Interfaccia col Nulla



venerdì, febbraio 25, 2005
 

E' stata una battaglia dura ma alla fine posso considerarmi vincitore.

Dopo la BRUTTISSIMA esperienza delle precedenti prevendite il livello di nervosismo era alle stelle. Era stata annunciata una data supplementare e tutti i fan rimasti a bocca asciutta avevano una certezza: avrebbero lottato all'ultimo sangue per assicurarsi un posto, anche solo un metro cubo d'aria, a San Siro.

Come ognuno di loro anch'io mi sono fatto furbo: col cazzo che rifaccio la coda all'esselunga per tornare a casa a mani vuote, questa volta a partire dalla mezzanotte bombardo di telefonate il numero di ticketone e, costi quel che costi, mi assicuro i due posti migliori dello stadio. Ovviamente la pratica è sempre differente dalla teoria: l'899 di Ticketone era così intasato che Infostrada me lo riconosceva come inesistente (o forse era addirittura inesistente...boh!), mentre il pubblicizzatissimo 89.24.24, quello di Bisio, per due ore non ha fatto altro che consigliarmi di richiamare più tardi. Alla fine l'operaore mi chiede se sono in possesso di una connessione internet e mi consiglia di continuare a provare con quella, perchè è la stessa cosa che fanno loro al telefono: geniale. Passata una ventina di minuti ad aggiornare la pagina - incredibile - ce la faccio. Prima sopresa: i biglietti che cercavo, la tribuna rossa 1° anello numerata (i posti migliori e più costosi), non si possono acquistare on-line. Non potevano avvertire prima? Seconda sorpresa: oltre al numerodi carta di credito il sito della visa vuole anche uno user id e una password, il che mi coglie completamente di sopresa. Scritto in piccolo si legge: "se la tua banca lo consente può anche usare questi user id e password generici". OK, li inserisco, e qui ci mette lo zampino il browser; Firefox mi blocca i popup e quando lo sblocco tutto quello che ottengo è una pagina bianca. Molto incoraggiante, soprattutto dopo tre ore di continui tentativi andati a male. A questo punto, piuttosto di riprovare con scarsissime possibilità di successo e magari svuotare la carta di credito di mio padre, opto per il temutissimo piano B.

E così l'esselunga mi rivede di nuovo, questa volta con un anticipo assai più largo. Nel cielo permane ancora qualche sfumatura di notte quando osservo tutti i commessi e gli impiegati prendere le proprie postazioni. All'apertura del supermercato ecco un'altra sorpresa: un gruppetto di 6 persone è già dentro l'esselunga e sta facendo la fila dalle 5 di mattina. Panico, ma non troppo; sono comunque sesto. Nelle due ore che separano l'entrata all'apertura del sito internet (si, anche i punti vendita li stampano da internet!) assisto alle solite scene: un assortito repertorio di persone arriva a bloccare diverse casse e liti sorgono spontanee non appena una persona si sposta dalla sua posizione.  C'è caldo e ho sonno.

Ma poco importa: ho i biglietti. Non quelli agognati del 1° anello tribuna rossa, che a questo punto sospetto non siano stati messi in vendita tout court e distribuiti tra vari raccomandati, ma quelli leggermente al di sopra, comunque numerati. La prossima volta consiglio caldamente all'organizzatore di turno di ritornare alle buone vecchie prevendite nei negozi di dischi. Ma basta polemiche, almeno per oggi.

Sono felice.

postato da Phemt | 17:27 | commenti (11)


martedì, febbraio 22, 2005
 

Noto con piacere che il dio Bono mi ha ascoltato...

postato da Phemt | 23:40 | commenti (7)
 

 filmetto...

Ma si...

Carino...

Ma volete mettere con...

Eizenstejn mi fai una pippa!

...QUESTO?

Un film che comincia con il dettaglio dei bicipiti di Schwarzenegger dovrebbe vincere tutti i premi di tutti i festival inventati.

postato da Phemt | 01:27 | commenti (5)


lunedì, febbraio 21, 2005
 
 

Robert e Dustin,

Garth e Frank

Mi piace il canale Studio Universal perchè sei quasi sempre sicuro di trovare un ottimo film del passato e rigorosamente nel suo formato originale, pregio di cui i vari Sky Cinema non si possono più fregiare da molto tempo, manco fossero Italia 1. Un esempio perfetto di quello che si può vedere e "recuperare" è "Tutti Gli Uomini del Presidente" di Alan J.Pakula; un titolo notissimo (e che quelli della Gialappa's hanno tentato plagiare), ma quanti di voi possono dire di averlo visto? Io di sicuro prima di stasera non avevo la benchè vaga idea di chi lo interpretasse e quale fosse il suo argomento. Per fortuna domani non vivrò ancora nell'ignoranza. E' davvero un toccasana assistere a una messinscena così secca, efficace, senza fronzoli, in poche parole estremamente classica eppure personalissima; una vera e propria cura termale contro lo stress visivo moderno. Questa razza di film puramente anni '70 andrebbe rispolverata nella sua interezza a cicli regolari per contrastare gli eccessi odierni, la stragrande maggioranza delle volte assolutamente gratuiti e utilizzati come velo per coprire una mal celata incapacità. Il film di Pakula inoltre è uno delle migliori cronache di inchieste giornalistiche, di indagine immensa e apparentemente impossibile che finisce per scoprire il marciume insito nella classe dirigente più insospettabile. Per trovare esempi di simile efficacia mi vengono in mente "JFK" e "Insider". Sono film molto diversi stilisticamente parlando; frenetica e incalzante la pellicola di Oliver Stone, lenta e mastodontica quella di Michael Mann. Tutte e tre fanno però leva su grandissimi gruppi o coppie di attori: difficilmente i veri volti dei giornalisti dello scandalo Watertgate sostituiranno quelli di Dustin Hoffman e Robert Redford, come parlando dell'assassinio Kennedy o le grandi cause contro le industrie di tabacco subito la vostra mente correrà a Kevin Costner o Al Pacino. Tutti interpreti che hanno concorso a rendere i tre titoli citati, chi più, chi meno, dei classici del cinema politicamente/socialmente impegnato made in USA. E anche grandi lezioni di cinema, prodotti sempre più rari col passare del tempo. Oggi vanno i documentari: niente di male. Chi legge questo blog sa quanto io abbia apprezzato "Fahrenheit 9/11" e con le debite distinzioni tutti i lavori di Michael Moore, veri e propri apripista commerciali per un genere di grande importanza ingiustamente ignorato per molti anni. Hanno permesso che nei nostri cinema arrivasse "The Corporation", lucida e agghiacciante descrizione di come gira oggi il mondo, e di sicuro alimenteranno l'interesse del pubblico verso prodotti simili. Mi spiacerebbe tuttavia che questa ondata documentaristica facesse scemare l'interesse già troppo basso per quei prodotti "fiction" impegnati, una categoria che a mio parere può dire moltissime cose per certi versi, e paradossalmente, in maniera più diretta di un prodotto "non fiction" (o meglio "meno fiction", perchè è utopia riprendere la realtà nuda e cruda) come un film di Michael Moore. Ho visto che a giorni uscirà "The Assassination", titolo italiano incomprensibilmente mutilato di "The Assassination of Richard Nixon", con Sean Penn e Naomi Watts. Non so se questo prodotto voglia essere una riflessione storica o se tratti semplicemente una banale storia drammatica; individuando nel cast il nome di Sean Penn propenderei per la prima ipotesi. Di sicuro la valida coppia di attori la possiede; per il resto si vedrà.

C A P O L A V O R O

Certo non è semplice stare dietro a tutti i film potenzialmente appetibili programmati via satellite e trovare loro uno spazio in una giornata che, per forza di cose, è riempita di diversi obblighi e altri interessi. La faccenda è diventata ancora più complessa ora che il buon Pelo mi ha fatto ritornare, o meglio rinascere, la passione per i fumetti. Grazie a un favoloso volume di "Preacher" regalatomi dal "frate" e il meraviglioso/incredibile/inestimabile "Marvels" acquistato insieme a La Repubblica mi sono riavvicinato al mondo dell'"arte sequenziale" (per dirla alla Will Eisner) che da qualche anno avevo abbandonato ed è scoccato l'amore per le raccolte di volumi formato Graphic Novel. Soprattutto ho scoperto autori già sentiti di fama ma di cui mai avevo approfondito la lettura: l'irlandese pazzo Garth Ennis e il mostro sacro, e molto pulp, Frank Miller su tutti. Ma anche Will Eisner, Jeph Loeb e il già citato Kurt Busiek di quel Marvels che, non capisco perchè solo io, mi ha letteralmente mandato fuori di testa. Insomma, ci sono dentro e non c'è verso di uscirne fuori. Mi hanno sempre fatto incazzare quelle persone che reputano i fumetti dei prodotti di serie b, delle cosette per ragazzini (i giornalini!); ad oggi, approfondendo la conoscenza di certi capolavori, tutto ciò mi crea ancora più rabbia e mi rafforza ancora di più l'idea che ogni tipo di espressione, siano essi film, quadri, fumetti e videogiochi, sia arte quando utilizzata da un artista. E ora vado a leggermi Corto Maltese. Buona notte.

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mercoledì, febbraio 16, 2005
 
 

Odissea (U2 version)

Ovvero: "Scusi, mi può mettere i punti del biglietto degli U2 sulla Fidaty Card?"

Probabilmente sono più organizzato io alla mattina appena svegliato che i signori di ticketone. E io spesso mi lavo la faccia con lo shampoo.

150000 (CENTOCINQUANTAMILA) biglietti fumati in 24 ore o poco più. Chi li ha presi? Quelli che ieri cercavano di comprarli via internet e trovavano il server perennemente impallato? Quei fortunatissimi fan che si sono trovati addebitati sulla carta di credito un numero triplo o quadruplo rispetto ai biglietti che volevano realmente acquistare? Oppure sono tutte quelle persone ancora "vecchia maniera" che si sono recati stamattina nei 600 punti vendita ticketone sparsi per l'Italia a stringere fra le mani gli agognati (carissimi) pezzi di carta?

Forse nessuno di loro. O meglio, la maggior parte di loro. Io e le mie occhiaie possiamo testimoniare personalmente che fare una coda di tre ore all'ESSELUNGA è utile quanto cercare delle monete nella spazzatura: i biglietti, che ovviamente andavano STAMPATI IN TEMPO REALE dal sito ticketone, non ne volevano sapere di tramutarsi perchè i server erano, guardacaso, impallati. Dopo ore di coda finalmente vengono distribuiti i primi 6 biglietti per Milano e poi... basta. Finiti.

EEEEEEEEEEEEHHHHHH????????????

Ma stiamo scherzando? 6 biglietti?

Certo, a loro discolpa va detto che erano già stati venduti 35 biglietti il pomeriggio prima, quando improvvisamente qualcuno ha deciso che "ma si dai, perchè aspettare domattina?, vendiamoli ORA!".

Ovviamente tutti noi fan degli U2 eravamo davanti allo schermo del computer a premere ripetutamente il tasto "refresh" sul sito di ticketone per venire a conoscenza di questa mirabolante decisione. Il tono è ironico, ma evidentemente qualcuno lo ha fatto visto che stamattina alle 9 erano rimasti, in tutta Italia, una ventina di posti a Milano (TERZO ANELLO, ovvero nella troposfera) e una cinquantina a Roma (CURVA NORD, a qualche km di distanza dal palco allestito davanti alla curva sud).

DOMANDA N°1: Che fine hanno fatto i vecchi biglietti di carta che si compravano nei negozi di dischi? Ma soprattutto: a questi qui qualcuno glielo ha detto che i concerti erano degli U2 e che sarebbero stati sommersi di richieste?

DOMANDA N°2: Da quando in qua i biglietti di un concerto si prendono al supermercato?

CONSIGLIO: Visto che è nell'aria già da tempo, replicate il concerto di Milano il giorno seguente e ORGANIZZATE MEGLIO la vendita dei biglietti.

MINACCIA: REPLICATE LA DATA DI MILANO IL GIORNO SEGUENTE, altirmenti raduno tutti i miei compagni di coda rimasti a bocca asciutta (gente MOOOLTO nervosa, soprattutto chi si è assentato dal lavoro) e ci rechiamo davanti alla vostra sede a tirarvi le pizze surgelate e i carrelli della spesa. Se questa ipotesi non è abbastanza minacciosa chiamo Garth Ennis e mi faccio suggerire un metodo alternativo.

postato da Phemt | 19:37 | commenti (11)


domenica, febbraio 13, 2005
 
 

San Valentino

Ho spinto così tanto

per far uscire lo stronzo

che il cesso era tutto

sporco di sangue

postato da Phemt | 23:10 | commenti (10)


giovedì, febbraio 10, 2005
 

"Negli Stati Uniti, i meccanismi di  mercato hanno sostenuto in modo permanente il processo di creazione e accumulazione di risorse per la crescita, mentre in Europa i meccanismi governativi hanno, in alcuni casi, favorito l'accumulazione, ma non sono stati in grado di mantenere acceso il motore del capitalismo"

Fabrizio Perretti, Giacomo Negro "Economia del cinema"

Sono io troppo umanistico e "idealista" oppure è normale avere lo stimolo di vomitare dopo aver letto un libro del genere? 

postato da Phemt | 21:24 | commenti (7)


giovedì, febbraio 03, 2005
 

Se esiste un inferno, ora io ho il posto assicurato.

 

(grazie a The Zar per il perfezionamento; in effetti il mio papa era viola!)

postato da Phemt | 19:33 | commenti (14)


mercoledì, febbraio 02, 2005
 

ERAVAMO IN POCHI 

A CHIAMARE PATRIA

L'ITALIA 

!

OGGI SIAMO

LA MAGGIORANZA

postato da Phemt | 00:42 | commenti (4)