo si è alzato incredulo ed è andato a ritirare uno dei premi più ambiti dai cineasti, accompagnato dagli applausi incessanti del pubblico. In particolare il gioco di sgaurdi fra lui e Tarantino è stato esilarante, con il documentarista che lo guardava e diceva :"Me lo avevte dato per mettermi nei guai, vero?" e Tarantino, rosso come un pomodoro, non riusciva a smettere di ridere. Nel suo discorso Michael Moore ha ringraziato tutta la giuria più e più volte e ha sottolineato come questo premio doni nuova speranza all'uscita del film in madrepatria. "In America la Disney si è rifiutata all'ultimo momento di distribuire il film. Però abbiamo appena trovato un distributore in Albania. Questo film verrà visto in tutti i paesi del mondo tranne uno.". Io personalmente sono stato contentissimo di come sono andate le cose, non sembra quasi vero di questi tempi che un uomo intelligente e impegnato politicamente, senza menzionare la sua bravura come documentarista ("Bowling a Columbine" è splendido), riceva uno dei riconoscimenti più importanti del mondo del cinema. Ancora più incredibile poi che lo riceva da uno dei miei idoli, il texano e difficilmente molto democratico Tarantino, che ha imposto per l'entrata della giuria la musica di Kill Bill "Battle without Honor and Humanity". La sua apparizione è invece stata accompagnata dal tema di "Ironside", sempre da Kill Bill. Grande. A questo punto quindi pare proprio che il film uscirà, di certo non senza polemiche, ma è praticamente sicuro che lo potremo presto vedere al cinema. Evviva! Ieri pomeriggio inoltre Berto ha compiuto il migliore acquisto della sua vita: 54 € per Singstar, con due microfoni e adattatore USB. E' il gioco di cui parlo da ormai da qualche mese, quella specie di karaoke che valuta in tempo reale la tua performance vocale. Ok, ora posso dirlo con certezza: è fenomenale! Siamo venuti qui a casa mia e abbiamo iniziato una sifda all'ultimo sangue; 3 canzoni per ognuno e lo sfidane sceglieva i titoli per l'altro. Abbiamo riso come dei coglioni!!!! Ci sono in tutto 30 canzoni ma, essendo un prodotto inglese, una buona parte di esse appartengono a ragazzine o gruppetti pop che nel Regno Unito vanno tanto: Liberty X, S Club, Mis-teeq, Atomic Kitten, Sugababes(ma io questa la conoscevo e Berto è rimasto un pò sorpreso). Peccato? NO, ANCORA MEGLIO!!! Vedere l'avversario che arranca cercando di stare dietro a queste fighette meze nude che muovono il culo e cacciano degli acuti è una delle cose più divertenti del mondo. E volano i bestemmioni. Sono riuscito a far cantare a Berto "Careless Whisper" di George Michael, "Livin la Vida Loca" di mister terronia Ricky Martin, "Heart of Glass" di Blondie (anni 80!!!!), "Complicated" di Avril Lavigne e anche "Egoista" di Alexia!!!! Lui invece mi ha rifilato "Crashed the Wedding" dei Busted, un insulso gruppetto punk che spero sia morto, "World of our Own" dei Westlife (a morte), "Never Gonna Give You Up" di Rick Astley, altro pattume eighties, "Don't Stop Movin" di S-Club, "I Believe in a Thing Called Love" dei The Darkness e "ACE OF SPADES" dei Motorhead!!!! Basta, insieme all'Eyetoy questo Singstar è uno dei giochi più divertenti da fare in compagnia di sempre!!! E il Castel deve venire a provarlo, se no come faccio a fargli cantare "Superstar" di Jamelia!!!!! Alla sera poi megaconcerto al Cral Amps, il Woodstockazzo 2004. Ovvero l'ultimo concerto degli Invena (ma sarà vero?). Che dire? Il controllo dell'impero galattico SIAE e il conseguente divieto di eseguire cover si è fatto un pò sentire, anche perchè la Corte dei Miracoli non ha fatto "Re Giovanni Re Fasullo d'Inghilterra". Comunque gran bella serata, bravi Invena e brava Corte dei Miracoli, con vari cori verso il Meru e auguri di morte a Giulio lo Zoppo. Complimenti al "factotum" Castell che si è esibito con entrambi i gruppi ed ha resistito fino in fondo. Come al solito grandissimo Pelo che per l'occasione si è anche tolto i pantaloni e ha indossato un'impermeabile degno del miglior Derrick. Senza contare l'omaggio a Van Helsing, stupendo. Al Woodstockazzo 2005? venerdì, maggio 21, 2004 Il triste trend dell'horror contemporaneo Di "Phone", l'ultimo horror asiatico uscito qui da noi, più che l'entusiastica seppur breve recensione di Ciak mi avevano colpito le frasi sulla locandina. Sto parlando di quelle sentenze estrapolate da recensioni o articoli che vari giornali, non necessariamente di cinema, hanno dedicato al film, robe tipo: "Molto intenso" oppure " realmente emozionante". Sono sempre stato molto scettico riguardo a questi mini-giudizi e si può ben capire il perchè: di solito più è vaga e poco inerente la frase citata più si inizia a sentire odore di bruciato. Sulla locandina di "Phone" per esempio apparivano citazioni del genere: "Dopo aver visto Phone non guarderete mai più il vostro cellulare nello stesso modo.". Mmmm... certo, il tutto è detto con chiara connotazione positiva, eppure non mi sembra la frase più adulatoria che si trova in una recensione entusiastica. Ma il meglio viene con questa: "Questo film può essere paragonato solo ad un altro: "The Ring"" ....ok.... e allora? In pratica il messaggio che passa è questo: ti è piaciuto "The Ring" (quello rifatto con attori con gli occhi normali e con colori di capelli diversi ovviamente)? Allora vieni a vedere "Phone". Poco importa se il film è bello o no. Ma al di là di queste ignoranti e rozze analisi delle frasi utilizzate per lanciare i film, la cosa più divertente da notare è che DICONO SEMPRE LA VERITA'. Fateci caso: se un film fa davvero schifo ovviamente non si può trovare una recensione che ne parla bene. Allora sulla locandina ci metteranno: "il film campione d'incassi 2004!!!" Libero (ho messo un giornale a caso...). Oppure prendiamo questo stesso "Phone": si punta tutto sulla sua somiglianza con "The Ring" e sull'ossessiva e inquietante presenza del telefono. E...CAZZO, E' VERO!!!! Introduciamo però una piccolissima precisazione: entrambi gli elementi sono negativi. "Phone" è un ottimo esempio della piega che stanno prendendo gli horror contemporanei. "The Ring" (quello giapponese, molto valido e originale, ma anche il remake) è stato un successo mondiale. Era da parecchi anni che non si vedeva un film di genere così convincente, lasciando anche stare il caso "The Blair Witch Project", un film tanto suggestivo quanto furbetto, e la pellicola di Hideo Nakata ha avuto il merito di rivitalizzare un genere ormai in agonia. Purtroppo questa lodevole operazione si è trasformata paradossalmente in una nuova era di stasi e mancanza di idee e contenuti. Un pò come è successo con "Matrix" e il genere action, improvvisamente tutti gli horror successivi scimiottano, chi più chi meno, questo film giapponese. Ovviamente la colpa non è di Hideo Nakata se una buona parte dei film successivi parla di spiriti morti che vogliono vendicarsi, come non è colpa dei fratelli Wachoski se oggi viene il vomito a vedere l'ennesimo bullet-time. Il dito va invece puntato contro quegli sceneggiatori, quei registi e quei produttori che sfruttano un'idea, un modello di successo per fare soldi in modo facile. E purtroppo così facendo rovinano quelle soluzioni che alla loro origine erano di grande qualità. La prima volta che ho visto "The Ring", di notte in camera mia, ammetto di non essermi sentito propriamente spavaldo. Diciamo che mi sono cagato sotto un paio di volte. Oggi però, dopo aver visto cose simili centinaia di volte, il tutto si è trasformato in farsa. Per capire lo sfruttamento di "The Ring" basta seguire la recente produzione di genere horror, per esempio quella, abbondantissima, dell'Asia. In "The Eye" (Taiwan credo...) è ben evidente l'influenza del film di Nakata. E più che nella vicenda dello spirito di una ragazza morta è ravvisabile nel modo favorito di creare paura, ovvero l'utilizzo di una inquietudine costante e periodici "spaventi", veri e propri attentati al cuore dello spettatore ben sottolineati dalla colonna sonora. Ma qui ci troviamo solo di fronte a un film non molto riuscito ma con un paio di trovate valide. Dove davvero la penuria di idee si fa notare è invece in "Ju-On: Rancore" e nel suo seguito "Ju-On 2", da noi usciti direttamente in home video. Queste pellicole sono più che altro un insulto alla fiducia dello spettatore. Quando infatti un film viene costruito su anche poche soluzioni originali e poi si allunga il tutto con varie tecniche dello spavento è un conto; certo, non sarà un gran prodotto, ma almeno qualcosa di buono lo contiene. I due "Ju-On" si reggono invece solo sugli spaventi, sulle apparizioni improvvise, sugli urli, sui "colpi". E solo su questi. Una cosa assolutamente inconcepibile, almeno quanto "Van Helsing" si basa tutto su scene d'azione esagerate e create al computer. Non possiamo, in entrambi i casi, parlare di trama e, men che meno, di sceneggiatura. Quindi il risultato è inevitabilmente sterco di bassa qualità, molto molle e con tanti schizzi. Non mi sono mai sentito tanto preso per il culo quanto all'apparizione dei titoli di coda di "Ju-On". Che ovviamente compaiono quando ancora nulla si è capito del senso del film. Uno può dire, un pò incazzato: "Magari si spiega nel 2...". E invece no. Quando si dice oltre il danno la beffa il secondo episodio, oltre a essere formato per metà dall'ultima macrosequenza del film precedente (in pratica riciclato), continua a non spiegare nulla. Il concetto è quindi chiaro: stiamo costruendo un film sul nulla. Un pò la stessa cosa che pensi dopo i primi quarantacinque minuti di "Phone", un susseguirsi di apparizioni improvvise, trilli del cellulare, bambine che urlano, fantasmi che scompaiono, riflessi negli specchi... quando ogni "colpo" segue il successivo di un minuto scarso il risultato non è paura, è farsa. Io e Berto ce la ridevamo di brutto a seguire una storia incomprensibile e stereotipata (piove sempre, e' tutto blu, lo spirito cattivo ha i capelli lunghissimi etc..). La seconda parte del film invece chiarisce piano piano tutto quello che sembrava senza senso, ma il risultato è comunque lonatno dall'essere soddisfacente. Colpa di uno stile che poco si adatta a spiegare una trama così complessa, che dilata ogni flashback quando necessiterebbero anche solo di poche parole, che continua a creare spaventi quando ormai non ci crede più nessuno e che non regala la seppur minima soddisfazione allo spettatore. Prima ho accennato a due elementi urlati nella locandina: la somiglianza con "the Ring" e il telefono come elemento di inquietudine. In effetti oltre allo stile, come abbiamo visto molto inflazionato, anche la trama si avvcina molto a quella del capostipite giapponese, con uno spirito in cerca di vendetta che continua ad agire sulla terra impossessandosi delle persone tramite il telefonino. E se quest'ultimo fa paura e solo per un motivo: anche dopo pochi minuti non se ne può più di quel continuo e fastidioso trillare. E' una rottura di balle. Comunque se per "Ju-On" proporrei la pena di morte per i realizzatori, qui c'è un pò di rimpianto per una trama tutto sommato non proprio da buttare che viene ridicolizzata e inserita in un "format" che forse non meritava. A domani. giovedì, maggio 20, 2004 Appuntamenti al Cinema Ok, penso che dopo stasera, di ritorno dalla quarta visione, ne avrò abbastanza di "Kill Bill vol.2" almeno fino alla sua uscita in dvd. Che dire? Il mio apprezzamento verso questo film è maturato nel corso delle peregrinazioni in sala e relativi post e ora posso dire con certezza che rimane una delle mie pellicole preferite. Qualunque pazzo che non si sia ancora recato a vederlo ha ancora domani a disposizione per espiare questo grandissimo peccato; già da venerdi è probabile che le sale del Warner Village verrano saturate dal nuovo megakolossal epico di Wolfgang Petersen, "Troy". Un film che, nonostante stia venendo massacrato dalla critica oltreoceano, voglio andare a vedere, un pò perchè è appunto un megakolossal un pò perchè ci sono degli attori che stimo molto (Sean Bean in primis, ma anche Eric Bana). Peccato che per queste esili motivazioni mi ritroverò in mezzo a un'orda di adolescenti che urlano appena compare sullo schermo Brad o, molto peggio, l'insulso Orlando Bloom. Comunque a parte questa discutibile riduzione dell'Iliade in macchinone Hollywoodiana credo sia un altro il film che in questi giorni sta facendo parlare di se: mi riferisco a "Farehneit 9/11" dell'incredibile Michael Moore. Il suo ultimo lungometraggio infatti è stato accolto con 15 minuti di applausi al Festival di Cannes, in cui non solo è in concorso ma è addirittura il favorito vincitore della Palma D'Oro. Oddio, sarebbe davvero strano vedere questo premio ambitissimo andare ad un documentario, quantomeno insolito. Eppure sembra che questo scomodissimo film sull'11 Settembre e tutto il marciume che gravita intorno alla famiglia Bush stia riscuotendo un enorme successo anche fra i critici americani, che lo hanno potuto vedere in anteprima la settimana scorsa. Gli unici ad avere qualche riserva sono invece proprio coloro che dovevano distribuire il film, ovvero quelli della Disney, che hanno fatto improvvisamente dietrofront. Ma Michael Moore in persona ci assicura che la sua opera a Luglio uscirà di sicuro, e io non posso fare altro che credergli. Sul fronte delle pellicole terrone (con cui non intendo del sud: spiegherò meglio in un prossimo post) i 20 minuti di attesa il film mi hanno regalato il mitico trailer di "Torque", ennesimo film su motori potenti, pupe bionde e velocità. Incredibile la frase di lancio, che non sfigurerebbe sulla macchina di Flavio: "NON SUPERARE IL LIMITE: FRANTUMALO!". Chiamo dunque a raccolta Berto, il Castel, il Pelo e se vogliono unirsi anche lo Zar e Pit per gustare appena esce questa buffonata. Anche se dopo "Van Helsing" è sempre più difficile trovare qualcosa di così brutto... Infine una notizia che farà molto male al Pelo e, di riflesso, ha fatto molto male anche a me. Mi spiace infatti infrangere i tuoi punti fissi ma, giunto alla quarta volta, posso con certezza affermare questo: gli stivali che Beatrix indossa dentro la bara non glieli ha dati Budd. E' stato un duro colpo, anche perchè avevo creduto alla tua interpretazione e effettivamente sarebbe stata più affascinante. Ma Budd indossa degli stivali rossi pitonati. E Beatrix, già da prima, stivali con una fiamma rossa. Ovvero sempre quelli che poi ha anche sottoterra e in cui custodisce il rasoio. Ti giuro che è così, vi ho fatto bene attenzione. A questo punto pare che l'unica concessione che Budd fa alla sposa, e per cui vale l'ultimo e intenso sguardo, è la torcia elettrica. Spiace in primo luogo a me. A domani. domenica, maggio 16, 2004 Le Grandi Battaglie Senza Senso Episodio I La segreteria telefonica Franco era un uomo felice. Lavorava come dipendente comunale, viveva nel suo bilocale in affitto e usciva quando riusciva con gli amici per svagarsi. Non guadagnava molto, solo il necessario per pagarsi la casa, stare dietro le bollette e qualche serata al bar. Ma un giorno decise di concedersi un piccolo lusso; in un negozio di elettrodomestici acquistò una segreteria telefonica. Era una invenzione piuttosto recente che, collegata all'apparecchio telefonico, permetteva di registrare su un nastro i messaggi delle persone nel caso si fosse impossibilitati a rispondere. Con enorme comodità Franco poteva ora tornare a casa la sera e sapere precisamente chi lo aveva chiamato e cosa voleva dirgli. E quindi era contento e soddisfatto del suo acquisto. Era la fine degli anni 80. Oggi Franco continua a svolgere il lavoro di dipendente comunale e ogni mese paga lo stesso affitto per lo stesso bilocale. Ha però più rughe, meno capelli e ogni mattina prima di uscire si fa il riporto. La sua vecchia segreteria telefonica non esiste più. Anche l'apparecchio telefonico è diverso, ora Franco possiede un cordless con schermo integrato e riconoscimento del numero chiamante. Ma ha anche un cellulare, che svolge queste e molte altre funzioni. Nonostante ciò Franco continua ad avere a che fare con segreterie telefoniche. Quando gli amici lo chiamano sul telefonino e questo è spento o irraggiungibile si trovano davanti alla segreteria del gestore, che ovviamente Franco non ha mai richiesto. Gli amici, arrabbiati perchè stanno spendendo dei soldi inutilmente, mettono giù prima di lasciare il messaggio. Allo stesso modo Franco spende dei soldi per sentire dei messaggi vuoti lasciati in segreteria. Dopo alcuni giorni i suoi amici provano a contattarlo a casa; dopo qualche squillo parte un'altra segreteria telefonica, ugualmente non richiesta da Franco. Come la prima volta la reazione è sempre quella di sbattere giù la cornetta appena parte l'insopportabile vocina. Quando Franco torna a casa ascolta il nulla in segreteria, si innervosisce e prova a richiamare il numero che gli è rimasto nella memoria del cordless. Questa volta è l'amico ad essere fuori casa ed è Franco a dover fare i conti con la segreteria. Franco quindi è ora incazzato e in collera col mondo; continua a perdere sempre più capelli, si lava sempre meno e alle elezioni vota Berlusconi. Quello che Franco, ormai senza amici, si chiede è: perchè una tecnologia vecchia e concepita in un'era in cui non esistevano i cellulari e il riconoscimento del numero continua ad essere proposta dai gestori e richiesta da molti? sabato, maggio 15, 2004 Charlize Teron gioca col Nintendo DS (?!?) Titolo al di fuori di ogni logica per un post che spazia da un argomento all'altro senza porsi troppi problemi. Prima di tutto è giusto segnalare un gran bel film, che vale per tutti un saltino al cinema. Girato dalla regista esordiente Patty Jenkins e prodotto tra gli altri da Edwige Fenech (si, proprio quella dei filmacci con Lino Banfi) "Monster" è un titolo complesso, meditato e assai problematico. Lungi dallo sconvolgere lo spettatore con un gran botto di violenza, il film piuttosto fornisce allo spettatore una visione sfaccettata e profonda della situazione. Per chi non lo sapesse "Monster" tratta la storia vera di Aileen Wuornos, uno dei più famosi serial-killer americani degli ultimi anni. Dopo un'infanzia difficile passata fra sevizie e voglia di diventare qualcuno Aileen comincia la vita della prostituta. Ma le difficoltà sono sempre più grandi e la portano a meditare il suicidio. Prima di compiere il gesto però decide di sfruttare i 5 dollari che le rimangono per una birra, e in un locale gay conosce Selby (che in realtà si chiamava Tyria Moore). Proprio da questo punto comincia il film di Patty Jenkins, che inizia a narrare il tormentato rapporto tra le due. Descrivere "Monster" non è semplicissimo; lo si potrebbe liquidare con un "molto bello" oppure con il consiglio "andatelo a vedere" (in ogni caso niente di sbagliato). In realtà, a causa dell'argomento trattato e della modalità del racconto, molto lontano dall'idea che ci si potrebbe fare di un "serial killer movie", "Monster" si presta a tante, tantissime parole. Prima di tutto è bene menzionare gli attori: Charlize Teron si è meritata l'oscar, e questo per l'interpretazione sbalorditiva ma anche per una trasformazione che ha dell'incredibile: tralasciando il volto che è facilmente modellabile dal trucco, il corpo della bellissima attrice sudafricana è davvero disastrato. Vi ricoradte il culo della pubblicità della Martini, che lanciò questa giovane attrice? Bene, potete anche piangere perchè di quel bel sedere non è rimasto nulla, trasformato in una flaccida e cellulitica sacca di grasso. Lo stesso dicasi per le altri parti del corpo, che hanno subito un trattamento all'ingrasso ma con risultati ben diversi dalle allegre rotondità di una Bridget Jones. Va anche segnalata Christina Ricci, la cui interpretazione viene ofuscata da quella della partner ma che comunque merita di essere ricordata (poveretta, di lei non ha parlato nessuno!). Comunque i complimenti più grandi vanno fatti alla regista, che è ruscita a trattare un argomento delicato e scottante senza mai farsi prendere la mano e stando ben lontano dal cadere nel dramma facile. E qui si innesta il discorso sull'interpretazione del film; sono infatti rimasto abbastanza sorpreso dall'assenza di polveroni o polemiche che si potevano tranquillamente scatenare in patria. Aileen Wuornos non è lo psicopatico Henry di "Henry pioggia di sangue" di John McNaughton; Aileen Wuornos è una persona sconfitta dal sistema, un'emarginata che non riesce a sostenere il peso di un mondo troppo duro per lei. Lo scivolone della protagonista nel mondo degli omicidi non è affatto dettato da un suo volere. Per buona parte della pellicola noi ci identifichiamo con Aileen e soffriamo quando comprendiamo che la tragica strada da lei intrapresa è sbagliata e senza via d'uscita. Il più grande pregio di questo film è tutto qui: fornire una visione interrogativa e non banale di una persona che, a conti fatti, non è una pazza assassina ma una sconfitta dal sistema. Da qui tutti i problemi relativi al sistema, che qui è rappresentao dalla periferia americana, squallida e egoista. Ovviamente non c'è un tentativo di assolvere i crimini commessi da Aileen, quanto la volontà di capire le cause profonde e non superficiali di un simile gesto. "Monster" è un film sottilmente sconvolgente, che ci fa stare male poco a poco, man mano che la situazione precipita e sfugge di mano alla protagonista. Una storia dolorosa e molto profonda, che consiglio a tutti di andare a vedere. CAMBIO DI ARGOMENTO: vorrei ora rispondere ai pochi, ma comunque significativi, commenti al precedente post sull'E3 di quest'anno. Partiamo da Pit82, l'aspirante ingegnere fan di Fritz Lang: credo che ad oggi l'unica console che sfrutti la risoluzione 800X600 in ambito casalingo sia l'X-Box. Sia Gamecube che Playstation 2 sono (mi sembra) incollate ai "vecchi" 640X480. Una risoluzione che in ambito pc non si usa dai tempi delle prime schede Voodoo e che oggi risulta assolutamente inguardabile. Ciò non toglie che una risoluzione simile su una televisione mi permetta di gioire davanti alle prodezze visive di "Metroid Prime" o "Legend of Zelda: The Wind Waker". Ma stesso dicasi per "Gran Turismo 3" o 4, finora la cosa più vicina a una fotografia che abbia visto. La tua analisi quindi è corretta: sul mio Gameboy Advance Sp, che ha una risoluzione non di molto superiore a quella del vecchio SuperNintendo (256X256, quadrata!), adesso in Giappone si vedono i cartoni animati, senza troppi compromessi visivi. La tua analisi è quindi correttissima. Più lo schermo è piccolo più i risultati saranno migliori con minori risultati. Quello che però, permetti, mi sembra illogico è la conclusione a cui tu arrivi da queste premesse. Infatti dopo queste considerazioni, di carattere tecnico, dici: "Questo per dire che per me il computer rimane il modo migliore per giocare. Soprattutto perché, oltre a giocare, ci puoi fare miliardi di cose.". Con l'ultima frase mi trovo perfettamente d'accordo. Le varie console possono dotarsi di disco rigido, connessione a internet, leggere filmati e mp3; avvicinarsi quindi sempre più alla versatilità propria del computer di casa. Ma il PC avrà sempre una marcia in più in questo senso. Sono ben felice che il mio telefono legga svariati tipi di file e il nuovo modello che comprerò in un remoto futuro sarà ancora più versatile in questo senso. Ma il PC non si raggiungerà mai. Piuttosto sono meno felice che adesso anche sul mio cellulare compaiano gli errori stile windows!!! Tornando però alla tua conclusione mi sembra di capire che il computer rimane il modo migliore per giocare perchè può arrivare a risoluzioni più alte!!! Ok, mi sento di espandere le tue premesse. Il Pc, grazie anche al continuo ricambio di schede video, è e sarà sempre più potente di qualsiasi console. Nvidia e Ati buttano fuori i loro prodotti a distanza di mesi l'uno dall'altro ; le console hanno una vita media di 4-5 anni. Naturale che il computer sia più all'avanguardia tecnologicamente. Quello che però le console sfruttano a loro favore è quello di avere giochi programmati appositamente per il loro hardware, che può anche essere antiquato rispetto allo standard pc, ma è lo stesso per tutte le console vendute nel mondo. Nel programmare "Metroid Prime" i Retro Studios si sono basati solo sul chip grafico del Gamecube. La Poliphony si è basata solo sull'emotion engine dellla Playstation 2 per creare le meraviglie di "Gran Turismo 3". Questo in campo pc non è possibile; qui il software deve essere (teoricamente...) universale, cioè compatibile con ogni scheda video presente in circolazione, ovviamente nei limiti di potenza di quel particolare gioco. Questa è una delle ragioni per cui i giochi pc non riescono ad esprimere mai al massimo il loro potenziale tecnologico. Ci sono poi a mio parere altri due fattori che limitano la supremazia assoluta dei pc, intesa come superiorità eccessiva, neanche lontanamente paragonabile ai risultati delle console: la prima è appunto il continuo susseguirsi di nuove schede e nuove tecnologie. Sembra un paradosso, ma spesso la scheda video che all'uscita costa più di 400 € e che promette chissà quali meraviglie visive viene sfruttata per una davvero minima parte del suo potenziale reale perchè dopo qualche mese esce un altro prodotto più nuovo. E allora i riflettori si spostano immediatamente sulla scheda più nuova e potente. E' un fatto strettamente legato alla facilità di programmazione e anche al mercato. Ciò che è possibile creare su una scheda più vecchia con molta più difficoltà e quindi più tempo, nel chip grafico appena uscito è realizzabile senza troppi sforzi. Per questo i nostri pc sono pieni di materiali tecnologicamente validi con cui però possiamo scordarci di fare girare i giochi più nuovi e complessi. E questo non perchè le nostre schede vecchie di un annetto e mezzo siano realmente obsolete ma perchè per stare al passo dei programmatori e del mercato dobbiamo ormai cambiare la scheda video almeno ogni anno, se non prima. Perchè è più semplice creare schede più potenti che sfruttare bene quelle già esistenti; e anche più fruttuoso a livello economico. L'altro fattore per cui il pc non può andare di molto più in là rispetto ai risultati delel console è il filo diretto che collega alcuni titoli fra i due formati. Pensiamo a Tomb Raider (i primi 4): con la tecnologia presente a quel tempo in campo pc (Voodoo 1 e 2) sarebbe stato possibile creare dei prodotti visivamente molto più complessi. Ma la padrona del mercato era la Playstation. La gran parte delle vendite del gioco provenivano da quel mercato e non da quello pc. Il risultato è che tutti i giochi della serie Tomb Raider sono stati pensati fondamentalmente per l'hardware Playstation; le versioni pc offrivano solo risoluzioni maggiori e texture non deformate dalla prospettiva. Se fosse stato pensato per pc sarebbe stato di sicuro più complesso e graficamente appagante, ma nessuna Playstation lo sarebbe mai riuscito a far girare. Oggi la situazione non è così estrema, anche per la minore distanza in termini grafici fra pc e console, ma i titoli di maggiore successo vengono progettati con priorità per il sistema più diffuso e quindi più remunerativo, per cui in un certo senso tale condotta continua anche ai giorni nostri. Non sto parlando per una grande conoscenza tecnica, dico solo quello che ho letto in questi anni. Ma finora ho fatto solo una precisazione molto lunga; data per certo la superiorità del pc in quanto a resa grafica non vedo comunque come questo possa implicare che il computer è il modo migliore per giocare. Ad oggi invece penso che sia esattamente il contrario, e ti spiego anche perchè. Non serve un esperto per capire che il mercato di software ludico per pc è fortemente in calo. Prendi un numero di, chessò, "The Games Machine" di 7 anni fa e confrontalo con uno di oggi. Salterà subito all'occhio che nel primo si parla di moltissimi giochi, anteprime, recensioni, mentre nel secondo c'è scarsità di recensioni e la maggioranza di queste ritiene i titoli giudicati mediocri. In questi anni infatti il mercato Pc si è specializzato nei cosiddetti gioconi: titoli (spesso seguiti) che promettono rivoluzioni in campo tecnico e che impiegano molti anni prima di uscire. Casi recenti possono essere "Half-Life 2" e "Doom 3". Tutti li aspettano con la bava alla bocca, cercando di procurarsi la scheda video più recente per stare al passo con i continui annunci degli sviluppatori (Doom 3 nella sua lavorazione, ancora in corso, avrà cambiato minimo 3 schede di riferimento). E questo riguardo alla quantità. Parlando invece di qualità si può dire che il settore PC si stia specializzando in alcuni generi, come il 1st person shooter (come Doom), gli strategici e i gestionali. Ma solo in un campo ha davvero una marcia in più (per ora) rispetto al mondo console: i giochi online. Grazie alla grandissima versatilità propria di questa macchina questo genere è florido e funziona a dovere oggi solamente su pc. Certo, le console si stanno muovendo in questa direzione, ma ci vuole ancora molto tempo perchè si raggiungano risultati simili. Per quanto riguarda gli altri generi o sono passati di moda e quindi non vengono più prodotti, come è il caso delle avventure, oppure sono molto più congeniali al mondo console. Giochi di piattaforme, sportivi, di guida e altri hanno dalla loro una velocità di utilizzo e una complessità che non appartengono al pc, sistema complesso e macchinoso per antonomasia, molto meno "diretto". Se poi guardiamo al mercato è indubbio che sono molti di più i giochi venduti per console che quelli per PC: è naturale che gli sviluppatori si dirgano in questa direzione. Anche se poi bisogna fare le opportune distinzioni: se avessi un X-Box molto probabilmente non noterei questa grande differenza rispetto al software pc. La console Microsoft, americana, o meglio occidentale, è infatti quella che più condivide la filosofia del pc. Le piattaforme giapponesi hanno invece un'offerta molto diversa, tendono in genere a proporre soluzioni nuove piuttosto che tecnologie nuove. Questo è particolarmente vero con Nintendo, un caso simbolo, che più che sulla grafica strabiliante punta sullo stile, sulla connettività tra Gameboy e Gamecube, su giochi innovativi e anomali, "sperimentali". Sono considerazioni che per essere ben argomentate avrebbero bisogno di libri interi; al di là degli aspeti esteriori fra giochi occidentali e orientali sussiste una profonda differenza concettuale rintracciabile probabilmente in due culture molto diverse. Tutto questo per dire che allo stato attuale le console sono il campo più florido e migliore per intraprendere un'esperienza videoludica. Prendiamo anche le ultime novità: il Nintendo DS, al di là di come verrà utilizzato, è qualcosa che su pc risulta inconcepibile. Perchè nonostante le sue ampie possibilità mal si adatta a sperimentazioni in campo di videogiochi. Videogioco vuole dire divertimento in primis; ma anche semplicità di utilizzo (da non confondere con complessità di gioco) e profondità. E queste cose oggi ancora più di ieri è più facile trovarle in macchine costruite appositamente per giocare: le console. Per quanto ha detto il Pelo mi trovo d'accordo con lui su molte cose: "Monkey Island" (1,2 e 3) è un gioco favoloso, geniale e intelligente. Peccato che oggi le avventure non se le fili più nessuno... Comunque fai bene anche a dire che non te ne frega niente, anche se bastava dirlo una volta sola: ognuno decide quali sono i suoi interessi e quanto tempo dedicarci. Io mi divertivo da piccolo con i videogiochi (gli stessi che citi tu) e li ho seguiti fino ad adesso, divertendomi come facevo da piccolo. So che tu non lo fai, ma l'importante è non chiudersi una posizione da "matusa" (Elio!) che dice "non ci sono più i videogiochi di una volta!". Le cose valide ci sono anche oggi e a volte anche più divertenti di un tempo. Infine onore e gloria al mitico There, Nintendiano doc come me. Si, forse siamo una razza in via di estinzione, ma con questi "giochetti per bambini" ci divertiamo più di tutti quegli altri là!!! Alla prossima. venerdì, maggio 14, 2004 E3 2004 La fiera delle novità Ed ecco finalmente il promesso "post con me stesso", quello che parla di un argomento a cui nessuno è interessato. Perchè scriverlo? Un pò per crogiolarmi nell'attesa delle meraviglie che sono state presentate ma, soprattutto, perchè gli annunci e le presentazioni avvenute a Los Angeles in questi giorni hanno un'importanza fondamentale, tale che porteranno forse per la prima volta un deciso cambiamento nel modo tradizionalmente inteso di videogiocare. E queste cose non vanno taciute, no no. Le conferenze pre-fiera sono state tre, ovviamente corrispondenti ai tre giganti che si danno battaglia nel settore console (il pc è fuori da ogni battaglia): cioè la potentissima e trendy Sony, la vecchia gloria Nintendo e l'ormai non più nuova Microsoft. Partiamo proprio dalla presentazione di quest'ultima, che con X-Box ha convinto una buona parte di mercato, principalmente legata agli utenti pc mai convertiti al mondo console oppure a quelli che "la tecnologia a tutti i costi"; la macchina Microsoft è infatti la piattaforma casalinga, vuoi anche per la natura occidentale e per la facilità di conversione (l'X-Box è, a conti fatti, un pc non troppo potente), con più titoli condivisi al mondo dei personal computer e anche la console più "performante" a livello visivo. Di novità eclatanti comunque non ce ne sono state. Quasi tutta l'attenzione è stata catturata dalla presentazione di Halo 2, seguito del più famoso gioco per X-Box che, almeno finchè non lo hanno convertito per pc, era forse l'unico motivo per possedere la console Microsoft. Grande spazio anche per Doom 3 e soprattutto per l'annuncio del supporto della EA (Electronic Arts, il più grande marchio in campo software) a "X-Box Live!", il servizio di gioco on-line ormai da tempo disponibile anche da noi e apprezzato da una buona fetta di utenti. Insomma, a conti fatti non ci sono stati annunci shock o presentazioni da urlo, anche perchè i titoli presentati erano già stati visti in precedenza o comunque fortemente anticipati. In casa Sony invece discorso completamente diverso. Questo perchè, a un anno esatto dall'annuncio ufficiale, è stata presentata la PSP, la Playstation Portable System. In teoria un'impressionante macchina da gioco compatta dal design moderno e accattivante e con una capacità di calcolo incredibile, in pratica il tentativo di rubare a Nintendo e al suo Gameboy anche il predominio nel settore dei portatili. L'immagine la vedete qui accanto e quello che balza subito all'occhio è l'ampio schermo 16:9, forse la scelta più azzeccata da Sony. Per il resto si nota una precisa tendenza a uniformare il prodotto al "look" Playstation e penso che chiunque avrebbe fatto così quando quella console è la più venduta di sempre. Per ultimo parlo di Nintendo, e non solo perchè è la casa di cui apprezzo maggiormente la filosofia e i prodotti. Va detto infatti che le presentazioni della casa di Kyoto sono di fatto le più sconvolgenti. Questo perchè oltre a una nuova, avveniristica console portatile ha anche sconvolto a livello di software, con un annuncio che si aspettava da molti anni e su cui ormai ci si era scoraggiati. Partiamo dalla vera novità: il Nintendo DS. Se hai letto tutto questo post o ti vuoi davvero molto male o effettivamente sei interessato all'argomento. In entrambi i casi complimenti. E comunque se vuoi dire come la pensi non mi farebbe schifo. mercoledì, maggio 12, 2004 Arrivano le nuove console portatili!!!!
Voi preferite questa
o questa
???
Ok, come avevo annunciato è iniziato l'E3, la fiera losangelina dedicata alle novità nel mondo dei videogames. State certi che per i prossimi giorni questo blog avrà un solo, unico argomento.
Domani spiego meglio tutto... sabato, maggio 08, 2004 Rivoglio indietro i soldi Stephen Sommers è un regista di successo. I suoi ultimi film, "La Mummia" e "La Mummia - Il Ritorno", hanno letteralmente sbancato il botteghino. E riportato in auge un mitico mostro hollywoodiano decisamente dimenticato ai giorni nostri. Per il suo ultimo titolo ha fatto di più: forse senza la pazienza necessaria per dedicare film singoli ad altri illustri mostri hollywoodiani, ha deciso di usarli tutti insieme. "Van Helsing" ha davvero tutto: Dracula, L'uomo Lupo, Frankenstein e il dottor Jekyll. "Van Helsing" è anche uno dei film più brutti mai creati. Come le opere precedenti anche quest'ultima è un costosissimo fumettone per fare soldi. Anzi, è addirittura il film più costoso della Universal, con ben 160 milioni di dollari di spesa. Di sicuro ne guadagnerà molti di più ed è già in cantiere il sequel, ma lasciate che vi parli un attimo di questo "primo episodio". Il personaggio principale, Van Helsing, è un tizio con vestiti cretini, un cappello cretino, che dice cose cretine quando non sta combattendo con le sue armi cretine. Insomma, Van Helsing è un cretino. Oltre a un personaggio assolutamente anonimo e senza spessore. Comunque questo figuro di lavoro fa il cacciatore di mostri per conto del vaticano; la sua missione è quella di uccidere il conte Dracula. Perchè? "Perchè se uccido Dracula libero tutti quelli che sono in suo potere". Era decisamente meglio un rutto. Van Helsing si incammina quindi verso la Transilvania col suo aiutante, che essendo frate è anche gobbo. Giunto a destinazione incontra una donna che ha cercato il modo di uccidere Dracula, l'ultima rimasta di una stirpe anagraficamente legata al conte. Van Helsing, una volta conosciuta la ragazza e entrato in casa sua decide di addormentarla. Perchè? Boh. Nel frattempo arriva il fratello di lei, creduto morto. In realtà non era stato ucciso, ma solo ferito da un Uomo Lupo; il che comporta automaticamente la sua trasformazione in Uomo Lupo. E per questo motivo (eh?) è al servizio di Dracula. Il cui problema è ormai chiaro. Prima di tutto bisogna chiarire una cosa: i vampiri non sono mammiferi. Le mogli del conte infatti hanno costellato il suo rifugio di bozzoli a metà strada tra Alien e un prosciutto crudo bello stagionato. Per farlli schiudere, ovviamente, servono delle scariche elettriche. E l'uncio modo per ottenerle è piazzare un parafulmine, ovvero il fratello/uomo lupo, sulla torre del castello. Tuttavia il problema persiste, perchè i figlioletti dopo qualche minuto di vita e attività criminale esplodono in una bolla di pus verde. Eh certo! Questo perchè solo usando il mostro di Frankenstein come parafulmine non si ottengono questi inconvenienti. Esso viene però trovato da Van Helsing, che decide di portarlo al sicuro a Roma (ma ha presente cosa sono i tifosi romanisti?). Ma la ragazza viene rapita. Allora come scambio consegnano il mostro di Frankenstein. Però Van Helsing viene morso da un lupo. Che culo! Stranamente l'unico metodo per uccidere Dracula pare essere quello di trasformarsi in lupo mannaro. Perchè? Boh. Trovata quindi la porta magica per arrivare al nascondiglio segreto di Dracula inizia un bel bordello di fulmini, botte e urli. E Dracula muore. Fine. Come avrete intuito "Van Helsing" non ha una sceneggiatura. L'impressione che mi ha dato è quella di un bambino che, dovendo fare i conti con pupazzetti di serie diverse (tipo un G.I. Joe e l'Uomo Ragno), li fa interagire insieme come fosse la cosa più normale del mondo. Creando storie stupide e inutili, con i personaggi che volano da una parte e dall'altra e se le danno si santa ragione. Io da piccolo facevo queste cose. Ma non pensavo di crearne un film! Se di sceneggiatura non si può parlare anche utilizzare la parola "storia" mi sembra una forzatura lessicale. "Van Helsing" è fondamentalmente una manciata di cretini che urlano e vengono sbattutti contro ogni muro possibile. Non c'è trama, quel poco che si intravede non ha la minima logica, non tenta nemmeno di darsela. E' davvero sfacciata la maniera in cui vengono sbattutti addosso allo spettatore gli eventi. Di ciò che succede, a parte "tizio sta menando caio", non si capisce un bel cazzo. I personaggi dicono frasi ridicole in modi ridicoli, agiscono in modo incomprensibile ma sempre giusto per portare avanti la trama. In effetti è proprio da deficienti porsi dei "perchè" guardando "Van Helsing". Allora scartiamo la possibilità di una logica del non-racconto. Cosa rimane? Prima di tutto una manciata di attori che farebbero meglio nascondersi. Hugh Jackman poveretto non mi sta antipatico ma devo ancora trovare un film con lui dentro che sia decente. Il suo Van Helsing è un Indiana Jones dei poveri che va in giro con balestre mitriagliatrici, lame rotanti e crocifissi a scatto. Dovrebbe essere l'eroe maledetto e misterioso, ma ogni cosa che dice risulta involontariamente comica e il mistero intorno a lui è così grande che anche alla fine del film rimane tale. Kate Beckinsale invece ha un unico, grande, pregio: è una figa della madonna. E' vestita con un corsetto che le incornicia le tette ed è una delle poche persone che sta meglio con i capelli mossi piuttosto che lisci. La sua guerriera viene sbattuta da una parte e dall'altra per tutto il film, cadendo sempre rigorosamente in piedi. E alla fine muore per non si capisce quale motivo. Infarto? Boh. C'è da dire che comunque lei è di casa con i filmacci: basta citare i precedenti "Pearl Harbor" e "Underworld". Richard Roxburg, che era già stato conte nel bellissimo "Moulin Rouge", riesce nell'impresa di interpretare il peggiore conte Dracula della storia. Più Renato Zero e Ozzy Osbourne che vampiro del grande schermo, questo poveraccio va in giro a fare smorfie, ringhiare, e camminare sui muri. Menzione speciale per i suoi servitori, una sorta di Javas di Guerre Stellari molto più brutti. Infine menzioniamo anche quell'attore che aveva appena interpretato Faramir nella trilogia di Peter Jackson e ritroviamo immediatamente in quest'opera da pattumiera, nei panni di un frate che dice qualche parolaccia, salva le popolane in cambio di scopate, e non si capisce perchè stia gobbo!!! Insomma, in un incessante susseguirsi di botte, fulmini e pus questo "Van Helsing" si candida come una delle pellicole più brutte della storia, una delle poche che mi ha fatto venire voglia di uscire dalla sala (questo dopo i primi dieci minuti) e chiedere indietro i soldi del biglietto. Comunque ecco alcuni momenti topici: -come direbbero su badmovies.org : RANDOM ACT OF VIOLENCE AGAINST A COW!!! (come in "Bad Taste"!). Ovvero quando una delle mogli/arpie di Dracula vola in picchiata per afferrare Van Helsing ma prende invece una mucca che viene scaraventata dentro un'abitazione. - il combattimento iniziale contro il dottor Jekyll, con la distruzione del rosone di Notre Dame e i due combattenti che si scagliano a chilometri di distanza. - Tutti i dialoghi del film. Un trattato di stupidaggine. - Uno dei tanti momenti in cui i fulmini colpiscono uno dei vari castelli di Dracula. Scintille!!! - Il Lupo Mannaro che salta sul tetto della carrozza in corsa che, misteriosamente, prende fuoco. -La stessa carrozza che salta un ponte gentilmente lasciato distrutto. -La MITICA, INCREDIBILE, MERAVIGLIOSA, PREMIO "PENA SUPREMA", scena finale in cui i fumi del cadavere bruciato di Kate Beckinsale creano nel cielo la sua faccia che sorride a Van Helsing, piange e poi si rocongiunge con il fratello. Davvero non pensavo che si potesse arrivare a roba del genere. -La dedica del regista al padre. Doveva volergli davvero male. Ditemi la vostra, in attesa di "Van Helsing 2"!!! venerdì, maggio 07, 2004 Botte imminenti Resoconto di una settimana all'insegna della follia. Che di notte giriamo in automobile a offendere la gente e fare cazzate dovrebbe ormai essere abbastanza chiaro. Questa settimana però ha portato decisive novità nel panorama delle nostre cattiverie. E stiamo arrivando sempre più vicino al farci menare di brutto. Se stanotte sto scrivendo senza un occhio nero è perchè un'oretta fa sotto di noi avevamo un motore 1.6 a benzina e colui che ce le voleva dare delle scarpe da ginnastica. Ma riepiloghiamo le bestialate compiute negli ultimi giorni, ormai giunte a un livello di cattiveria e scorrettezza morale impendabile. Lunedì: Chi immaginava che una primavera segnata da un tempo così infame fosse in realtà una manna dal cielo? Si, perchè senza tutta l'acqua caduta la sera prima non avremmo potuto godere del momento più mostruosamente esilarante di sempre. Via Emilia est; arco di San Lazzaro; sto parlando a Berto di qualcosa quando all'improvviso lui mi blocca con dei suoni indecifrabili; acccelera più che può e nel frattempo si avvicina incredibilmente al marciapiede destro. Tutto è successo in una manciata di secondi. L'auto ha centrato in velocità una pozzanghera maestosa e una povera vecchia che arrancava sul marciapiede con due enormi borse della spesa è stata sommersa da un'onda anomala più alta di lei. Il gesto più scorretto e eticamente sbagliato di sempre. Ma io la notte ho faticato a dormire per le risate. Era nata una nuova pratica: l'onda. Martedì: Dopo esserci riposati la sera prima Martedi invece ci troviamo io e il Castel a casa di Berto. Guardiamo "A Bug's Life" (stupendo) e al termine usciamo di casa. Chissà per fare cosa... Il Castel era ancora all'oscuro della soddisfazione dell'"onda", ma per fortuna il fato non ha fatto tardare la scoperta. Davanti al Roxy Bar Berto accelera e si avvicina alla pozza per prendere un passante. Questa volta però la vittima è di fronte a noi e capisce in anticipo le nostre intenzioni. Il suo salto disperato per evitare lo tsunami è tutt'oggi uno dei momenti topici delle nostre scorrerie. Ma il grande amore rimane sempre la mega pozza dell'arco di San Lazzaro, e, dopo alcuni appostamenti, finiscono nelle nostre grinfie una coppia di fidanzati e due fighetti probabilmente diretti a piedi verso il Camaleon. Quando li abbiamo ri-incrociati, con i loro jeans zuppi di acqua, e gli ho urlato: "Siete Bagnati?" uno di loro mi ha donato un'occhiata da serial killer. Mercoledì: un solo momento da ricordare, ma MOOOLTO importante. Ovvero lo tsunami più grande mai creato sullo stradone, sede della più grande pozza davanti alle strisce pedonali d'Italia. Vittime erano uan vecchia e un vecchio che hanno pensato fosse sufficiente un misero passettino indietro per scamparla. Grosso errore. L'onda era più alta dell'automobile. Allucinante. Giovedì (oggi): ovvero "se non ci hanno picchiati a sangue è solo una questione di culo". Forse era meglio se il tempo avesse lasciato ancora pozzanghere in giro. Almeno non ci saremmo spinti a tali livelli di assurdità. Dopo un gelato a Baganzola con lo Zar (quella gelateria vende droga...) e un viaggio nelle tortuose stradine che ci hanno condotto a Baganzolino (un buco) siamo ritornati in città. E non è stato un bene. Dopo vari urli alla gente siamo arrivati a un limite pericoloso. Ispirati da un tizio che, fermo in coda al semaforo, è uscito dalla vettura e si è tolto la giacca, una volta arrivati al semaforo a metà di via Zarotto siamo scesi dalla macchina e con calma siamo andati via, lasciando la Golf spenta in strada, davanti alla colonna di auto (eravamo i primi!). Qui le botte (e le denunce...) le abbiamo scampate davvero per miracolo. Una volta arrivatia piedi in un viottolo laterale abbiamo sentito un coro di clacson rompere il silenzio della notte. Quelli dietro di noi non sembravano molto contenti. Dopo qualche minuto e una leggerissima caga addosso siamo tornati in macchina. Dietro di noi si era appostato un tizio, fermo da quando eravamo scesi, che ci ha affiancato e urlato in uno strano dialetto qualcosa come:" MA SEI NORMALE?". Però l'oscar per "La Migliore Reazione dell'Anno" va a quell'uomo incrociato per caso in via Italo Pizzi. Aveva allacciato sulle spalle una felpa rossa e allora, sotto suggerimento di Berto, gli ho urlato: "SUPERMAN!!! AIUTACI!!!" Lui mi ha mostrato con tranquillità il dito medio e io ho risposto:"GRAZIE!!! TI AMO!!!". Potevamo resistere alla tentazione di ri-imboccare quella via e dirgli un'altra cretinata? No, e infatti, al secondo giro, gli ho lanciato un palloncino verde urlando: "KRIPTONITE!!!". La sua reazione è stata istantanea e bestiale. Gli sono bastati pochi centesimi per comprendere che eravamo di nuovo noi: Praticamente non avevo ancora finito la frase che quest'uomo meraviglioso aveva già compiuto uno scatto fulmineo per girarsi, si era lanciato in strada passando in mezzo a due auto parcheggiate, e aveva iniziato a rincorrere la Golf a velocità spropositata. Ovviamente, come prevedibile, le sue gambe, per quanto forti e allenate, non sono riuscite a raggiungere un motore 1.6 benzina. Però ci ha provato, e con tutta la cattiveria e la rabbia che gli si potevano leggere sul volto. Un grandissimo uomo. Onore e gloria a lui. Chissà se troveremo ancora tali fenomeni!!! Chissà se prenderemo un bel pugno sul muso nei prossimi giorni!!! lunedì, maggio 03, 2004 Spasso Settimana di frizzi e lazzi, di nottate a giocare a Mario Party, di gelati a Baganzola, di aeroplanini di carta dal balcone, dei porno di SuperPippa channel, di pomeriggi al cinema, di Van Helsing (venerdì Zar...), di Eye Toy, di videocassette prese alla civica, di poco sonno e di serate tematiche Nonchè di onde create con la Golf che sommergono vecchiette con le borse della spesa. E lo studio? Forse servirebbe per l'esame di Martedì, ma è meglio seguire il saggio: non rimandare a domani quello che puoi fare dopodomani. Quindi scusatemi se posterò molto poco. A misterodì. P.s: ---> Questa volta ho toppato alla grande... ritiro il contest che ho aperto su Kill Bill vol.1. Perchè la persona da me individuata non è la "televisiva" Kristin Davis (a cui comunque assomiglia da MORIRE) ma un'altra attrice, già presente nello stesso film. O meglio: il contest è ancora aperto solo che ora è: quale attrice compare 2 volte in "Kill Bill vol.1" e in 2 ruoli diversi? Un suggerimento: è la donna più bella del film (e non dite che non è vero!). P.P.s ---> Già fatto. Minerva 84 ha indovinato il quesito e ha giustamemente riconosciuto l'attrice Julie Dreyfus, già la mutilata Sophie Fatale (che nella versione giapponese sembra subisca ulteriori amputazioni nel baule della macchina!), nel cartellone delle sigarette Red Apple, esclusiva invenzione di Tarantino per i suoi film, al pari dei cereali KA-BOOM!!! Onore e gloria quindi a Minerva84. Contenta? PER IL PELO: Cosa dici che nei titoli di coda non c'è nulla di interessante? E cosa dire del punto interrogativo sul nome di Elle Driver mentre tutti gli altri vengono cancellati da un pennarello come nella lista del film?
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