Interfaccia col Nulla



lunedì, gennaio 31, 2005
 

 Marvels

CAPOLAVORO

postato da Phemt | 19:55 | commenti (4)


sabato, gennaio 29, 2005
 

 Pairs of sentences

non necessariamente legate da un nesso logico.

Ovvero: Zar piantala di dire che il mio blog è morto altrimenti sforno troppe stronzate.

- "Aviator " decolla. Di Caprio è bravissimo.

- Il Pelo si scandalizza che Scorsese utilizzi effetti speciali fatti a computer. Il Pelo tra una decina d'anni non riuscirà neanche ad usare il suo frigorifero.

- Le Tenerezze suno buone. Cella è lontano.

- Il tempo di reazione di un gruppo di persone è direttamente proporzionale al loro numero. Il Castell mi cancella i commenti.

- In edicola ci sono due film in vhs di Steven Seagal, tra cui uno da me mai visto. I Dvd sono più fighi delle vhs.

- In Africa nevica. A Parma c'è freddo.

- La benzina costa cara. Il Castell puzza.

- Le americane sono tutte grasse. Al Welcome Party si mangerà di merda.

- Il Pelo fa come Fantozzi. Ho sonno.

- La Mazda 3 mi piace molto ma non ho i soldi per prenderla. Fantozzi però non fa come il Pelo.

- Ho già scritto il post per San Valentino. Non ho ancora aperto libro per l'esame del 7 febbraio.

- Steven Seagal è un grande. Steven Seagal è un grande.

postato da Phemt | 01:43 | commenti (5)


sabato, gennaio 22, 2005
 

 E' strano: più il Pelo continua a menarla con Bono  "il menzognero" e The Edge rabbino di suo nonno più mi ritorna la passione per il gruppo irlandese. E sempre più apprezzo il nuovo album.

Lo so, dovrei scrivere un nuovo post. Ma è anche vero che dovrei pure studiare.

postato da Phemt | 00:49 | commenti (7)


domenica, gennaio 16, 2005
 

Le prese di coscienza

Episodio I

"Ma vi rendete conto che Eva, anche volendo, non poteva farsi il piercing all'ombelico?"

postato da Phemt | 01:13 | commenti (16)


venerdì, gennaio 14, 2005
 
 

Caro vecchio

fottuto zio Stone

Personalmente lo avevo lasciato a Cuba, nel bel mezzo de La Havana, a discutere con Fidel Castro. Se ne stava lì, con i suoi baffetti e l'immancabile lacoste blu, a scambiare quattro chiacchiere con uno dei più grandi nemici del suo paese; come se fosse la cosa più normale del mondo, come se quell'uomo fosse il panettiere. Nemmeno si è astenuto dal mettere in dubbio la validità del suo pane. Ha fegato il ragazzo. La volta prima lo avevo visto incontrarsi con alcuni mebri di Al Fatah: loro con passamontagna e un kalashnikov a testa, lui con i baffetti e la lacoste blu. E la solita voglia di fare domande, anche scomode.

Caro vecchio fottuto zio Stone. Era un bel pezzo che non si presentava sugli schermi in forma non documentaristica, precisamente da "Ogni Maledetta Domenica", anno 1999. Chi pensava che questo americano di estrema sinistra, già reduce del vietnam e già sperimentatore (e promotore) di ogni tipo di allucinogeno, ritornasse nelle sale con un kolossal storico? Grande budget, grandi nomi, grande promozione. E grandi polemiche. Soprattutto in patria, dove, prima ancora del film, è stata criticata l'omosessualità del personaggio protagonista. Dall'odierna america Neocon, termine che va molto di qusti tempi, è lecito aspettarsi anche questo: la critica di un fatto storico non solo documentato ma facente anche parte del costume sessuale dell'epoca. Senza contare che nel film mai si vede una scena di sesso fra Alessandro e uno dei suoi amanti maschi. Poco importa: tanto gli americani non lo avrebbero apprezzato lo stesso.

Non è stato difficile paragonare "Alexander" di Oliver Stone con il più recente kolossal storico, "Troy" di Wolfgang Petersen. Paragone impietosamente sfavorevole per il secondo. Talmente sfavorevole che risulta addirittura blasfemo il paragone. E' chiaro comunque che se gli americani hanno premiato il film di Petersen al botteghino diversa sorte toccherà al film di Stone. Perchè quale masse che hanno apprezzato tanto quel mediocre e fastidioso polpettone che cerca di essere epico mai potranno afferrare la qualità della pura tragedia così magistralmente messa in scena da uno die più odiati registi americani. E in questa pellicola si che si riesce ad afferrare il respiro epico, si riesce a gustare, ad assaporare la grandezza di Alessandro il Grande. Facendo questo paragone fra pubblico americano e quello europeo non voglio dire che il secondo accorrerà in massa a vederlo: il successo, quello vero, al botteghino credo se lo potrà scordare. Lo spettatore cinematografico medio troverà "Alexander" lungo e noioso, e uscirà dalla sala avendo assistito a solo due grandi sequenze di battaglia in più di tre ore di film. Ed è un peccato: perchè l'Alessandro Magno che ci regala Stone è una delle figure più alte e importanti degli ultimi anni; attraverso i suoi peculiari rapporti con i genitori, vero punto cardine della vicenda, fino alle tensioni con i suoi fedelissimi il regista (anche sceneggiatore) sceglie di toccare solo alcuni momenti di tutta la straordinaria vita del re Macedone e alla fine il personaggio ben interpretato da Colin Farrell riesce ad ergersi come un eroe shakespeariano: continuamente ossessionato dal desiderio di superare in gloria non solo il padre Filippo ma anche gli antichi eroi del mito, come Eracle ed Achille, il suo destino lo porterà a dover subire tutte le terribili punizioni di questi personaggi. E tutto questo il tocco di Oliver Stone ce lo fa afferrare molto meglio e molto più profondamente di quanto potrebbero fare molti testi. In questo momento mi risulta difficile pensare a un modo migliore per descrivere una figura storica così leggendaria. Stone lo ha fatto BENISSIMO e quello che possiamo vedere sullo schermo non è perfetto, non è un capolavoro ma... beh, poco ci manca.

P.S: la butto lì: in "Alexander" c'è RAZ DEGAN.

postato da Phemt | 19:40 | commenti (9)


domenica, gennaio 09, 2005
 
 

Largo all'avanguardia!

Visto che gli ultimi giorni mi vedono assai povero di voglia di scrivere e ancora meno di argomenti su cui discutere mi ritrovo a dover sfoderare l'arma di emergenza: il testo di una canzone. Come ogni blogger (ehi, che parola figa!) che si rispetti, alle prese con le parole di Guccini, De Andrè o Simon & Garfunkel anch'io farò parlare qualcun'altro al mio posto. Io amo le citazioni.

LARGO ALL'AVANGUARDIA

Largo all'avanguardia!

Pubblico di merda!

Tu gli dai la stessa storia

tanto lui non c'ha memoria

Sono proprio tutti tonti

vivon tutti sopra i monti

Compran tutti i cantautori

come fanno i rematori

quando voglion fare i cori

che profumano di fiori

A me mi piace scoreggiare!

Non mi devo vergognare!

non c'ho niente da salvare!

A me mi piace giocare

giocando coi giochi

ne ho pochi ma buoni

a me mi piace volare

facendo dei giri

non brevi ma lunghi

A me mi piace scoreggiare!

Non mi devo vergognare!

Non c'ho niente da salvare!

L'avanguardia alternativa

non fa sconti comitiva

L'avanguardia è molto dura

e per questo fa paura

Fate largo all'avanguardia!

Siete un pubblico di merda!

Applaudite per inerzia!

Ma l'avanguardia è molto seria

io vado controcorrente

perchè sono demente

(yeah!)

sono un ribelle

con l'urlo nella pelle.

postato da Phemt | 14:24 | commenti (18)


sabato, gennaio 01, 2005
 

Urrà 2004!!!

Ammettiamolo: c'è ben poco di cui rallegrarsi pensando all'anno appena trascorso. L'America, e di riflesso il Mondo, verranno governati per altri quattro anni da un guerrafondaio fondamentalista religioso, l'Italia sta diventando ogni giorno di più una monarchia berlusconiana, per guerre e catastrofi naturali sono morte e continuano a morire centinaia di persone e il film di Mel Gibson ha sbancato al botteghino. Può andare peggio di così? Aspettiamoci la brooksiana pioggia nel corso di questo 2005.

Certo che ripensare agli ultimi 366 giorni solo in questi termini è troppo deprimente per essere sopportato a lungo. Ecco allora quello che sono riuscito a trovare di positivo nel mio personalissimo, e ovviamente frivolo, 2004:

Un urrà per Quentin Tarantino e Peter Jackson che concludono le loro saghe cinematografiche col botto.

Un urrà per Michael Moore e il suo epocale documentario. Nonostante venga criticato anche a sinistra e molti non reggano il suo "narcisismo" c'è bisogno di gente come lui.

Un urrà per la Pixar e i suoi Incredibili, ennesima dimostrazione che i classici Disney con cui siamo cresciuti non sono poi così "classici" e indispensabili come ci hanno voluto far credere.

Un urrà per Terry Zwigoff e il suo Babbo Bastardo, l'unico vero film natalizio possibile in questi anni.

Un urrà per Donnie Darko e l'autore Richard Kelly, bestie rare in una produzione cinematografica prevalentemente commerciale.

Un urrà per "Alias", "Buffy" e tutte quelle serie televisive che abitualmente superano per qualità la contemporanea produzione cinematografica ma vengono disprezzate perchè appartenenti al piccolo schermo. Ehi, c'è dell'altro oltre "Twin Peaks".

Un urrà per Neil Young e la sua ruggine che non dorme mai.

Un urrà per il Boss che è nato negli USA.

Un urrà per la voce di Tom Waits.

Un urrà per Ivan Graziani, che con il rock'n roll c'entra davvero molto.

Un urrà per la Nintendo e le menti che ci lavorano. Nel corso di quest'anno sono usciti meno titoli imperdibili che in passato, ma almeno quando ne ho voglia posso accendere una console portatile DAVVERO innovativa e divertirmi come un cretino.

Un urrà per Jorge Louis Borges e i sentieri che si biforcano.

Un urrà per Daniele Luttazzi che si riconferma il può arguto e importante comico satirico dello stivale.

Un urrà per Marco Travaglio e tutti coloro che con tutte le difficoltà dell'Italia del biscione cercano di spiegarci la verità che la tivù ci nasconde.

Ci sarebbero molti altri urrà da assegnare, ma questo è quel poco che posso ricordarmi e che mi ha influenzato e tenuto occupato negli scorsi mesi. Sopratutto dovrei aggiungere un urrà per mio fratello, che è arrivato a condividere questa zona della casa, o meglio tutta la casa, con me, i miei genitori e i tre cani. C'è tempo comunque per dirglielo al di fuori della rete.

E voi che cosa volete festeggiare del vostro 2004?

postato da Phemt | 22:07 | commenti (25)