Interfaccia col Nulla



venerdì, febbraio 06, 2004
 

La storia secondo me

(tranquilli, si parla di videogiochi)

 

Ultimamente in un latro post dedicato ai videogiochi ho parlato di Megaman e del Nes, sapendo di risvegliare qualcosa nell'animo turbolento dello Zar. Infatti si è fatto subito sentire e, in seguito, anche il Castel ha detto la sua. Non trovandomi molto d'accordo con le loro affemazioni questa riflessione, se così si può chiamare qualcosa che scrivo io, partirà appunto da ciò che hanno detto, ovvero: 1) Non mi sono mai convertito al Super nintendo perchè avevo capito che era già un altro mondo.. o peggio, un'altra epoca. Il Nes a 8 bit per me resta LA console e 2)A mio avviso il Nes è stato per l'home-entertainment quello che lo Snes (e successivamente la prima playstation) è stato per il game-play, quindi un'evoluzione e non un'involuzione. Console più importante di sempre? Direi la prima playstation.

Ora quindi cercherò di tracciare una breve storia dell'evoluzione videoludica (parolona!) negli ultimi 20 con i pochi mezzi che ho a disposizione. Se sbaglio un anno, vi prego, non uccidetemi.

Il NES prima di avere codesto nome si chiamava FAMICOM, abbreviazione di Family Computer, ed è stata la console che, nel lontano 1983, ha risollevato l'industria dei videogiochi da cui non ci si aspettava una ripresa. Il concetto è molto semplice: rispetto agli apparecchi da gioco precedenti, che erano più che altro dei primordiali computer, il famicom si presentava, già dall'aspetto, come un giocattolo. Inserisci la cartuccia (o i dischi, poi spiego) e giochi; niente interfaccia, nessuna complicazione. Abbandonata quindi la tastiera si passa al joypad, un rettangolo rosso con una croce e due tasti. Semplice, no? Per noi che ci siamo cresciuti assieme può essere la cosa più naturale e scontata del mondo, ma immaginate la portata rivoluzionaria che poteva avere all'epoca... Il Famicom comincia quindi a mietere successi incredibili in tutto il giappone. I primi titoli sono poco più di trasposizioni dei giochi da bar, ma la fama di questo apparecchio pare non arrestarsi.  Nel 1985 si tenta lo sbarco negli stati uniti. La forma esterna della macchina viene cambiata e diventa più quadrata e "tecnologica", dando vita alla scatoletta bianca e grigia con cui siamo cresciuti. Comunque, per inciso, Sabba è una rompicoglioni. Ma torniamo al Nes: anche in America si registrano gli stessi, incredibili dati di vendita del Sol Levante, e in poco tempo il Nintendo Entertainment System arriva anche in Europa. E' superfluo dire che questa macchina si è imposta come LA console per eccellenza degli anni '80, sopravvivendo a rivali decisamente più performanti a livello tecnico, come il Pc Engine della Nec (qui sconosciuto), e il Master System della Sega, che nei primi anni '90 diventerà il nemico più insidioso della Nintendo. I capolavori regalati dal Nes sono innumerevoli, e si pongono senza alcun dubbio come basi per il videogioco moderno;la saga di Super Mario Bros (1,2 e 3) e Legend of Zelda consacrano la carriera di Shigeru Myiamoto, con poca approssimazione il più grande game designer del mondo. Nel frattempo un altro nome illustre, Gumpei Yokoi, inventa due dei fondamentali successi della Nintendo: il primo è la saga di Metroid, le cui vette tecnologiche costringono al lancio di un add-on per il mercato nipponico, chiamato Famicom Disk System, e il secondo è quella console che ha permesso alla casa di Kyoto di sopravvivere fino ad oggi, il portatile più venduto al mondo, cioè IL portatile, il Game Boy. Tutti questi prodotti eccezionali sistemavano la Nintendo su un podio da cui era difficile vederla spodestata.  Ma al fianco della produzione interna il NES ha anche visto il debutto di più o meno tutte le serie di terze parti che sopravvivono anche ai giorni nostri, titoli che poco hanno da invidiare quelli "Made in Nintendo": la Capcom ha inventato ex novo la serie di Megaman, di cui è superfluo parlare, e la Konami ha portato la saga di Castlevania, già presente a livello embrionale in sala giochi, ma portata a gloria proprio sul Family Computer Nintendo. Il tempo passava e la gloria del NES sembrava durare imperitura, eppure anche in casa Nintendo si rendevano conto che la tecnologia alla base della console stava diventando obsoleta, e presto qualcuno avrebbe inaugurato il mondo dei 16 bit. La prima casa infatti a farlo è stata proprio la Sega che, sconfitto il suo Master System, tornava alla carica con la console più potente dell'epoca, il Megadrive.  Tecnicamente non c'era storia: il NES, che era sopravvissuto a console leggermente più potenti grazie alla fama e il consenso accumulato negli anni, se la stava vedendo brutta. Certo, le vendite continuavano, ma il Megadrive iniziava a rubare una buona fetta di mercato, e andava crescendo sempre più. Non vi era altra scelta: la Nintendo doveva passare ai 16 bit, e niente doveva essere lasciato al caso.  La nuova console doveva letteralmente schiacciare la concorrenza. E, difatti, lo fece. A fine 1990, con code nei negozi paragonabili a quele di un concerto, la gente cercava di portarsi a casa prima di chiunque altro il nuovissimo Super Famicom. Già dall'estetica si capiva che nulla era cambiato concettualmente rispetto a 8 anni prima: stesso look giocoso, ma con uno stile decisamente elegante e ricercato. Il joypad sfondava il classico rettangolo e offriva, oltre a due tasti in più sopra i tradizionali B e A, anche i primissimi tasti dorsali, L e R. Sarebbe bastato solo il nome illustre a fare il tutto esaurito, ma anche a livello di giochi la nuova console fece il botto. Ad accompagnare infatti il lancio, Shigeru Miyamoto aveva creato il nuovo Super Mario World, che portò l'esperienza di Super Mario Bros 3 a livelli fino ad allora inimmaginabili. Il resto è praticamente storia recente: il Super Famicom venne lanciato in seguito anche in America, cambiando nome, Super Nintendo, e anche aspetto, reso più squadrato per coerenza con il precedente NES (un immagine la trovate qui in giro), look però abbandonato nel mercato europeo. Qui posso finalmente posso partire e sviluppare la mia riflessione, dicendo prima che Sabba puzza.  Senza alcun dubbio ha ragione lo Zar a dire che con il Super Nintendo si entrava decisamente in un altra epoca; in 5/8 anni, a seconda del mercato, un bambino faceva in tempo a crescere e abbandonare il mezzo. Per quanto mi riguarda mi trovo nella strana situazione di aver vissuto la generazione Nes e quella Super Nes quasi contemporaneamente; a 6 (1990) anni avevo già la mia scatolina grigia, ma a fine '91/inizio '92 mio padre fu così disgraziato (è stata la sua rovina) da comprarmi un Super Nintendo americano in bella vista da Pinocchio (si, quello viola e squadrato!). Il tempo da piccoli passa decisamente più lentamente e posso dire quasi con fierezza di aver abbondantemente recuperato gli anni del NES e aver vissuto quasi tutto il corso dello SNES, possedendo e giocando per un periodo piuttosto lungo a entrambe le console. Insomma, anche con il nuovo SuperNes contnuavo a usare il mio NES, senza nessuna lamentela. Anche per questo posso smentire ciò che dici: il Super Nintendo non è stato un altro mondo. L'epoca è cambiata, ma il feeling, la sensazione che si provava, era fondamentalmente la stessa. Perchè questo? Ma è molto semplice: il SuperNes non è stata una rivoluzione rispetto al NES, ma una naturale evoluzione. Ed è comprensibile anche sul piano economico: dopo 8 anni di successi vorrestgi buttare via un'esperienza di gioco così collaudata?  Se andiamo ad analizzare i grandi giochi del SuperNes scopriamo che per la maggior parte sono l'espressione più adulta di titoli usciti per Nes: Super Mario World esce dai limiti di Super Mario Bros 3, e lo spinge verso il capolavoro assoluto. The Legend of Zelda; a Link to the Past prende la struttura del primo episodio per Nes, la trasforma, la evolve, la arricchisce, e crea il più grande gioco in assoluto fino all'arrivo, guarda caso, del suo successore, Ocarina of Time. Con Super Metroid Gumpei Yokoi porta l'originale Metroid a livelli divini, fissando un limite che nessuno, se non in casa, ha raggiunto mai. Ma andiamo anche fuori dai lidi Nintendo: il Megaman che lo Zar aveva amato sul Nes, e che ormai agonizzava dopo 6 episodi, è come rinato con la serie Megaman X. La magia? Riproporre lo stesso feeling dell'originale arricchendone la struttura. In pratica ciò che era già stato fatto da Nintendo. Funziona? Fai come me: giocaci e innamoratene, quasi come (eresia!) i primi episodi. Super Castlevania 4 compie lo stesso procedimento, e risulta favoloso. No, il SuperNes non è stato un altro mondo; è invece l'espressione massima di ciò che era iniziato col NES. Chiamami pazzo, ma io, pur avendo posseduto entrambe, sono molto più legato all'ultima. E difatti per me è il SuperNes che deve essere chiamato LA console. Non sono mancati naturalmente giochi nuovi, come Super Mario Kart.  E' stata anche la console dei picchiaduro, la cui moda è iniziata con Street Fighter II ed è continuata fino a Mortal Kombat III e Killer Instinct, e pure degli Rpg, cioè giochi di ruolo, e vanta anche la presenza di quello a mio parere più bello di sempre, Final Fantasy III. Mi spiace, ma questi sono solo pochi esempi che possono fare capire come il SuperNes abbia posto delle nuove basi a gioco moderno e, per mole di titoli illustri, risulti decisamente più importante, qualitativamente, in confronto al NES. Ma saltiamo qualche anno e passiamo oltre: nel 1994 difatti escono le due nuove console destinate a soppiantare il dominio dello SNES: una è il Saturn della rivale storica Sega, l'alta è la Playstation della Sony, che ha deciso a sorpresa di entrare nella battaglia. Cosa cambia rispetto al vecchi SNES? Tecnicamemente quasi tutto: in primo luogo il supporto, quel CD-ROM che era stato usato tanto male in ambito pc (e non dimentichiamo che la Playstation originariamente doveva essere un lettore cd-rom per il SuperNintendo!), e soprattutto la possibiltà di creare ciò che il popolo videoludico chiedeva a gran voce: il 3D. Virtua Fighter e Virtua Racing in sala giochi avevano dimostrato che creare ambienti 3d era ormai possibile, e anche se tutto ciò non modificava davvero lo stile di gioco precedente, ben poco importava: la gente rimaneva letteralmente a bocca aperta di fronte alle inquadrature dei lottatori Sega. In definitiva il Saturn e la Playstation hanno fatto questo: hanno portato il 3D nelle case dei videogiocatori. E la Nintendo? Decise fin da subito (molto prima dell'uscita delle console Sega e Sony) di saltare a piè pari la generazione 32 bit e arrivare direttamente a quella 64 bit.  Nel corso degli anni questo progetto cambiò nome più volte: Project Reality, Ultra 64 (come si legge nel cabinato di Killer Instinct) e infine Nintendo 64, uguale per tutti i mercati. Il problema più grande di questa console era che, di fatto, non usciva. Solo a fine 1996 la nuova macchina Nintendo si affacciò sugli scaffali giapponesi (a Pasqua da noi) e questo fu uno dei tanti fattori che non giocò affatto al Nintendo 64. Ma mi sembra giusto prima delineare quelli che sono stati i suoi apporti positivi. Se infatti con la Playstation e il Saturn si poteva indubbiamente dire di avere raggiunto l'aggognato traguardo del 3D, guardando meglio la situzione era leggermente differente. Ripensando ai giochi dell'epoca, ovvero i primi usciti per la console Sony e Sega, salta all'occhio che il salto al 3D è stato un fattore più tecnico che altro: fondamentalmente si usavano un sacco di poligoni e inquadrature, ma ben poco era cambiato a livello di gameplay rispetto alla generazione precedente. Io presi la Playstation più o meno appena uscita e la vendetti non appena uscì il Nintendo 64. Di quei due anni abbondanti è soparttutto uno il gioco che mi ricordo con maggiore affetto: Resident Evil, il capostipite dell'eccellente saga Capcom. Riflettendo a fondo sul meccanismo di gioco si arriva alla conclusione che in quel titolo, oltre a essere la copia del vecchio Alone in the Dark, il 3D non è così utile. Le schermate sono bidimensionali, fisse, disegnate; le uniche cose poligonali sono i personaggi, che potrebbero essere benissimo stati programmati come sprite 2d che vanno rimpicciolendosi. Crash Bandicoot: stesso discorso. Quello che doveva essere l'anti-Mario, la nuova mascotte della Sony, si rivela senza alcun dubbio un ottimo gioco, ma che utilizza il 3d più per moda che per reale necessità. La domanda giusta forse sarebbe: c'era una necessità di passare al 3d?  La risposta è inutile, perchè la gente lo chiedeva e, a conti fatti, lo ha ottenuto. Arriviamo però a parlare del titolo di lancio del Nintendo 64, chiamato con originalità Super Mario 64. Avete presente? Spero per lo Zar di si, perchè con le parole è davvero difficile spiegare il primo impatto con un gioco del genere. Primo impatto ovviamente traumatico, perchè se prima c'erano dei giochi poligonali, ora si poteva a tutti gli effetti parlare di giochi 3d. Non c'è storia, Miyamoto aveva colpito ancora. Dopo un'attesa estenuante e che ha senza dubbio fatto perdere migliaia di giocatori alla Nintendo i risultati si facevano vedere. O meglio, toccare. Se infatti la Playstation non ha apportato NESSUNA evoluzione al mondo videoludico, basta guardare il joypad del Nintendo 64 per capire come quella macchina sia stata esplicitamente pensata per gli ambienti 3d. Aggirarsi per il primo livello di Mario 64, una collina cui bisogna arrivare in cima, era davvero qualcosa di rivoluzionario. Mi ricordo benissimo io e Francesco allibiti al Futurshow di Bologna (il primo) a provare quello che era già il gioco dei nostri sogni. Qui non c'erano solo i poligoni; c'era la libertà, la possibilità di aggirarsi per un livello solo per il puro piacere di esplorare gli ambienti, di dare un'occhiata giù dal dirupo, di salire su un albero e lanciarsi, di svolazzare un pò in giro. Sembrano cose scontate ai giorni nostri, ma al tempo era qualcosa di davvero incredibile. Avete notato la ripetezione di questa frase altre volte in questo chilometrico post? Si, ho usato parole simili parlando del NES, e non a caso. Tutta questa discussione nasce infatti dalla frase del Castel che proprio non mi è andata giù: "Console più importante di sempre? Direi la prima playstation." NOOOOOOO! Come può un giocatore come te che si è fatto praticamente tutte le console Nintendo tranne il Gamecube (scusami ma questa è una grave mancanza...) dire una cosa del genere!!! Me l'aspetterei da Ciccio, il tipico ragazzo sedicenne che ha ricevuto da piccolo la sua Playstation e non si lascia sfuggire ogni nuovo gioco di calcio, ma dal Castel! Oddio: ho capito più o meno cosa intendi. Sul fatto che la Playstation sia importante nella storia dei videogiochi sono d'accordo. C'è da vedere se in positivo e in negativo, e non c'è neanche bisogno di dire come la penso io, no? E ricorda: io ce l'avevo! Ti spiego brevemente perchè ritengo sia stata dannosa. Essenzialmente la macchina Sony non ha mai posseduto dei capolavori; nessun titolo paragonabile ai grandi giochi Nintendo o anche ai prodotti (eccellenti, sia chiaro) della Sega. Questa casa però ha capito qualcosa di più importante a livello economico: che non importa quanto buona sia la tua console, basta che sia sulla bocca di tutti. Come? Semplice, pubblicità. E non più pubblicità come quella precedente, che esisteva e anche in abbondanza, ma mirata ad alzare il target dei giocatori.  Per la prima volta i videogiochi non venivano più trattati come "giocattoli", roba per bambini, ma come un passatempo da adulti. Grazie quindi a questo innalzamento di età e alle geniali campagne pubbicitarie, la Sony ben presto acquisì il dominio assoluto. A ciò contribuirono l'assoluta incomprensione di Sega per questa nuova politica (nonostante avesse singoli titoli migliori qualitativamente) e, soprattutto, l'imperdonabile mancanza di Nintendo, che arrivò senza dubbio troppo tardi. Da quegli anni "Playstation" ha soppiantato nei media e nell'immaginario collettivo la parola "Nintendo" come sinonimo di videogioco. E' stato un processo meritato? Si, se consideriamo le astute mosse di marketing e l'ideologia di fondo. Si, perchè la Sony non ha mai "fatto" videogiochi. Grazie al successo della console però tutti gli sviluppatori hanno iniziato a creare per la Playstation, regalandole migliaia e migliaia di titoli. Naturalmente la minima parte di tutta questa abbondanza era qualtitativamente decente, e sempre legata ai nomi storici dell'industria (Capcom, Konami, Namco, Squaresoft...). E l'ideologia quindi si può riassumere in queste parole: più quantita, meno qualità. E da questo punto di vista si capisce come, a livello di qualità, il processo non sia stato affatto meritato. La Playstation, come la sua erede, ha vissuto più di fama che di sostanza. Quando è arrivato il Nintendo 64, ben conscio del suo potenziale, la casa di Kyoto ha optato per una filosofia opposta: pochissimi titoli, qualità altissima. Va da sè che la gente ha preferito giocare assiduamente a titoletti mediocri e solo occasionalmente ben fatti piuttosto che gustarsi due o tre "miseri" capolavori all'anno. Aggungiamo la decisione di continuare a sviluppare su cartuccia, con i prezzi che comporta, e risulta comprensibile il parziale insuccesso di questa console, ovviamente rispetto alle console precedenti (il Nintendo 64, soprattutto in America, non è andato male).  Ma qui non stiamo discutendo dei risultati economici, comunque importantissimi. Tronando infatti a parlare di importanza faccio solo pochi nomi: il già citato Super Mario 64, Zelda Ocarina of Time e Zelda Majora's Mask, Goldeneye, Banjo & Kazooie, Perfect Dark, StarFox 64, F-Zero X (non ho parlato del primo per Snes!!!). Ognuno di questi giochi spazza via, per perizia tecnica e innovazione, il prodotto medio della Playstation. E qui non si parla, come per il Snes, di prendere dei meccanismi collaudati e potenziarli. No, qui si tratta di creare un'interfaccia definitiva e appropriata con la terza dimesione, cosa che in casa Sony NON E' MAI STATA FATTA se non in seguito. Goldeneye ha dato vita ai giochi in prima persona con elementi tattici, Super Mario 64 ha creato i giochi di piattaforme 3d, Zelda Ocarina of Time...beh, è semplicemente il miglior gioco di sempre. Ditemi un pò se non è innovazione questa. Perchè la Sony ha dovuto cambiare in corsa il suo joypad per renderlo analogico e aggiungerci la vibrazione (come nel Nintendo 64)? E' difficile stare dietro alla Nintendo. Anche i suoi detrattori più accaniti non possono non ammettere la sua indubbia capacità di portare avanzamenti tecnologici (funzionali!) all'intero mondo videoludico. E' forse per questo che non ho ancora visto un joypad Playstation o X-Box ad onde radio? Forse sto diventando troppo cattivello. Concludo (quasi) allora con questa equazione. Nes: Nintendo 64= Super Nes: Gamecube. Cosa vuole dire? Che Il NES ha creato le regole per i giochi in due dimensioni, e il Nintendo 64 quelle per i giochi in tre dimensioni. Le altre due console non hanno fatto altro, si fa per dire, che prendere quei modelli e spingerli al livello successivo, potenziarli oltremodo con nuove idee. La Playstation non ha inventato un bel niente, se non un'idea di videogioco grezza e ignorante; vai dal videogiocatore Playstation medio (non è il tuo caso, Castel!) e vedrai che la usa prevalentemente per i giochi di calcio e di guida, meglio se realistici. E la fantasia? Per bambini, ovviamente. Se devo dire la verità un pò sono felice. Si, perchè mentre questi buzzurri se ne stanno a masterizzare l'ultima simulzione sportiva, io me la rido e gioco a Metroid Prime, un gioco che farebbe, anzi che fa, inorridire qualsiasi amante degli sparatutto in prima persona classici. Vagli a spiegare che questo gioco non è uno sparatutto in prima persona... Poi però penso che se la maggior parte della gente si butta senza ritegno sulla Playstation 2 la Nintendo rischia di fare ciao ciao e non sono più tanto felice. Per adesso però me la rido, dall'alto dei miei Metroid Prime, Zelda The Wind Waker, Super Mario Sunshine, F-Zero GX e Eternal Darkness. La console più importante di sempre? Il NES o il Nintendo 64, a seconda che si parli di 2d o di 3d. Scegli tu. Se sei arrivato fino a qua. E Sabba puzza.

postato da Phemt | 22:40 | commenti (10)