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mercoledì, giugno 22, 2005
Ok, lo so: nell'ultima settimana e mezzo questo blog è stato leggermente avaro di aggiornamenti. I problemi erano principalmente due:
1) dovevo badare a me, una casa, un giardino e tre cani da solo. Toglie più tempo di quanto si possa credere.
2) dovevo preparare un esame.
Ora che la seconda questione è risolta (senza che l'esame sia stato dato: MAGIA!) potrò finalmente dedicarmi a quella attività che fino ad ora mi è stata negata:
NON FARE UN BEL CAZZO.
Se tutto va bene troverete quersto blog aggiornato fra più di una settimana. E magari anche da un computer messo praticamente a nuovo. Lo voglio bello pompato. Come Berto.
lunedì, giugno 13, 2005
lunedì, giugno 06, 2005
Sin City in breve
Veloce riflessione sul film-fumetto di Robert Rodriguez tratto dal fumetto-film di Frank Miller prima di diventare un imbianchino che nel fine settimana scruta.
Come giudicare un opera cinematografica come Sin City? Gironzolando per la rete o dando un'occhiata alle riviste si possono trovare giudizi che vanno dall'entusiastico allo scandalizzato; non c'è sfumatura critica a cui il film sfugga. Io, in tutta sincerità, non riesco a dire se "Sin City" è bello o brutto. Tutti noi lettori del fumetto eravamo esaltatissimi dalla visione del trailer: bianco e nero molto contrastato, personaggi identici alla propria controparte cartacea, le auto che volano, atmosfera assolutamente "noir"... La pietra miliare di Frank Miller, una delle sue tante, sembrava aver trovato la migliore rappresentazione su schermo possibile. Addirittura le inquadrature erano prese pari pari dal fumetto. Rimaneva comunque un forte dubbio: per tutti coloro che disprezzavano Robert Rodriguez (e io non sono fra quelli) la scelta del regista risultava quantomeno poco appropriata. In soccorso di questo timore arrivava però l'annuncio di co-regia dello stesso Frank Miller, praticamente una garanzia di fedeltà assoluta al testo originale.
E proprio qui, secondo me (ma non solo), si nasconde il problema di "Sin City"-il film. I più attenti di voi avranno sicuramente notato che nei titoli di testa non c'è spazio per l'autore della sceneggiatura. Il motivo è presto detto: non c'è sceneggiatura. Essendo il fumetto, secondo i due autori, già stato scritto in forma cinematografica, non c'è affatto bisogno di adattarlo per il grande schermo. La premessa può anche essere vera, almeno in parte; le conclusioni, invece, risultano più complesse da seguire. Questo perchè le opere cartacee di Miller poggiano quasi sempre sul "monologo interiore". Leggendo un suo fumetto noi veniamo guidati nell'azione dai pensieri del personaggio (in quel momento) principale. Può essere Marv o Dwight come Matt Murdock o Ben Urich. Nessuna parola però viene pronunciata all'esterno dei personaggi, c'è totale assenza delle vecchie didascalie. Tutto questo si presenta come estremamente accattivante sia su fumetto che, volendo, in un romanzo. Al cinema, però, anche un bambino capirebbe che va cambiato qualcosa, che tutti quei monologhi vanno accorciati e modificati, se non addirittura eliminati (lo ammetto: non sopporto il commento off). "Sin City" potrebbe essere l'esempio perfetto di come un adattamento per il grande schermo non solo è auspicabile, ma NECESSARIO. L'efficacia del bel bianco e nero, i bravi attori, le azzeccate musiche noir... tutti questi elementi che potevano creare un capolavoro vengono meno perchè soffocati da una struttura che NON APPARTIENE a un film. Pensate a tutto quello che dice/pensa Marv: quasi si fatica a trovare un momento di silenzio nella prima parte della pellicola. Le altre due vicende sono leggermente più parche di commento off, ma il problema permane. Un problema di cui questi "pensieri" sono la parte più consistente ma non esclusiva. In termini generali è una mimesi così estrema che mi porta a catalogare "Sin City" con l'unico aggettivo possibile: inutile. Delle tre vicende raccontate io avevo già letto le prime due: non è normale che io mi sia annoiato fino a due quarti del film. Certo, l'ultima parte mi ha interessato perchè non conoscevo per nulla la storia di Hartigan e del bastardo giallo. Ora però mi annoierò a morte una volta acquistata la controparte cartacea: praticamente una fotocopia a cui manca il movimento, le voci e la musica. Come se non bastasse mi sono stupito per come queste tre vicende siano state narrate, escludendo il prologo con Hartigan, attraverso tre grossi blocchi narrativi lineari. Rodriguez e Miller non hanno mai visto Pulp Fiction? Queste storie avevano un sacco di punti di contatto che permettevano continui cambi di prospettiva. Una narrazione a blocchi paralleli è molto più snella. Ma non basta: voglio spingermi oltre. Che bisogno c'era di raccontarne proprio TRE di storie? Una sola bastava e avanzava. "Una Donna per cui uccidere" avrebbe riempito in modo perfetto un film sull'ora e mezzo. Ovviamente a patto di compiere una semplice operazione: adattarlo per il grande schermo. Ormai mi sembra di aver reso abbastanza chiaro quello che reputo il difetto genetico di questa operazione. Miller e Rodriguez hanno trattato (anzi, non l'hanno trattato affatto) il testo originale neanche fosse la Bibbia. Forse ciascuno di loro necessiterebbe di un bel bagno di umiltà.
"Sin City", tutti i volumi, è un capolavoro di fumetto. "Sin City- Il Film" E' il fumetto su pellicola, praticamente le tavole originali proiettate su un maxi-schermo. A cosa serve il secondo se abbiamo già il primo?*
*= volendo una risposta ci sarebbe: la maggior parte della gente non legge i fumetti perchè li reputa cose per bambini mentre il cinema dovrebbe essere un mezzo più adulto. Di sicuro al mondo ci sono molte più persone che hanno visto il film di quante hanno letto i volumi di Miller. Quanto è stupida la gente.
venerdì, giugno 03, 2005
Domanda da un milione
di centesimi di euro:
Perchè il tema musicale del trailer di Sin City, presumibilmente scritto da Robert Rodriguez, è lo stesso dell'ultimo singolo dei "The Servant"?
Chi copia chi?
giovedì, giugno 02, 2005
Post del sorriso
A cosa serve iscriversi a Shinystat? Ovviamente a constatare la stupidità di certe persone. Ma anche a prendersi un attimo di pausa nel bel mezzo di un dibattito che, come sempre, sta diventando di proporzioni inimmaginabili, accende in maniera pericolosa i toni e mi condurrà a dichiarare pubblicamente che Spielberg, Lucas e DePalma sono dei geni. Fatto in sè assolutamente vero.
Comunque...
Parliamo delle chiavi di ricerca di Maggio: la maggior parte di esse verteva su Star Wars, Episodio III, costumi e e spade di Guerre Stellari. Molto spazio però anche per la discussione fra Manuel Agnelli e Albertino. Ho tenuto solo quelle più significative e che mi permettevano di accompagnarle con un piccolo commento. Purtroppo i momenti di follia telematica sono molto carenti rispetto a quelli del blog di Nick Cohen...
"Guerre Stellari La Vendetta dei Sigh"
Chi sei? Il Frate?
"Guerre Stellari Friulano/Star Wars in friulano"
Ma esiste? Lo voglio!
"Revolution in proiezioni tridimensionali in tempo reale"
Purtroppo così non è stato. Aspettiamoci comunque qualcosa di innovativo...
"storia libera vomito"
Alberto?
"parlare + durante + amplesso"
E starsene zitti almeno in quei momenti lì?
"vendesi Mercedes Papa"
Ho controllato. Era una bufala.
"foto di tatuaggi rappresentanti cavalieri/tatuaggu di spade"
Per scoprire il galeotto che è in te.
"potere la forza è il briciolo lei star wars"
Certa gente usa i motori di ricerca con molta fantasia...
"steven seagal nuovo film"
QUANDO? DOVE?
" super gasolina pop copertina"
Guarda che la tettona si vede solo nel video...
"mussolini recita il discorso allo specchio"
E lo specchio lo riflette?
"menù mac donald"
Che cazzo lo cercano a fare se è uguale in tutto il mondo?
"giancarlo giannini sopravvalutato"
Non sono d'accordo. Però fa solo dei gran film di merda.
"ciak sylvester stallone foto demolition man"
Eh si, quella foto ha impressionato non poche persone...
"cannoli siciliani"
Ma dove cavolo l'ho scritto???
"britney a radio deejay"
Ovvero qualcuno che cerca Britney Spears su internet per ragioni diverse dalle sue tutte. Un cretino.
"colonna sonora porta vespa giovanni paolo"
E' da sempre quella di Via Col Vento, coooooglioooneeee...
"doppiaggio gladiatore molfetta"
COSA?
"da chi sono interpretare i personaggi una mamma per amico"
Povera lingua italiana.
"chi è il kevin che ha riempito Britney?"
Dal linguaggio potrei essere stato io perchè uso spesso quest'espressione. Comunque è suo marito.
"alessia merz con fica fuori"
No. E' un'attrice seria.
"fortissimamente n fica"
Bisogna sempre andarci giù pesanti.
"palpatine papa"
Esatto! E' proprio lui! Anche tu sei passato da cultodellaforza.it?
"radio terrona"
Ha un nome: M2O. Ma anche Radio Deejay va bene.
E ora il meglio....
"LA VENDETTA DEI TERRONI"
SI! Il nuovo epico film di Vincenzo Salemme!
Ma anche...
"TATUAGGI NEIL YOUNG"
Chiunque voglia farsi tatuare il vecchio Neil sul corpo ha tutta la mia stima. Sei un mito.
mercoledì, giugno 01, 2005
Un film già fatto
Scrivo questo post per rispondere ai commenti del Frate e, in parte, anche a quelli di TheZar. Entrambe le questioni hanno bisogno di uno spazio più importante di quello semplice e un pò sacrificato del "commento", cercando di non essere prolisso come nel post che ha generato la questione.
Eravamo già un ammasso di pixel
E come in quelle righe preferirei affrontare in primo luogo la questione del "digitale" prima di passare ai discorsi sul film. Il Frate dice bene: nella fotografia classica, e stiamo parlando di una scoperta risalente alla prima metà dell'800, la luce passava attraverso l'obiettivo e andava a impressionarsi direttamente sulla pellicola o sui vari supporti che l'hanno preceduta. Oggi, invece, utilizzando una fotocamera digitale si permette alla luce, che deve sempre fare i conti con la qualità di un obiettivo ottico, di impressionare un chip che trasformerà l'immagine in dati. Ovviamente il risultato della fotografia, sia in un caso che nell'altro, varierà enormemente a seconda del tipo di macchina e obiettivo utilizzati. Ad oggi, giugno 2004, per quello che so gli apparecchi digitali non sono ancora riusciti a raggiungere il livello qualitativo della MIGLIORE macchina fotografica analogica; ovviamente mi sto riferendo alla massima performance ottenibile in una maniera ancora "meccanica". Questo, però, non vuol dire che il digitale non sia già molto vicino a questo traguardo e tanto meno che un giorno di questi non lo superi. Direi che, con i passi da gigante che si fanno ogni mese, questo sorpasso è praticamente scontato. Lasciamo stare che nel mio post parlavo esclusivamente di PROIEZIONE CINEMATOGRAFICA digitale, perchè comunque Episodio III è anche stato RIPRESO con videocamere digitali ad altissima definizione. E mettiamo da parte anche tutto il dibattito semiologico sulla natura indicale dell'immagine fotografica, tornata in voga proprio con l'avvento delle macchine digitali; anche se pertinente è abbastanza lungo e forse abbastanza sterile (vero Castell?). Restando aderenti alle frasi da noi scritte mi sembra che il Pelo si possa annoverare fra quelli che chiamerei i "nostalgici". Forse non tutti lo sanno, ma dopo "L'Attacco dei Cloni", primo film interamente girato in digitale alta definizione, è scoppiato un dibattito abbastanza acceso fra i due amici di vecchia data Lucas e Spielberg. Il primo, ovviamente, vede in questa tecnica il futuro del cinema: è visivamente anni luce rispetto alla normale pellicola e consente di risparmiare moltissimo in post produzione, senza contare le infinite possibilità di manipolazione dell'immagine elettroncia. Il secondo, ascrivibile anch'esso alla categoria dei nostalgici, ha dichiarato che mai abbandonerà la vecchia celluloide, rea di riprodurre immagini imperfette ma proprio per questo più vive e "umane". Praticamente la stessa posizione del Frate. Dal mio punto di vista invece la questione è molto meno drammatica: se la fotografia (e la ripresa/proiezione, anche se per adesso la seconda è molto meno diffusa della prima) digitale consente risultati come QUELLI che ho visto sullo schermo a Melzo (ma pensiamo anche ai film Pixar: vi sembrano poi così "freddi"?) e rendono molto più versatile fare film, allora ben venga il digitale. Che comunque impiegherà decenni a farsi strada, soprattutto a livello di sale cinematografiche, per una semplice questione economica legata all'aggiornamento tecnologico; in fondo è stato lo stesso quando tutti i cinema si sono dovuti convertire al sonoro. Dire no al digitale in nome della "purezza" e "vita" della pellicola mi sembra più qualcosa di religioso che una vera e propria riflessione razionale. Anche perchè, come capita sempre, il mezzo analogico verrà sempre utilizzato da una schiera di appassionati, dei puristi che non vorrano mai convertirsi alla nuova tecnologia o, più logicamente, alterneranno l'una all'altra a seconda dei propri scopi. Il digitale è il futuro. Tutto questo può rendervi tristi, ma un giorno vi sembrerà perfettamente normale.
Ho tenuto la risposta per TheZar alla fine perchè mi sembra che nel suo discorso prevalga una critica di tipo "performativo" più che il lato nostalgico del Frate, solo accennato. La critica è: la fotografia digitale non è al livello di quella classica perchè, ingrandendola, prima o poi vedrai i pixel. Quello che io voglio aggiungere è che tutto questo però vale anche per la fotografia analogica: ingrandendo anche la migliore fotografia su negativo arriverai a un punto in cui dovrai fare i conti con delle piccole unità tonde. Non ne conosco il nome preciso ma sono il corrispettivo dei pixel dell'immagine elettronica. Anche uno scatto tradizionale è formato da minuscoli pallini colorati. C'è una sequenza di "Blow Up" incredibile in cui il protagonista ingrandisce una serie di fotografie prese in un parco di Londra e, scrutando fra le macchie di cui ti parlavo, riesce a capire che in quell'istante c'era qualcuno in mezzo ai cespugli che stava spiando i suoi soggetti. Dobbiamo quindi constatare che il risultato dei due tipi di fotografia funziona, in pratica e se non sei un semiologo, in modo fin troppo simile. La grande differenza, legata però esclusivamente all'anno in cui viviamo, è che ancora la fotografia digitale non ha raggiunto il grado di definizione di quella analogica. Potete andarci ESTREMAMENTE vicino, ma arrivando a spendere cifre impensabili rispetto al metodo tradizionale. Però, ripeto, è solo una questione di tempo. Se invece TheZar, inconsciamente, si sentiva più legato alla questione "nostalgica" non posso che rimandarlo alle righe precedenti. Mi sembra di aver detto tutto quello che c'era da dire.
"La Vendetta dei Sith" esisteva prima del 20 Maggio?
Parlare di un film è qualcosa di complesso. Proprio in questi giorni ho la fortuna di seguire un corso chiamato "Storia e Linguaggio della Critica Cinematografica". La fortuna risiede non tanto nell'attinenza delle lezioni con quello di cui volgio parlare bensì del livello di interesse di questo insegnamento e della estrema bravura del, tra l'altro giovanissimo, docente. La farò molto breve e utilizzerò solo quelle parti utili alla discussione. La critica cinematografica si esprime, solitamente, attraverso la forma-recensione. Sempre per parlare in termini generali questo articolo si suddivide in una prima parte descrittiva, in cui si riassumono velocemente i fatti narrati, e una seconda parte interpretativa/valutativa. Và però sottolineato che la critica può appartenere a due grandi ambiti: la critica quotidianistica e critica specializzata. Una si esprime attraverso i grandi quotidiani italiani (Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Unità...), il secondo sulle riviste specializzate di cinema (Segnocinema, FilmCritica, Duellanti...). Le forme-recensioni appartenenti ai due gruppi si distinguono non solo a livello di struttura (più spazio all'interpretazione e all'analisi che alla trama) ma anche di linguaggio (ovviamente uno specializzato e l'altro accessibile a tutti). Spero che tutti riusciate a comprendere in che modo la pagina che La Repubblica dedica agli spettacoli il venerdì sia diversa da un lungo articolo di Duellanti. D'altronde succede così in tutti gli ambiti fra pubblicazioni specializzate e pubblicazioni "generaliste".
Col mio post precedente non voglio certo pretendere di aver redatto un esempio di critica specialistica: ho dato forse più spazio alla trascrizione dei fatti narrati che all'interpretazione/valutazione (più valutazione che interpretazione). D'altra parte non me la sento neanche di sminuire il mio discorso e ridurlo a semplice trafiletto da quotidiano: credo che il ragionamento insito nel rapporto delle vicende narrate e la riflessione/confronto sulla poetica di Lucas mi distacchino almeno un pò dalle semplici affermazioni "è brutto"/"è bello". Forse non avrò fatto proprio critica specializzata ma, permettetemelo, nemmeno piatta critica quotidianistica. Mi sembra certo però di aver compiuto un esercizio critico. Valido o meno, lascio agli altri decidere.
Grazie a queste precisazioni vorrei concludere il mio confronto con TheZar, anche perchè tutto quello che dice successivamente sul film è un'interpretazione valida e argomentata su cui posso trovarmi sostanzialmente d'accordo. Prima di questo, però, afferma che il mio post non sarebbe CRITICO, giungendo -involontariamente, per carità- ad un errore di tipo semantico. Nel suo commento TheZar intende l'aggettivo "critico" nel suo senso negativo, ovvero "criticare negativamente", "mettere in luce i difetti". E' un'accezione comunemente accettata. Da dizionario, però, la parola CRITICA recita: "disciplina che analizza e giudica le opere d'arte o altre realizzazioni d'ingegno". Da questo punto di vista mi sembra che il mio discorso rientri perfettamente in ambito "critico". Cerchiamo di andare più avanti con il significato della tua frase: volevi forse dire che, nel mio discorso, ho voluto intenzionalmente tacere i lati negativi dell'opera presa in considerazione? Può essere un'ipotesi. Quando però distingui tra propaganda, che riporta una notizia e ne tace consapevolmente i lati scomodi, e informazione, che di sicuro oggettiva non può essere ma si sforza di giudicare in maniera più imparziale possibile, questa ipotesi perde di valore. Perchè io, inserito nella categoria dell'informazione, non avrei quindi nascosto nulla pur portando avanti un giudizio innegabilmente personale.
Preferirei comunque tralasciare queste definizioni e ribadire che quelle tante, di sicuro troppe per il loro contenuto, righe mi sembrano appartenere a un tipo di riflessione critica: critica cinematografica. Nel corso dell'articolo ho voluto ragionare sul film. Tutto questo l'ho articolato in diversi momenti: riportando i momenti a mio avviso più meritevoli e mettendone in luce le peculiarità formali più utili per descrivere una poetica dell'autore; evidenziando le eventuali mancanze del film; cercando di capire le probabili cause del successo o insuccesso dell'opera nella critica e nel pubblico. Ognuno di questi punti non può andare scisso da un intenzionale carattere valutativo. E qui penso che possa rispondere anche alle accuse del Frate: il mio articolo deve spiegare perchè ritengo l'opera meritevole dal punto di vista artistico. Se questo film mi è piaciuto in maniera così forte è, evidentemente, perchè ritengo i suoi lati deboli assolutamente marginali nella sua economia complessiva. Tutto questo l'ho spiegato molto bene nel post: "Episodio III" non è perfetto ma i suoi difetti non sono invalidanti per la riuscita della pellicola. Questi "presunti" difetti, poichè è un'etichetta che deriva da un'interpretazione personale, hanno lo stesso spazio nel film quanto, mi sembra, gliene è lasciato nel mio articolo. Se un film è un disastro allora è giusto che la sua recensione parli per il 90% delle ragioni del suo disastro. Allo stesso modo bisogna elencare in maniera esaustiva tutti i successi di un film eccellente, relegando i difetti, se presenti, nello spazio variabile che meritano. L'anno scorso ho parlato copiosamente di Kill Bill vol.1. Perchè all'epoca non mi sono stato accusato di "politicizzazione" o -terribile!- di giornalismo? Molto probabilmente perchè riguardo a quel film la pensiamo quasi sicuramente in modo identico. La differenza in questo caso sta proprio nella diversa visione sul film. Anche se, scusami se te lo dico, qualcosa non mi torna. Come non notare la natura contradditoria di una frase come: "... un film come questo, così bello, crolla sotto i colpi delle cagate mostruose che ci ha piazzato quel cazzone del regista."? Da queste parole sembra quasi che il film, giudicato bello, esista A PRIORI e il regista, un cazzone, sia la causa del suo crollo (quindi è brutto?). Il film bello viene reso brutto da Lucas? Siamo dalle parti del non-sense. "Episodio III" esiste perchè George Lucas lo ha SCRITTO e DIRETTO. Se ci sono dei pregi, questi vanno attribuiti a Lucas. Se ci sono dei difetti, anche questi vanno attribuiti a Lucas. Perchè, invece, solo i secondi sono responsabilità del regista e i primi invece possiedono vita autonoma? George Lucas, in ambito critico, accademico e popolare, continua ad essere ritenuto uno scrittore e regista incapace perchè crea dialoghi ridicoli e possiede uno stile anonimo (tutte posizioni comunque criticabili, soprattutto la seconda). Pochi sono i critici che riescono a vedere i (pochi) limiti dei suoi film inseriti nel contesto più ampio di un prodotto eccezionale. Qui in Italia non mi viene in mente nessuno oltre a Paolo Mereghetti. Le altre persone invece continuano a vivere di contraddizioni. Mi ricordo benissimo che all'uscita del cinema il più entusiasta fra me e il Frate era sicuramente lui: io, pur avendo apprezzato enormemente il tutto, ero rimasto perplesso da alcuni punti. Su cui poi abbiamo discusso quasi subito. E che sono rimasti gli stessi citati nella mia "recensione". Quello che non comprendo (spiegamelo!) è come il Frate possa continuare ritenere valido un film di cui contesta: quasi tutti i dialoghi; tutti la recitazione; tutti gli attori; molti personaggi; la fotografia; diverse sequenze; l'anonimità della regia. Siceramente non capisco che cosa rimanga di esaltante in questo film. Nemmeno la musica di John Williams perchè la ritieni sempre uguale. Quindi? Io ho elencato tutti gli elementi che ritengo positivi nel film, ovvero il 98% nel suo complesso. Non è partigianeria, è un'opinione. Personale. Criticabile. Prima di scrivere il post precedente ho aspettato di vedere il film per la seconda volta. Proprio perchè, per emettere giudizi così "impegnativi", volevo analizzare meglio il film e sfuggire all'impatto emotivo della "prima". Molti potrebbero obiettare che in realtà avviene il contrario: come per una canzone che ascoltiamo tante volte anche un film, visto ripetutamente, arriva a piacere per un effetto di "familiarità". In questo caso il risultato darebbe loro ragione: alla seconda visione "La Vendetta dei Sith" mi è piaciuto in misura maggiore. Questo però per la ragione contraria: la prima volta ero così teso e attento a confrontare il film con la mia aspettativa creatasi in tre anni di anticipazioni, spoiler e immagini rubate, che ne ho avvertito soprattutto le differenze rispetto alla "versione ideale". Tenete conto che io la trama di Episodio III la conoscevo già alla perfezione. La seconda volta invece ho avuto modo di cocentrarmi maggiormente sulla mano, registica e letteraria, di Lucas; sugli attori; sulle musiche; sui personaggi. Insomma su tutte quelle variabili che la prima volta ero troppo "rigido" per cogliere bene. La seconda volta è stata quindi assai meno emotiva e, paradossalmente, più emozionante per la constatazione di tutti gli elementi superlativi del film. Vi prego non dite che in realtà non è così e la seconda volta la mia visione era vittima di pregiudizi emozionali; perchè se mi ritenete così vittima delle mie passioni e incapace di uno sguardo VERAMENTE critico, allora vi invito a lasciare stare e cambiare blog. Stareste leggendo delle grandissime fandonie.
Siccome però io mi ritengo ancora capace di giudizio critico e non pregiudiziale vorrei arrivare a quello che con quasi ogni certezza è il cuore del discorso: "Lucas aveva in mano un film già fatto, non poteva permettersi cagate simili in due punti così fondamentali, e questo sono convinto che lo sai anche tu". Questa è la tesi del Frate, che poi conclude il discorso con quello che può essere un valido motivo per il suo apprezzamento -nonostante tutto- del film: "è talmente potente l'IDEA dell'esalogia di Guerre Stellari, è talmente forte l'epicità del tutto che l'interno è bucato, ha molti punti deboli che però non sono visto o non vogliono esser visti.". Che il Frate abbia apprezzato il film per l'epicità del tutto? Perchè, in fondo, è la storia, bellissima, di Anakin Skywalker che diventa Darth Vader? Conoscendolo non posso nemmeno sospettare che la pensi realmente così. Una serie, e la saga di Guerre Stellari è seriale, è formata da più parti. Ogni parte va analizzata e giudicata a sè, isolata dalla vicenda narrativa principale, dalla storia a grandi linee. L'esalogia di Star Wars si può ritenere, ovviamente a mio avviso, eccellente perchè ogni sua singola parte, con poche oscillazioni, si è attestata su livelli di eccellenza. Se io fossi dell'idea, come lo sono molti e come è il Frate, che i dialoghi dei prequel sono inascoltabili, gli attori penosi e le musiche tutte uguali allora la giudicherei un'esalogia qualitativamente divisa a metà: una prima parte eccellente e una pessima. Così non è e così non la giudico. Ma è sempre la validità delle singole parti a definire il tutto. Una persona che inizi a dire di amare un "Episodio" solo perchè "è Guerre Stellari" è un fanatico, una persona, lei si, con dei pregiudizi seri, altro che i miei post "politicizzati". Molta gente è così: schiava della MACCHINA Guerre Stellari, quell'insieme di oggetti, videogiochi, fumetti, gadgets che alimentano la mania. Nessuno di noi può dirsi COMPLETAMENTE innocuo da questo battage mediatico e anche materiale. Io in primis ammetto di non esserlo. Eppure mi sforzo più che posso per andare OLTRE l'occhio del fan e, quindi, per capire PERCHE' sono diventato un fan. Questo "sforzo" mi ha portato a comprendere come "Episodio III" sia in realtà proprio il contrario di quello che ne pensano il Frate e molte altre persone: "La Vendetta dei Sith" non è affatto nato pronto. Questo film non esisteva già per il semplice fatto che l'inizio e la fine ci erano già noti. O meglio: esistevano idealmente nella mente di tutti noi. Di fatto, però, i suoi fatti e la sua realizzazione si sono discostati in maniera sensibile rispetto all'idea che ci eravamo fatti. In un qualche modo ne ho già parlato nel post precedente e sono sicuro che il Frate, per quanto critichi anche Peter Jackson, avrebbe apprezzato molto di più alcune scene se fossero state fatte seguendo lo "stile" del neozelandese. Questa "discrepanza" fra aspettativa e risultato ha creato due giudizi opposti: chi, come il Frate o anche Marco, che stamattina mi ha comunicato la sua insoddisfazione nel vedere certe scene "importanti" (inizio del duello fra Anakine Obi-Wan, Anakin che brucia fra le fiamme...) liquidate in così poco tempo, si aspettava un "Episodio III" senza "sorprese" e con i momenti che aveva sempre aspettato giustamente sottolineati, è rimasto deluso. Chi, come me o TheZar, è riuscito a comprendere "l'azzardo" di George Lucas, che complica le carte in tavola nella conversione di Anakin e che affronta le situazioni topiche con immediatezza, è rimasto doppiamente soddisfatto. Non ha trovato una rappresentazione "prevedibile" dei fatti, ma assai più complessa e, registicamente parlando, oserei definire "autoriale". La delusione sarebbe nata se George Lucas si fosse appiattito su degli schemi già ampiamente pronosticabili e avesse donato agli spettatori il "filmchevolevanopunto". Ma qui sembra che tutte le novità dei prequel, come la maggiore riflessione politica, l'aspetto più dark e adulta, un'azione spettacolarmente più efficace, si ribaltino in difetti! Quando sento dire che Lucas non capisce niente perchè certe scene non sono adatte per dei bambini non so veramente più cosa dire. Avete ragione: ogni posizione è assolutamente legittima. Cerchiamo però di non aprire la bocca ad ogni pensiero che ci passa per la mente.
P.S: non ho parlato della scena di Darth Vader/Frankenstein perchè mi è venuto il dubbio che in realtà sia voluta. Ricalca davvero TROPPO quella classica delle incarnazioni cinematografiche della creature di Mary Shelley. Non sarebbe riuscitissima nemmeno in questo caso ma rimane il dubbio (più che lecito) doppiaggio. Che, per inciso, in questo film ho apprezzato davvero molto. E' d'obbligo comunque aspettare nel fare certe considerazioni affrettate e attendere la versione in dvd. Nel frattempo io la includo in quel 2% che non mi è andato molto giù.
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