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martedì, giugno 29, 2004
Una cagata mattesca
Quest'anno la famiglia si è decisamente allargata. Neanche un mese fa nasceva mio fratello e oggi sono andato a vedere il mio nuovo cuginetto, "sfornato" proprio oggi. Per ora dovrebbe chiamarsi Pietro ma è sempre in agguato l'aggiunta di Augusto, omaggio che la madre vorrebbe fare al cantante dei Nomadi (!!!) e a cui mio zio si opporrà tenacemente. Per il resto è... come dire... piccolo! E ha tanti ma tanti capelli neri (già piuttosto lunghi) che potrebbero causare complessi postnatali al mio fratellino per ora dotato solo di una bionda peluria. Beh, come mi hanno fatto notare, si annoieranno meno di quanto facessi io alle riunioni familiari. Deve essere una figata non rompersi duante le pallosissime cene e giocare con un tuo coetaneo. Vedremo successo avranno come coppia di criminali.
Intanto ieri sera mi sono gustato (sorbito?) insieme a Pelo, Marco, Castel, Massi e Nidi con ragazza (non mi ricordo il nome!!!) il film "Scacco Pazzo!" di Alessandro Haber, preceduto e seguito dall'incontro col regista/attore e l'attore/scenggiatore/autore della commedia teatrale da cui è stato tratto. Quest'occasione mi ha aperto gli occhi sul fantastico mondo dei cineforum, un ambiente che vale assolutamente la pena di essere frequentato più spesso. Ma non per i motivi che pensate voi. Cominciamo parlando del film, che in se è carino, senza dubbio sopra la media di ciò che si vede abitualmente. E con questo avrei finito e non ci spenderei una parola di più. Purtroppo però la cornice del dibattito e le parole degli autori mi portano a compiere una riflessione più ampia e particolareggiata, abbastanza polemica.
Haber è un attore che mi è sempre piaciuto e stimo moltissimo. Ieri sera partivo da questo semplice presupposto, che lo stesso personaggio ha in ogni modo portato a un cambiamento radicale. Già dalle prime occasioni che gli vengono concesse per descrivere la sua opera inizia a parlare della sfiga che l'ha colpita; proprio un mese prima dell'uscita il distributore è fallito e ha impedito qualsiasi strategia promozionale, trailer (ma io sono sicuro di averne visto uno in tv) o pubblicità. Come risultato "Scacco Pazzo" è uscito solo in 5-6 sale in tutta Italia ed è passato completamente inosservato dal pubblico. Un peccato, dice Haber, perchè quei pochi che lo hanno visto e soprattutto la critica lo hanno molto amato ed è stato accolto ovunque con grandi applausi. Gli autori continuano poi a parlare della sfortuna di questo film del suo grande valore, della sua artisticità e poesia. Sembrava quasi che dovessero ovviare loro con le parole a una promozione che non c'è stata. In ogni caso da ciò che hanno detto ci si doveva aspettare come minimo una pietra miliare della storia del cinema poichè, con totale mancanza di modestia, i due personaggi si scambiavano continuamente elogi reciproci sulla propria bravura e professionalità. Addirittura hanno ammesso che alle proiezioni difficilmente riescono a staccarsi dallo schermo e andare a fare dell'altro. A quel punto non rimaneva che vedere il film, preceduto da un cortometraggio involontariamente comico (un dramma psicologico fantascientifico italiano che, come ha giustamente notato Marco, finiva con il protagonista che urla "Nooooo!" esattamente come Calculon in Futurama!). Al termine ritornano i due personaggi e iniziano da subito a bullarsi degli applausi, tra l'altro neanche eccessivi, che l'arena gli ha concesso. Prima degli interventi del pubblico arrivano perle di saggezza: il cinema italiano fa schifo, il cinema italiano viene penalizzato dalle riviste, il cinema italiano non vuole attori teatrali, il cinema italiano è buono ma solo quello "d'autore", che contiene metafore della vita (citata "La Meglio Gioventù"). Tutte buone intenzioni e grandi pretese intellettuali, ma pronte ad essere smentite o almeno ridicolizzate dagli sfoghi incontrollati dei due. Dopo aver detto che il suo film è stata un'opera collettiva e che tutti erano importanti Haber entra in contrasto con un'idea del collega e sbotta che lui era il regista, che l'ultima parola l'aveva lui, che al cinema lui ci va e l'altro e no e che quindi ha ragione lui, cazzo. Nel frattempo l'autore della commedia e della sceneggiatura scomoda personaggi improbabili come Fellini, Bergman, Zavattini ("Sono un grande fan di Zavattini e forse questo si vede nel film": DOVE?). Addirittura esce una frase del genere: "L'arte è qualcosa di inspiegabile. Una guarda la Gioconda e può trovarci il significato che vuole". Ok, ma hai presente il tuo film e la Gioconda? Si prosegue poi con la filosofia spicciola e delle considerazioni ASSOLUTAMENTE non banali e dotate di una freschezza incredibili: "Ma chi è il matto? Quello che noi crediamo pazzo o noi normali?." Dotate dello stesso spessore e novità anche certe frasi successive che si contraddicono nel film, tipo: "Oggi noi abbiamo perso la cultura del silenzio: ovunque andiamo c'è un sottofondo musicale. Noi abbiamo voluto osare di fare un film in cui il silenzio è importante." A parte che ne conosco altri sei milioni e che l'acqua calda in casa mia c'era già prima, è bello perchè tutto il film è percorso da alcuni assoli di tromba assolutamente insopportabili, cioè artistici, no? Il più bello è quando deve spiegare al pubblico, a questo punto considerato una massa di decerebrati con mancata licenza elementare, il significato del titolo: "Scacco matto è una mossa degli scacchi; scacco pazzo è la stessa espressione che gode della particolarità della lingua italiana, in cui matto e pazzo hanno lo stesso significato. "Scacco pazzo" è "scacco matto" portato su un'altra dimensione". A questo punto poteva anche spiegarci cos'erano gli scacchi. Nel frattempo Haber, continuando con gli autoelogi e invocando con perifrasi falsamente ironiche ("non sento gli applausi...") l'apprezzamento del pubblico alle sue battutine inconsistenti, tradisce una sua caratteristica che avevo sempre amato. Mi ero infatti sempre chiesto perchè in tutti i film facesse sempre la parte di quello un pò fuori di testa, agitato e leggermente scemo che balbetta. Ora lo so: è così naturalmente. Vi assicuro che il suo modo di parlare è assolutamente identico a come di comporta nei film che interpreta. Ad ogni modo si è arrivati ai commenti del pubblico, il motivo fondamentale per cui non bisogna perdersi un solo cineforum. Ognuno di quelli che ha parlato ha espresso elogi esagearti agli autori e alla loro opera, gonfiandoli ancora di più nella loro megalomania. Fra un "mi ha toccato nel cuore" e un "è davvero un'opera d'arte!" sono anche arrivate le strambe idee di un presunto leghista che ha individuato nel film l'influenza della padania, l'odore del po, pur essendo tutto il film girato in un teatro di posa di Torino! Fantastico. Qualcuno forse potrebbe chiedersi che cosa ne penso alla fine di questo "Scacco Pazzo", visto che all'inizio mi dichiaro QUASI soddisfatto e poi metto in risalto ironicamente tutto quello che ci si costruisce attorno. Le cose stanno così: penso che tutti voi, al liceo o alle medie, vi siate trovati davanti a un testo letterario e alla sua analisi. E di sicuro almeno una volta, di fronte alle molteplici e incredibili interpretazioni e simbolismi che vi vengono suggeriti ma che stentate a riconoscere sulla carta, vi sarà sorto questo dubbio: "Ma l'autore voleva davvero dire questo o sono tutta una serie di stronzate che ci hanno letto i critici?". Sono certo al 100% che lo abbiate pensato. Io l'ho fatto. E almeno per questo caso particolare ho trovato una risposta: Si, sono tutte seghe mentali. L'unico grande rammarico che ho è non aver espresso questa opinione e aver interroto quindi magicamente il flusso di complimenti immeritati e immaginifici di cui si stavano nutrendo gli autori. Loro stessi hanno messo allo scoperto quanto inconsistente e "vuota" sia la loro concezione, e di riflesso un film che comunque un pò avevo apprezzato. Quello che gli avrei detto è...
Meglio dirlo in un altro post, ora ho fretta!!! Ditemi la vostra!
P.s: il titolo del post è di Marco.
domenica, giugno 27, 2004
Tubercolosi european nights
Se ho fatto l'associazione giusta allora le cifre iniziali della zona ospedale dovebbero essere "70". Non riuscivo infatti a spiegarmi che cavolo di numero fosse e da quale parte della città stessero chiamando oggi a pranzo. Una gentile voce femminile ha chiesto di mia mamma e le ho passato il cordless. Questo il resoconto degli avvenimenti: pare che una infermiera della nursery dell'ospedale maggiore, in servizio durante gli ultimi sei mesi, sia risultata affetta da tubercolosi. Tutti i bambini nati in questo periodo verranno quindi sottoposti a una cura farmaceutica fino all'età di tre mesi, poichè per loro non esiste un test che attesti con certezza un eventuale contagio. E vai di antibiotici!!! Non so se anche i parenti dei neonati dovranno eseguire test o accertamenti vari. Durante il servizio al telegiornale, perchè ne ha parlato anche la televisione!, è stato detto che la tubercolosi è una malattia a contagio zero e che anche i parenti dell'infermiera sono risultati negativi. Ovvio che per il sistema immunitario di un neonato è tutta un'altra storia. Certo che, pur non essendo questa un'emergenza, l'hanno davvero fatta grossa. Chissa se mio fratello, che per adesso si guarda solo intorno stupito e fa versi da Pikmin (non chiedetemi di spiegarvi com'è la voce di un Pikmin!), gradirà la nuova dieta farmaceutica...
E mentre mia madre gira preoccupata per la casa con fazzoletto a portata di mano io mi sono guardato Svezia-Olanda. Un partitone di tre ore totali, con pali e traverse tali che i tifosi svedesi si staranno ancora mangiando le mani. E se stasera non tifavo per nessuna squadra in particolare ieri invece tutta la mia approvazione è andata agli sfavoritissimi greci, che sono riusciti a mandare a casa i boriosissimi inglesi.Ma si, con l'uscita prematura dell'Italia penso che adesso tiferò Grecia, soltanto perchè è una delle squadre più improbabili per una semifinale degli europei.
Saluti e al prossimo post (coff coff).
venerdì, giugno 25, 2004
Tempo di giocare
Con l'estate e la relativa mancanza di occupazioni "importanti" è venuta per me l'ora di recuperare tutti quei giochi che, più per altro che per studio, mi sono perso nei mesi scorsi. Oggi ho finito "Viewtiful Joe" prestatomi da Berto, un capolavoro assoluto, ne sono certo. E visto che per il secondo episodio c'è ancora molto tempo ho messo le mani avanti e ho finalmente trovato su internet un "Metal Gear Solid: The Twin Snakes" per Gamecube, arrivo previsto per la metà della prossima settimana. Ieri il mio amico nintendaro Luca mi ha prestato "Megaman Zero" per Gameboy Advance e quindi dovrei essere a posto per un pò.
Nel frattempo sono riuscito, dopo vari rimandi, a vedere "Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban". Che dire? Senza dubbio si vede che il regista non è più Chris Columbus e questa volta i toni si fanno DAVVERO cupi. In certi momenti sembra più di stare assistendo a un film su Dracula che a un "carino" episodio di Harry Potter. Di sicuro il bambino seduto davanti a noi non saltava più come durante il trailer di "Spider Man 2". Forse però il migliore episodio resta sempre il primo poichè, nonostante un ritmo e uno stile più apprezzabili e inconsueti anche se mai fuori luogo, la formula a mio parere sta iniziando a stancare. Ogni anno c'è la parte introduttiva a casa, il viaggio per Hogwarts, il nuovo professore, la partita di Quidditch, il mistero da svelare... Un film seriale per eccellenza anche nella risoluzione di quest'ultimo: i buoni sono quasi sempre i cattivi e viceversa; in ogni caso l'apparenza iniziale delle cose inganna sempre. A questo punto è facile anche per un bambino capire ciò che succede dopo, innescando un meccanismo in cui non si crede più a niente di quello che ci viene presentato. In ogni modo la visione ravvicinata del secondo e terzo episodio mi ha fatto venire voglia di leggere i libri, che mia mamma ama così tanto. Peccato che non ne abbia neanche uno e li abbia letti tutti a scrocco!
Vabbè, prossimo post sulla maturità di Berto, in cui saremo in milioni. Ecco, intanto che ci siete venite pure voi, che fate numero.
UPDATE!!!: Per una volta i fan di Guerre Stellari e quelli di Gary Oldman potranno gioire all'unisono: è stato confermato che il grandissimo (e usato male) attore inglese darà la voce al cattivo per eccellenza di Episodio III, il generale Grievous. Ovviamente niente che si potrà notare con il film doppiato, ma sono sicuro che vederlo in lingua originale sarà una goduria...
Inoltre qui di seguito riporto quelle che, secondo indiscrezioni, dovrebbero essere le principali modifiche alla trilogia originale che uscirà a settembre in dvd:
- Hayden Christensen sarà lo spirito di Anakin alla fine di EpVI.
- Jabba in EpIV è stato rifatto.
- Naboo è stato aggiunto ai pianeti in festa alla fine di EpVI.
- Ian McDiarmid ha girato le scene dell'Imperatore ologramma in EpV- Hayden Christensen sarà lo spirito di Anakin alla fine di EpVI.
- Jabba in EpIV è stato rifatto.
- Naboo è stato aggiunto ai pianeti in festa alla fine di EpVI.
Mi spiace molto per il primo punto: togliere un volto noto e ormai diventato familiare non è mai bello. Per il resto non c'è molto di nuovo anche se l'inserimento di Naboo nei festeggiamenti finali forse porterà a un'ulteriore cambiamento del commento sonoro... ovviamente questa è una mia ipotesi, ma sono in molti a non aver gradito la nuova musica.
lunedì, giugno 21, 2004
"Vivo la mia vita
un quarto di miglia
alla volta"
Dopo "Torque - Circuiti di Fuoco" diventa assolutamente inutile la visione di film come "The Fast and the Furious" e "2 Fast 2 Furious", prima indispensabili per gustare appieno dell'esagerazione e della tamarraggine dei motori al cinema. Quello che ho visto oggi batte tutti senza possibilità di appello. Mi aspettavo qualcosa di estremamente esasperato ma mai sarei arrivato ad immaginare quello che ho visto sullo schermo del cinema. Per capire appieno la filosofia (e la fisica!) di questa pellicola bisogna iniziare a pensare non in termini fumettistici e nemmeno in termini infantili: io a 8 anni, con i miei personaggi giocattolo, non avrei saputo creare situazioni così esagerate. Il film inizia nell'unico modo possibile: con due auto truccate all'inverosimile che fanno una gara in mezzo al deserto e vengono superate senza troppa difficoltà da una moto lanciata a una velocità esorbitante: è lui, Ford, il protagonista del film, un figo con capelli lunghetti, occhi azzurri e barba corta. Insomma: un figo. E' stato 6 mesi in Thailandia ma appena rimette piede in suolo americano subito si scatenano risse a volontà, tutte senza il minimo pretesto logico. Fantastico. Ma perchè è tornato Ford il figo? Semplice, per ricongiungersi a Shane la figa, sua ex-fidanzata e venditrice di pezzi per moto, che però pare non aver apprezzato troppo la sua fuga in oriente e la successiva perquisizione del negozio da parte dell'FBI. Non c'è da preoccuparsi, tempo venti minuti e si metteranno di nuovo la lingua in bocca. Nel frattempo però Ford deve rispondere al cattivone di turno del furto di due moto piene di droga sintetica. Anche se tuttora non ho capito la motivazione logica dell'aver preso queste moto è ovvio che questo fatto funge da pretesto per tutti i casini che accadranno nell'ora e mezzo di film. Ford si vedrà inseguito dal cattivone, da Ice Cube che lo ritiene responsabile della morte del fratello, e anche da due moderni e improbabili agenti dell'FBI. Ce n'è abbastanza per divertirsi e ridere a crepapelle. Nei 90 minuti complessivi si ha a che fare con un combattimento corpo a corpo sulle e con le moto, a un inseguimento sopra e dentro un treno in corsa e, rullo di tamburi, ad una moto con motore di elicottero a reazione. Quando Ford si lancia all'inseguimento dell'antagonista su questo bolide per le strade di Los Angeles si è senza alcun dubbio toccata la punta massima dell'esagerazione, con i vetri dei negozi che esplodono, gli antifurti delle auto che partono e i lampioni che cadono. Meraviglioso.
Effetto "Van Helsing" quindi? Proprio no. "Torque" è un film che va pensato unicamente nella direzione del "sopra le righe", della tamarrata, della, quante volte lo ho detto?, esagerazione. In questo senso funziona? So che Gabry potrebbe non essere d'accordo, ma per me funziona eccome. La storia è prevedibile, banale, con dialoghi allucinanti ma alla fine devo ammettere di essermi divertito parecchio. Dalla prima rissa scoppiata per caso fino all'esplosione apocalittica finale non ho quasi mai smesso di ridere e stupirmi di fronte all'ennesimo livello a cui sono riusciti a portare l'azione. Anche perchè qui si nota perfettamente, e alcuni punti sono emblematici, l'ironia di fondo che sottende tutta la pellicola. E non sto parlando di qualche frasetta o personaggo che vuole far ridere e non ci riesce, modello "Van Helsing" per intenderci, ma proprio di una concezione alla base del film che qualche volta si mostra per quello che è: un baraccone colorato e incessante da gustare con un sacchetto di pop-corn e una buona dose di risate. Tutt'altra cosa rispetto a "The Fast and the Furious", che risulta assai meno godibile. La regia e il montaggio sono virtuosi e incalazanti al punto giusto per un prodotto con queste aspettative, puntando tutto sull'"estremo" (riprese del NOS che viene immesso nel motore, primi piani dei pedali o dei cambi, dettagli roteanti sulla ruota) anche in questo campo. E pure la colonna sonora è azzeccata, con un misto di rock (tanto) e hip-hop (poco) che stasera mi farà cercare una canzone dei Jane's Addiction. In una prospettiva quindi di sincerità "Torque" vale il prezzo del biglietto e a conti fatti risulta meno idiota di pellicole sulla velocità come il già citato "The Fast and the Furious" o l'inconcludente "Driven". Il film perfetto da regalare in dvd al vostro amico amante delle moto e delle terronate su ruote.
Una cosa in particolare non dimenticherò mai di questo film: la puzza di piedi terrificante che venica dalle poltrone avanti a noi, dove una "gentil pulzella" aveva deciso di levarsi le scarpe a appoggiare gli arti inferiori sulle ginocchia del proprio ragazzo. A un certo punto non riuscivamo più a resistere e abbiamo dovuto spostarci più laterali. Purtroppo riuscivo ancora a distinguere quell'odore nauseabondo. Criminali.
domenica, giugno 20, 2004
L'intellettualissimo
pianoforte
Grazie ad alcuni film che ho avuto il dispiacere di vedere (e pure di comprare) in questi giorni dto sviluppando una grandissima insofferenza verso i pianisti e il loro strumento. Andiamo con ordine: entusiasmato dal film di Martin Scorsese ("Viaggio nel Cinema Americano") che ho preso con la rivista "Internazionale" ho deciso di comprare anche la nuova uscita: "La Pianista" di Michael Haneke. Così, sulla fiducia. Leggendo dietro qualsiasi persona si sarebbe sentita confortata: gran premio della giuria e palma d'oro ai due protagonisti. Wow. Eppure la faccia della donna in copertina l'avevo già vista da qualche parte... leggo il nome, Isabelle Huppert, e scopro sul Mereghetti che ha fatto la zia antipatica e fuori di testa in "8 Donne e un Mistero" di François Ozon. Bel film, bravissime le attrici, bellissima Virginie Le Doyen. Eppure la cara Isabelle era riuscita a trasmettermi la sua antipatia al di là del ruolo che interpretava. Non so perchè, ma ero fortemente convinto che questa attrice fosse realmente odiosa anche nella vita reale. Questo ancora non lo posso sapere, però ho constatato che anche ne "La Pianista" non svolge un ruolo molto diverso. Erika è una severissima professoressa di pianoforte, che non accenna mai un sorriso e fa scoppiare in lacrime anche i suoi studenti più dotati. Pur quarantenne continua a condividere con la sua asfissiante madre la casa, la camera e anche il letto. Di notte frequenta i peep show, annusa i fazzoletti sporchi degli spettatori precedenti e spia le coppiette al drive-in. Quando un giovane studente si innamora di lei non può fare a meno di coinvolgerlo in una serie di richieste perverse e sadomaso che lo portano in breve tempo allo stremo. La sera del concerto in cui deve sostituire una sua alunna si ferisce una spalla con un coltelloe poi esce dal teatro impassibile. Fine.
Descritto in questo modo qualsiasi film può sembrare una grandissima vaccata. Se pensate che abbia trattato male questo film contattatemi e sarò felicissimo di regalarvi il dvd. Ma si può fare una roba del genere? Molte persone conoscono la mia personale avversione verso il cinema francese recente. Questa avversiione non è certo data dai viaggi sulla luna di Melies, dai viaggi visionari di Vigo, dalla commedia sofisticata di Renoir, dai racconti appassionanti di Truffaut, dalla sintassi spezzata di Godard, e neppure dall'ultimo Ozon, come ho già detto. Dai, mettiamoci pure Bresson!!! Quando mi lamento fantozzianamente (una cagata pazzesca) del cinema francese contemporaneo penso a un film come "la Pianista". Ovvero una pellicola lenta, inconsistente, indigesta e davvero gratuita. In una parola intellettualoide: cioè che vuole essere intellettuale a tutti i costi. E' mai concepibile un cinema del genere? Dal mio punto di vista no. Il cinema, quello vero, può benissimo unire la parte culturale all'intrattenimento. Tutti i grandi capolavori fino a oggi funzionano in questo modo. Purtroppo continuano ad esserci persone che, in nome di un cinema "d'arte", si muovono nella direzione di Michael Haneke con "La Pianista". Una rappresentazione statica, lenta, distaccata e mai passionale, quasi apatica. Un effetto ovviamente voluto dal regista. Ma alla fine che cosa rimane, che cosa passa dallo schermo allo spettatore? Assolutamente niente. Un manuale di sceneggiatura che ho dovuto leggere dice che il soggetto è l'intenzione del film. Ora, qual'è il soggetto de "La Pianista"? Forse la descrizione di un mondo borghese allucinato, che non riesce a instaurare relazioni con l'esterno e anche quando ce la fa o compie in modo autodistruttivo? Oppure è semplicemente la storia di una donna e dei suoi problemi, delle sue manie e perversioni? Io lo so qual'è l'intenzione di questo film. E' creare una pellicola con forti pretese intellettuali, tanto più vago quanto variamente interpretabile dai critici, che lo osanneranno e lo riempiranno di premi. E così è stato, in effetti. Il tipico film da festival, fatto tutto col cervello (e le seghe mentali) e per niente col cuore, seguendo una statiticità, e anche una pesantezza, giustificata forse dal fatto che grandi autori prima di loro la utilizzavano. Bresson però concludeva il "Diario di un Curato di Campagna" con la frase "Tutto è grazia". Questo film invece dovrebbe chiudersi con un bel: "Tutto è merda". Attenti bene, le vere cagate pazzesche non sono "La Corazzata Potemkin" ma film come "La Pianista".
Avete notato comunque come il pianoforte venga usato spesso in film, per così dire, "intellettuali"? Non se ne può davvero più. Soprattutto perchè i pianisti sono sempre dei mezzi geni mezzi pazzi, dei cervelloni che si stagliano sopra tutti gli altri solo perchè sanno suonare questo strumento. E' davvero irritante e snob l'uso che certi registi ne fanno. O meglio registacci, perchè Roman Polanski ("Il Pianista") o Jane Campion ("Lezioni di Piano") mica ti fanno odiare questo strumento. Quando però fai un film di tre ore su una faccia da cazzo come Tim Roth che ti suona su una nave oppure inquadri all'infinito le mani di un'attrice tanto brava quanto insopportabile come ne "La Pianista" ti verrebbe davvero voglia di entare in un conservatorio e fare una strage selettiva. Il problema è che questi snob da festival in quanto borghesotti con aspirazioni aristocratiche si divertono a mettere in scena concerti privati e perle di filosofia sui vari compositori. Se mai farò dei film, uno di questi avrà come protagonista un suonatore di xilofono comunista.
Passando ad altro: con la fine degli esami mi ritrovo un sacco di tempo libero da dividere fra cinema, videogiochi, letture e ozio. Per l'ozio non c'è problema, di letture ne ho fin troppe da concludere, per quanto riguarda i videogiochi mi sono fatto prestare "Viewtiful Joe" mentre sbavo in attesa del Nintendo DS (presto nuovo post!) e da ieri ho ripreso i vaggi al Warner Village pomeridiani. Non potendo vedere il nuovo Harry Potter perchè manco della visione del secondo mi sono deciso per "Ladykillers". I fratelli Coen in fondo mi sono sempre piaciuti molto. E invece questo è senza dubbio il loro film meno riuscito. Non solo sfigura di fronte all'originale con Alec Guinnes di cui è il remake (recuperatelo!!!!) ma addirittura lascia a bocca aperta in qualche punto. A tratti sembra di assistere a un film dei Vanzina per certe gag sull'intestino e la cacca. Il vero grande difetto è però una ben poca ispirazione e un meccanismo che fa andare avanti la vicenda fin troppo gratuito e prevedibile. Se volete farvi due risate qualche pezzettino divertente c'è, ma spesso si rimane basiti per la facilità di certe soluzioni, più da scuola di polizia che da fratelli Coen. Alla prossima!
giovedì, giugno 17, 2004
Parchi vecchi,
parchi nuovi
Ieri sera prima di cena mi sono recato al parco Falcone e Borsellino, quello dietro il Giordani, per aiutare mio padre nella passeggiata coi cani. Seguiva mia madre con la carrozzina. Di per se niente di eclatante, mi rompo sempre all'inverosimile in queste occasioni. Tuttavia si è rivelata un'ottima occasione per vedere il NUOVO parco Eridania, finalmente riaperto dopo anni e anni di lavori. L'ultimo ricordo che ho di questo posto risale alla fine della IV Ginnasio, quando con un gruppetto della classe abbiamo ingaggiato una battaglia d'acqua. Ad oggi il volto del parco è stravolto. E' scomparsa la casetta in cui facevo Judo; il prato è molto più curato e senza dislivelli; i vasconi che originariamente appartenevano alla fabbrica (ora Auditorium, ma già da un pò) si sono trasformati in vaschette con giochi d'acqua e ninfee percorribili su una passerella con ringhiera. In pratica è stato compiuto un "lifting" molto simile a quello che già è capitato al Parco Ducale. Molto Ubaldiano, ma devo ammettere anche molto gradevole esteticamente. E c'è già pronta una montagna di sabbietta rosa in stile stradone per ricoprire l'asfalto. Va detta la verità: sta diventando davvro molto grazioso. In generale tutta questa zona sta venendo rivalutata tantissimo. E vorrei anche vedere, mica siamo nell'oltretorrente...
Comunque il tutto è abbastanza lontano dall'aspetto definitivo, una parte è ancora sede di lavori e ci vorrà ancora un pò di tempo per essere completato. Se vi capita fateci un salto.
Oggi invece sono devastato fisicamente. Ho passato un paio di orette abbondanti schiacciato da una marea di persone in corridoio del Dipartimento di Discipline Storiche, un edificio immenso e con una biblioteca da film americano, con scalette per accedere alle passerelle in alto. L'aver dormito poco, la fatica e il caldo (SEMPRE LUI!!!) mi hanno debilitato non poco fisicamente. Oggi pomeriggio ho provato a vedere un film, "La Pianista", ma dopo dieci minuti sono crollato senza sensi. Fino alle 19 non sono riuscito ad alzarmi dal letto e aprire gli occhi, pur rendendomi conto perfettamente della situazione. Stasera e domattina quindi è d'uopo (si scrive così?) dedicare tutto il tempo possibile all'arte del dormire, e riprendermi in tempo per la partita dell'Italia, privata del suo lama favorito. Perchè ho la sgradevole sensazione che quest'anno torniamo a casa molto presto? A domani.
P.S.: appunto per Flavio e Gabry: siete delle vacche. Il primo perchè se ne va al mare proprio quando alla sera eravamo d'accordo di vedere Kill Bill vol.1 e vol.2 al cinema D'Azeglio, il secondo perchè al cinema al massimo vuole vedere il vol.2 visto che il primo, visto a casa, non gli è piaciuto tanto. A parte che al cinema si vive un'esperienza tutta diversa, l'abbiamo capito tutti che quando te lo sei visto sul tuo divano osservavi il mobilio di casa tua invece che lo schermo della tv. E' l'unica spiegazione possibile...
mercoledì, giugno 16, 2004
Gelato "Le Due Torri"
sotto le due torri
La frequenza con cui ho preso ad aggiornare il blog sta diventando preoccupante... dopotutto non è solo colpa mia, in gran parte il malfattore è sempre lui, il mio nemico personale che arriva verso Giugno e non ne vuole sapere di andarsene prima di Settembre inoltrato: il caldo. Uno dei motivi, fra i tanti ovviamente, per cui vale la pena cercare di arricchirsi è il mio geniale progetto di una vacanza estiva nell'emisfero australe. Il 1 Giungo saluterei tutto e abbraccerei con felicità l'inverno di Sidney, con i canguri che saltellano per la strada, rigorosamente col cappotto, e gli aborigeni che con i pattini da ghiaccio li inseguono per papparseli. Vorrei spiegarvi meglio la mia idea di "estate alternativa" ma, prima di accordare il mandolino e preparare la pizza con la mamma, c'è un fatto importantissimo che questo blog ancora non ha registrato:
BERLUSCONI E' STATO SCONFITTO ALLE ELEZIONI EUROPEE. Scritto a caratteri cubitali e senza il minimo accenno di ambiguità. La disfatta per il cavaliere pare essere cominciata e finalmente il premier raccoglie i frutti (marci) di una guerra non voluta dal paese, una politica tesa a favorire i più ricchi, e un'onnipresenza mediatica che da fastidio. Come ha detto un pubblicitario durante una lezione: "Bisogna stare attenti ad essere troppo presenti, a diventare l'unico punto di riferimento: in quel momento si diventa automaticamente antipatici." Penso che Berlusconi abbia pagato a caro prezzo proprio questa concezione. Forza Italia che perde 5 punti percentuale rispetto alle europee del '99 e si attesta sul 21% è evidentemente una sconfitta. Ancora più cocente se riferita alla persona Silvio Berlusconi; quando ho saputo che Lilli Gruber ha ottenuto il doppio delle preferenze a Roma ho provato un improvviso senso di godimento. Qualcosa sta cambiando, è indubbio. Rifondazione Comunista ha guadagnato tantissimi voti e ora si presenta come la quarta forza politica in Italia. Non male. Senza parlare delle amministrative, in cui la vittoria della sinistra è stata schiacciante. Tutto bene allora?
No. Perchè se nel paragrafo precedente ho elencato i motivi per cui mi ritengo soddisfatto, qui devo fare le considerazioni scomode e inquietanti. A una discesa di "Forza Italia" è conseguito un aumento di Lega Nord (pure al sud! Ma chi li vota?), UDC e... "Alleanza Nazionale". Con l'11% delle preferenze il partito di Gianfranco Fini si attesta come il terzo partito italiano, dopo "Uniti nell'Ulivo" e "Forza Italia". Scusate se mi permetto ma questo dato sinceramente mi fa molta paura. E non basta nemmeno la nascita di un partito più a destra, cioè "Alternativa Sociale" di Alessandra Mussolini, a confortarmi. Ovviamente anche il successo della Lega e di Udc non mi fanno proprio saltare di gioia, ma qui stiamo pur sempre parlando di terzo partito italiano. Comunque ci saranno altri momenti per tornare su questo dato inquientante. Ora quello che a mio parere la sinistra deve fare è unirsi, e in fretta. Un sondaggio su Unita.it decreta che il motivo principale della migliore performance della sinistra alle amministrative è che si è presenta compatta. Non ci voleva molto a capirlo. Tutte le forze di centro-sinistra devono quindi allearsi in fretta, trovare punti di accordi comuni e presentarsi unita e decisa per il 2006, l'anno decisivo. Adesso come adesso i dati parlano chiaro: la sinistra diventerebbe governo. Tuttavia ci sono ancora due anni, più di 700 giorni per ritrovarsi e discutere, trovare posizioni univoche. In particolare L'Ulivo deve comprendere che l'unica vera linea che vale, quella che sola fra tutte è stata premiata in Europa, è quella della Spagna e di Zapatero. Abbandonare quindi ogni indugio e timore di scontentare il "centro" e dirigersi con convinzione verso una politica più decisa.
E dopo questa piccola parentesi che apparterrebbe più al blog dello Zar e che senza dubbio scatenerà polemiche torno a parlare del mio piccolo, piccolo mondo personale. Del mio odio per il caldo, pur non estremo, di questi giorni ho già parlato. Più che altro vi invito ad andare e tornare da Bologna in mattinata: all'andata non ci sono problemi, al ritorno affanno e grondo sempre di sudore. Ho provato a passare dallo zaino alla cartella ma il risultato cambia di poco. L'estate non fa per me. In ogni modo anche nell'afa più totale oggi ho assistito all'ingigantirsi del mio proverbiale culo. All'esame di "Analisi di Film" (Pitassio) ho preso trenta e lode impappinandomi e discutendo dell'inizio di un film ("M" di Fritz Lang) che ho perso e mi era stato appena spiegato dal mitico Marco "Megatron". Mi vergognavo addirittura di me stesso guardando i risultati del test scritto di storia, compilato più con la mano che con la testa: 24. Chiamatemi pure sculato: avete ragione. Però chiamatemi anche felice, perchè con questi ultimi due signorini ho concluso la serie di esami per quest'anno, senza contare Inglese del 28 Giugno per cui non intendo nemmeno prepararmi.
Ma la più grande scoperta di oggi è la gelateria "Da Gianni" scoperta per caso sulla via del ritorno. Mentre mi guardavo intorno disorientato dal caldo esterno ho sentito quella davanti a me dire: "Mmmhh... sono indecisa fra "Il Signore degli Anelli" e "Titanic"...". Ovviamente il disorientamento è aumentato considerevolmente. Guardando poi fra i gusti ho capito: ognuno di essi ha il nome di un film ("Le due Torri", "Vertical Limit", "Il Ritorno del Re"...) o un nome fantasioso. Almeno quanto i gusti veri e propri. Il "Troppo difficile da fare" che mi sono fatto inserire in una focaccina, letteralmente strabordante, non era altro che nocciola con bignè ripieni di crema e coperti da un fitto e denso strato di nutella. Una bomba calorica da arma di distruzione di massa, l'orrore di ogni persona che sta attenta alla linea. Comunque una goduria infinita. Almeno finchè non mi sono trovato a barcollare per le strade di Bologna con uno stomaco prossimo all'implosione e una gola che urlava "Acqua"!.
Per oggi non posso dire molto altro. A dire la verità c'è una discussione che mi interessa molto iniziare su queste pagine e che mi ha messo nell'orecchio il solito Marco; si è acceso infatti un dibattito, interrotto dal mio esame, sulla presunta "preistoricità" dello stile, ma non solo, di Spielberg, Lucas, e tutti i nuovi indipendenti giunti alla ribalta negli anni '70. Considerazione con cui mi trovo abbastanza in disaccordo e che volgio approfondire in un prossimo post, vi prego spronatemi a farlo. Pensare che ieri notte avevo fatto uno schema di analisi di "Episodio II" pensando che si potesse portare un film a scelta per l'esame! A domani.
sabato, giugno 12, 2004
Europee ed europei!
12 Giugno 2004: e' finalmente giunto il momento di 1) Dare una bella batosta al silvione nazionale 2) risollevarci dalla delusione dei mondiali 2002. Oggi infatti seggi aperti per decidere i nuovi parlamentari europei e anche prima partita degli europei di calcio. Troppe emozioni in un giorno solo? Spero solo che lunedì sera si uscirà a festeggiare per 2 motivi: la quasi certa vittoria dell'italia contro la Danimarca e SOPRATTUTTO la sconfitta di quei criminali che stanno mandando in malora questo paese. Gli appuntamenti imperdibili in questi giorni sono quindi con la cabina elettorale oggi o domani, con la partita alle 18 di Lunedì e con il mitico Tg4 alle 19 dello stesso giorno. Davvero non credevo che un telegiornale potesse essere così divertente. Fede è davvero uno dei più grandi comici che il nostro paese possiede oggi, secondo solo al suo maestro e padrone, l'unto dal signore Silvio Berlusconi.
Volevo fare un post lungo lungo sull'importanza di questo voto e sullo scandalo enorme che sta saltando fuori dopo la liberazione degli ostaggi, ma per dire la verità non ne ho molta voglia. Sono troppo felice per questi due giorni che SICURAMENTE penalizzeranno all'inverosimile l'attuale governo. Tony Blair il duro colpo lo ha già assestato alle amministrative. In Spagna Zapatero continua a mietere consensi. Bush non è mai stato così basso nei sondaggi (qualcuno scommette che come mossa elettorale prenderanno Bin Laden... scommettiamo?). E' ora che anche qui cambi qualcosa. In vista delle elezioni del'anno prossimo, davvero di un'importanza storica.
Aspettatevi un post dopo i risultati.
lunedì, giugno 07, 2004
La Musica del Demonio
Per me è impossibile non avercela con i telegiornali. E' un dato di fatto. E non sto parlando di quanto sia diventato di parte il Tg1 o di quanto facciano irrimediabilmente schifo le copertine del Tg2. Qui c'entra ben poco la politica.
Il Tg deve fornire informazioni sugli avvenimenti del giorno. Ben vengano le dirette da Baghdad, se non ci fossero ci sarebbe da preoccuparsi; ben vengano anche i servizi sulla politica, che ancora qualche spazio (poco e appositamente mal posizionato) riesce a dare alle voci contrarie; gradita è pure la cronaca, con drammi ridotti a telenovela, e infine lo sport. Tutto questo (politica estera, politica interna, cronaca, sport, spettacolo) deve rientrare nel tempo massimo di mezz'ora. Ogni servizio dura pochi minuti, ad occhio direi non più di due o tre. Dove voglio arrivare? E' presto detto. Ognuno di voi avrà seguito in questi giorni le notizie sui cadaveri ritrovati sepolti in un bosco da una presunta setta satanica. Spero che abbiate anche seguito il tutto al telegiornale. Avete niente da obiettare? Io si.
Spiego brevemente il servizio così come l'ho visto, di sicuro simile su ogni diverso canale. In primo luogo si inizia facendo vedere il bosco e il luogo del ritrovamento. In seguito arriva l'intervista ad uno dei poliziotti che hanno scoperto i cadaveri, evidentemente scioccato. Si continua con le foto segnaletiche dei presunti colpevoli, persone appartenenti a una setta satanica, e poi ad una ripresa della stanza della vittima. Fin qui niente di strano, ma ci avrei scommesso le palle che non avrebbero resistito alla tentazione. E infatti eccolo: bella ripresa ripetuta della chitarra elettrica ROSSA appesa alla parete; stacco e la telecamera inquadra una rivista di musica Metal, un qualsiasi Metal Hammer o roba simile. In seguito altri servizi hanno anche mostrato immagini di concerti rock vari.
Si può, nel 2004, continuare a fare questo accostamento, cioè satanismo/musica rock? Chi pensava che il tutto fosse archiviato ai lontani anni 50 e 60, in cui i Rolling Stones facevano scandalo, probabilmente deve rivedere le sue idee. Quanto ci vorrà prima che tirino fuori Marilyn Manson? Ci si può addirittura scommettere sopra. Entro pochi giorni le indagini andranno avanti e, sicuro come l'oro, nemmeno le elezioni potranno evitare un bel programma, probabilmente "Porta a Porta", incentrato su questo argomento. Ci saranno gli psicologi, i giovani "Indemoniati" che ascoltano musica metal, i sociologi, e magari anche l'esperto di sette religiose che ha parlato al telegiornale. Si, proprio il protagonista di tutte le videocassette legate al vaticano che abbiamo visto in classe. Non vi ricordate questo simpatico uomo, questo Sandro Bondi che sembra fatto come Paperoga? Spero per voi che la risposta non sia affermativa.
Volevo parlare in modo più approfondito dell'argomento ma poi mi sono detto: non è forse così un pò per tutto. Mi spiego: ognuno di voi avrà uno o più interessi. Prendiamo me: non posso negare di essere abbastanza informato in campo di videogiochi. Ora, tutte le volte che il telegiornale dedica un servizio al mondo dei videogiochi, ovvero molto raramente, io non posso fare a meno di andare su tutte le furie. Come per la musica metal è incredibile il grado di generalismo e di utilizzo di luoghi comuni. Il videogiocatore è sempre un bambino paffuto, generalmente asociale, antipatico e irrimediabilmente nerd. Non parliamo poi di quando i videogiocatori sono adulti; le interviste vengono accuratamente selezionate e montate in modo da farli vedere al pubblico come una massa di poveri sfigati. Senza contare che non esiste più il termine console ma solo quello "Playstation". Un operazione che forse si potrebbe anche chiamare pubblicità occulta, perchè mai vengono nominate le altre dirette concorrenti. Ci vuole molto a informarsi un attimo prima e cercare di azzeccare correttamente i nomi che si devono pronunciare?
Quello che fa rabbia è che tutto questo non va a toccare me, non infuisce sulle mie idee, ma su quelle del popolo italiano. Per la casalinga che passa in casa il 90% del tempo e che legge riviste scandalistiche chi ascolta musica rock è un satanista. Chi usa i videogiochi, o meglio, la "playstation", è un asociale. Il telegiornale potrebbe essere uno strumento incredibile di formazione delle masse; al livello odierno ha caratteri positivi quanto quelli negativi. Quelli positivi sono un informazione veloce, rapida e globale; le persone possono essere a conoscenza in pochissimo tempo di quello che sta accadendo nel mondo. Quelli negativi invece sono legati proprio alla velocità del mezzo, che porta ad un'approssimazione e un pressapochismo esasperato, e la volgia di fare notizia a tutti i costi, che conduce a un drammatizzazione immorale di vicende che meriterebbero venire toccate il meno possibile dalle telecamere.
In pratica ho solo ripetuto ciò che già si sapeva: col passaggio dall'informazione cartacea a quella televisiva vi è stato un guadagno in termine di rapidità ma un impoverimento dal punto di vista della qualità. Banalità? Forse. Eppure io sono convinto che qualcosa si potrebbe fare per ovviare a questo problema. Certo, un telegiornale non potrà mai essere così approfondito come un quotidiano, formato da notizie e opinioni. Tuttavia il livello può essere più alto: basterebbe avere una generazione di giornalisti che diano più importanza alla professionalità, morale e artistica, di quello che fanno: evitare facili luoghi comuni e cercare di essere un minimo esaustivi e non "generici" nei campi solitamente poco affini al mondo del giornalismo.
sabato, giugno 05, 2004
Heidi Reloaded
Il Problema principale per l'inserimento in casa di Tommaso è sempre stato fondamentalmente uno solo: i cani. Come avrebbero reagito questi tre cuccioloni all'arrivo di un nuovo inquilino fisso? La storia si complica quando il membro in più è abbastanza più piccolo anche di Heidi, la bassottina. Le precedenti accoglienze di bambini in casa non era incoraggiante. Lea, quella media di colore biondo, scappa sempre poichè impaurita da tutto; Heidi si dimostra assai cattiva ringhiando verso gli esseri non troppo più grandi di lei; Ciuffo invece, che è il più grosso, impazzisce per qualsiasi tipo di bimbo. Il problema è che la sua mole non sempre si adatta alla voglia che ha di coccolare e giocare con dei marmocchi che potrebbero tranquillamente cavalcarlo.
Appena entrati in casa oggi è scoppiato un putiferio; difficile dire quanto sia stato dovuto al ritorno di mia madre dopo 3 giorni che manca da casa oppure alla comparsa di Tommaso. Come se non bastasse notevole scompiglio ha creato anche il cancelletto installato davanti alla sua cameretta, di modo che loro non possano entrarci quando vogliono. Per loro insomma ci voleva davvero poco per capire che era accaduto qualcosa di grosso. La preoccupazione dapprincipio era tanta, non va nascosto. Ciuffo continuava a piangere e cercava in ogni modo di raggiungere quella culla sempre troppo in alto perchè lui ci mettesse il muso, Heidi si lamentava per la stessa ragione e Lea, pur provando forse la stessa emozione, se ne stava in disparte perchè aveva paura. Quando mia madre è entrata nella cameretta e ha iniziato ad allattarlo col cancello chiuso sono tutti impazziti. Immaginatevi tre cani davanti a una porta (aperta ma inaccessibile) che fanno casino tutti insieme. Heidi addirittura ha cercato di spaccare le sbarre di ferro con i denti. In seguito la situazione è cambiata. Ma all'opposto!!! Heidi, dopo aver ben fiutato il fratellino e averlo osservato a lungo non ci si vuole più staccare. Quando mia madre allatta lei impazzisce se non può andare anche solo a sedersi sui suoi piedi, e appena cercano di avvicinarsi Lea o Ciuffo ringhia rabbiosamente. Ovviamente nessuno di quei due cani, grandi il triplo e anche il quadruplo, osano ribellarsi alla lunga padroncina. Quando ero seduto di fianco alla culla lei ha continuato a lamentarsi e cercare di salarmi sulle ginocchia finchè non l'ho presa in braccio e non ha potuto vederlo mentre dormiva. Che Heidi fosse il capo si sapeva, ma che diventasse così gelosa di Tommaso fin da subito era davvero poco prevedibile! Speriamo che stasera dorma come ogni notte insieme a mia mamma e non si metta a piangere davanti al cancello, sarebbe l'inizio di una tragedia.
Invece per quanto riguarda la mia persona nei giorni scorsi ho ricevuto uno dei doni che potrebbero rivelarsi più utili di sempre: due tappi per le orecchie. Il motivo di tale richiesta era più che altro l'aspirapolvere che nell'ultima settimana mi ha svegliato in orari che normalmente disapprovo però... chissà che non possano tornare utili anche in questo contesto!
giovedì, giugno 03, 2004
Parto vol.2
(Brother Revolutions)
Quando l'infermiera mi chiama io sono al telefono, con un amico di mio padre. Cerco di spiegargli che sono ormai due ore che non so più niente, che sono seduto ad aspettare notizie di mia madre, o anche di mio padre, insieme a mio zio e mia nonna. Provo a spiegarglielo. Poi si affaccia alla porta un'infermiera, come in ognuno dei più di centoventi minuti precedenti; questa volta però con l'indice indica verso la mia direzione. Dopo così tanto tempo non credi neanche più che possa succedere. Da vero cretino mi giro e guardo se si riferisce a qualcuno dietro di me: "No, voglio proprio te al telefono. Devo farti vedere il tuo fratellino".
Non so con cosa ho concluso la chiamata, ma non ho mai premuto così velocemente il tasto rosso.
Tommaso è decisamente grande, molto più dei neonati che girano nelle stanze al secondo piano. Ha gli occhi chiusi, i capelli scuri e sottili tutti appiccicati in testa, delle unghiette microscopiche ma lunghissime e una specie di molletta attaccata all'ombelico. Piange disperato ed è scurissimo, quasi viola. L'infermiera ce lo mostra per qualche secondo e lui non smette di piangere. E' nato da appena due minuti dice lei, e non è ancora stato lavato. Quei pochi istanti ci bastano. Usciamo dal reparto e ritorniamo al posto di prima. Le brutte sedie di plastica rossa sono le stesse di prima; io e i miei parenti no.
Solo dopo, quando finalmente arrivano anche mia madre e mio padre, scopro bene come sono andate le cose. L'epidurale Morettiana è andata bene, ma Tommaso aveva una parte del cordone ombelicale intorno al collo; questo spiega il suo colorito. Per il resto tutto a posto, tutto bene. Iniziano i commenti. Mio padre nota il mignolo ricurvo, caratteristica degli Ziveri; io, lui e anche mia cugina lo possediamo. Mia nonna dice che io avevo i capelli molto più chiari, poi sempre mio padre osserva le dita, a suo dire molto lunghe.
Considerazioni che, a mio parere, valgono ben poco.
Dovessi fare un resoconto dettagliato di tutto quello che è successo oggi rischierei di fornire una cronaca assai poco appassionata. Per la maggior parte del tempo si è trattato di attendere, attendere, attendere: per me, che aspettavo mio padre e mia madre; per mio padre, che aspettava mio padre; per mia madre, che aspettava un posto libero in una sala parto gremita. Piuttosto sono le considerazioni di questi giorni ad interessarmi. Non ho detto niente ma domenica scorsa un mio amico è diventato papà. Ci conosciamo dall'asilo, abbiamo fatto insieme elementari e poi continuato a frequentarci assiduamente più o meno fino al liceo. Solo (perchè mi sembra poco) cinque anni fa potevate vederci a casa di suo padre, davanti al palasport, a giocare come dei bambini di 6 anni, a lanciarci palle di neve, a passare dei pomeriggi fantastici. Oggi suo padre non è più vivo e lui ha avuto un figlio. Io invece oggi, a distanza di ben 20 anni e 6 mesi dalla mia nascita, smetto per sempre di essere figlio unico. La madre del mio amico a 39 anni diventa nonna, mia madre a 39 diventa nuovamente mamma. E allora non so se è una insolita, fresca serata di Giugno in cui improvviamente un non più ragazzo si interroga sul significato del tempo oppure è semplicemente la mia euforia sepolta sotto la stanchezza di due giornate passate senza dormire, ma non posso fare a meno di dedicare questo post a tutti i padri, le madri, i figli. E soprattutto i fratelli.

Parto vol.1
Ore 23. Sei nel tuo letto che guardi "Il Discreto Fascino della Borghesia", rimanendo ingenuamente scioccato (bisogna ricordarsi che è Bunuel), e stai per inserire la videocassetta di "Aurora", quando tuo padre entra e avverte di tenersi pronto.
Non sono mai stato meno pronto in vita mia.
Ho passato la giornata allo svacco totale, mi sono guardato "Il Secondo Tragico Fantozzi" e ho sperimentato la bruttissima sensazione che si prova quando il tuo corpo chiede disperatamente di dormire ma non ci riesci. Decisamente impreparato sia a livello di presentazione che a livello fisico.
Ovviamente ho lasciato il film di Murnau nel videoregistratore e sono andato in sala per comprendere meglio la situazione.
Ora vi spiego il fantastico gioco delle contrazioni. Non esaltatevi anzitempo, è qualcosa di piuttosto noioso! Quando si iniziano ad avere le contrazioni vuol dire che la gravidanza è imminente, giusto? SBAGLIATO!!! Infatti esistono anche le contrazioni false, e il fantastico gioco delle contrazioni consiste proprio in questo, scoprire se sono vere oppure no. Cronometro alla mano, ma all'occorrenza si può utilizzare l'orologio di Sky, bisogna calcolare il tempo che passa fra una contrazione e l'altra. L'intervallo dovrebbe essere sempre più breve e il dolore sempre più forte.
Stasera non è stato proprio così. Dalle 23 all'1 di notte gli intervalli sono stati tutti piuttosto irregolari, attestandosi però in media sui 10 minuti. Dopo vari dubbi sull'andare o il non andare mia madre, abbastanza dolorante, ha optato per l'andare. Siamo arrivati in maternità e abbiamo fatto la piacevole conoscenza di una simpatica infermiera ("Eh, signora, si è proprio attaccata al campanello"). L'attesa seguente è stata abbastanza massacrante. Per una mezz'oretta ho giovato della radio integrata nel telefono di mio padre per ascoltare un pò di musica, e vi assicuro che di notte si sente roba migliore, mentre nella seguente ora ho camminato avanti e indietro per il corridoio constatando quanto l'ospedale sia deprimente.
Mio padre è stato più volte sul punto di addormentarsi. Io riuscivo a tenere gli occhi aperti solo perchè ero in piedi. Dopo la lunga attesa il tutto si è risolto in un bel "andate a casa". Ovvero falso allarme. Prossimo appuntamento domattina alle 8. Fra 4 ore.
Domani dovevo avere l'esame di Inglese con l'Altair, quel progetto dell'università di Bologna così tecnologicamente avanzato e moderno che non permette di iscriversi agli esami on-line. Quando sarà il prossimo appello? Boh! Bella schifezza.
Comunque o domani (oggi) o dopodomani la frittata è fatta.
mercoledì, giugno 02, 2004
Matusalemme
Questo post è dedicato a un misero e triste vecchino; un uomo che non si capisce se ha la barba o no, forse ha solo la faccia bianca; un uomo che riesce a stroncarti anche quando non sta spiegando ma sta semplicemente parlando; un uomo che con quaranta gradi porta sempre la giacca e la cravatta; un uomo che si soffia il naso con un fazzoletto e con lo stesso si asciuga il sudore dalla fronte; un uomo che mette permette di scegliere fra due libri ma penalizza le persone che hanno letto il secondo; un uomo che pretende che vengano consegnati zaini e borse a lui prima del compito; un uomo che tiene un corso di Storia Italiana Contemporanea da 5 crediti al DAMS e chiede le particolarità di un singolo governo (durata media in Italia di un governo: 1 anno, anche se Silvio sta alzando la media...); un uomo che non si pone domande quando vede che all'inizio dell'esame una parte consistente degli studenti consegnano il compito in bianco.
Ecco, ora quest'uomo ha tutto il mio più profondo disprezzo. Il Castel, l'Elisa e Marco sanno chi è.
Io so chi è e purtroppo dovrò rivederlo.
FIGA!
Questo era utile per cambiare velocemente tono della discussione e passare a cose più amene.
In questi giorni abbiamo scoperto che Singstar è proprio un gran bel gioco. Peccato che in una settimana uno dei microfoni si sia irrimediabilmente rotto, escludendo per sempre la modalità di canto in simultanea e quindi anche le gare a squadre. Era troppo chiedere anche che funzionassero per 54 €? Tra l'altro la sony si è ben guardata dal rendere l'entrata dei microfoni singstar adatta anche agli altri in commercio; semplicemente hanno fatto in modo che l'entrata rientrasse nella plastica, di modo che ogni microfono normale non riesca a raggiungere il foro. Stronzi bastardi.
Comunque prima o poi me lo prendo anch'io. Devo solo aspettare di avere abbastanza soldi per riportare anche la mia odiata Playstation 2 in sala, il che non è economico. Mi serve un cavo RGB (col cazzo che l'attacco con i cavetti colorati; qualità infima) che non mi farà vedere i dvd ma chi se ne frega, e soprattutto un joypad nuovo, visto che il mio è impazzito già qualche anno fa.
Domani ritorno a Bologna per fare l'esame di Inglese all'Altair. Saremo io, un computer e delle cuffie.
Se mi va male anche questo preparatevi a vedere cambiare i colori di questo blog.
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