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martedì, aprile 13, 2004
Ultimamente, ma non solo, mi è capitato di sentire certi discorsi tipo "Gli omosessuali mi fanno schifo", "Ma perchè non si suicidano?", "Magari gli do una mano", e cose varie. Ora, se a parole ho già detto la mia con i diretti interessati, su questo blog invece mi sembra sia giusto parlare di...
Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe è nato nel 1947 e ha cominciato a interessarsi di fotografia negli anni '60, dopo essersi iscritto al Pratt Institute di Brooklyn dove studia pittura e scultura, ma anche fotografia e cinema underground. Fondamentale è il suo incontro con la cantante e poetessa Patti Smith, con cui conviverà per qualche tempo al Chelsea Hotel di Manhattan e che ritrarrà in molte sue copertine di dischi. Come già detto in questi anni inizia la sua carriera artistica con l'intervento manuale su fotografie pornografiche trovate su riviste da lui stesso acquistate e che lui rendeva "altro" attraverso una modificazione a posteriori. Già con le opere successive però si inizia a notare il legame indissolubile che si instaura fra arte e vita nell'opera di Mapplethorpe; egli inizia a ritrarre gli appartenenti alla scena omosessuale di q uegli anni, frequentatori di locali da lui stessi conosciuti e con cui aveva avuto rapporti. Le sue opere sono scioccanti per il soggetto ritratto, pratiche sessuali (e omosessuali) estreme, sadomaso, che scandalizzano non poco il pubblico dell'epoca. Tuttavia è incredibile notare come il basso dell'argomento trattato si armonizzi completamente con l'alto della rappresentazione pittorica, per una tendenza tipica di Mapplethorpe e di tutti gli artisti anni '80, di recuperare l'aspetto formale da molti abbandonato negli anni '70. Ci si accorge subito dell'attenzione per i particolari compositivi che questo artista non abbandonerà mai, senza però neanche tralasciare l'aspetto concettuale dell'opera (fusione arte/vita, sessualità, problema razziale...). Le immagini più sconvolgenti, appartenenti alla fine degli anni '70, sono già inscrivibili in questo discorso, presentando una compenetrazione di formalità e concettualità possibile solo in quel determinato periodo. Gli artisti precedenti infatti, liberandosi della schiavitù del quadro, della "bella immagine", erano riusciti ad affermare il valore della fotografia in arte attraverso un'utilizzo che non voleva stupire per il suo aspetto, ma per i concetti che esprimeva (la memoria, il viaggio...). Una volta esaurita questa fase la lezione era imparata. SI poteva dunque proseguire a un recupero dell'aspetto formale poichè dato per implicito il discorso della concettualità, che nessuno poteva mettere più in dubbio. Così le opere di Mapplethorpe colpiscono da un lato per la loro attenta composizione, per la luce accuratamente posizionata, per i corpi disposti "come se fossero in un quadro", dall'altro per ciò che rappresentano, rapporti sessuali estremi, fisting, pissing, travestimenti sadomaso. Tutti aspetti di una vita che l'artista conosceva molto bene, essendo lui stesso partecipe di quell'ambiente. In questo senso le sue fotografie si configurano come una sorta di diario, i racconti di una vita "proibita", estrema, di locali malfamati e esperienze omosessuali. Anche il nome di queste opere è emblematico, affidato ai soli nomi di coloro che venivano rappresentati, senza cognomi. E questo non perchè avessero qualcosa da nascondere, una privacy da mantenere, ma per sottolineare il carattere "familiare" che avevano per l'autore.
Negli anni la sua produzione, pur continuando a ritrarre nudi, si è fatta meno "trasgressiva", meno forte, senza per questo liberarsi della sua incredibile carica espressiva. Molto famosi riguardano i lavori che ritraggono la campionessa di Body Building Lisa Lyon, una donna dal corpo da uomo, e quelli sui fiori, appartenenti al suo ultimo periodo di attività. Ma possono stare tranquilli i destinatari di questo post perchè quest'uomo abnorme e disgustoso non potrà più turbare le loro menti; Robert Mapplethorpe è infatti morto di AIDS nel 1989, proprio qualche mese dopo l'aver posato per l'autoritratto che trovate qui sopra e che, a mio parere, non necessita di spiegazioni.
Con questo post non volevo sconvolgere nessuno, anche perchè rimanere turbati da certe foto vuol dire davvero essere dei finti ingenui. Con queste immagini invece volevo rendere merito a uno degli artisti che più o apprezzato del corso di "Storia della fotografia" e far capire, non tanto alle persone di cui sopra ma più in generale a tutti gli intolleranti o "nazistoidi", che è il loro atteggiamento ad essere pericoloso per la società e non gli omosessuali che tanto schifano. Perchè è grazie a loro e allo loro idee che nel mondo milioni di ragazzi e ragazze, non riuscendo a "esternare" le loro inclinazioni sessuli perchè altrimenti non accettati dalla società, le reprimono e, nei casi peggiori, scelgono di togliersi la vita piuttosto che venire emarginati dalla famiglia e dagli amici. Questo tutto per merito vostro. Complimenti.
E ora vi lascio alle opere e alle parole dello stesso Mapplethorpe.

"Alla fine non sono sicuro di capire come sono arrivato ad essere omosessuale o quale sia la mia vera sessualità."

"Se qualcuno nella foto beve l'urina di un altro, di fatto stava bevendo urina. Non lo faceva per essere fotografato, ma perchè gli piaceva. Tutto avveniva spontaneamente, con voluta partecipazione."

"Le persone da me fotografate cercavano nelle loro azioni un orgasmo e per me questo era giustificabile... Si agiva insieme per ottenere un reciproco orgasmo, anche se non sembra facile credero dalle fotografie."

"Conoscevo tutte queste persone. Le avevo incontrate prima, durante una reciproca esperienza sessuale, e fuori dalla ripresa fotografica. Erano miei amici. Non c'era alcun problema [...] Le immagini documentano quindi un'esperienza e una sensibilità comune."

"Considero queste fotografie parte di un diario. Queste sono persone, alcune le conosco molto bene, altre poco, che hanno incrociato la mia vita negli ultimi anni."



"Tutto mi viene da Patti, che voleva dire i Beatles, Paul McCartney e John Lennon, un mondo estremamente convincente e affascinante. Inoltre Patti era un soggetto incredibile, c'erano tanto lati di lei, tanti aspetti che hanno mutato la mia visione del mondo."



"I fiori hanno un aspetto misterioso e oscuro. Non so dove, come, perchè, ma, in un certo senso, hanno qualcosa di veramente sexy, cosa che di solito non è loro attribuita... Se fotografo un fiore o un pene non faccio niente di diverso."
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