Che di notte giriamo in automobile a offendere la gente e fare cazzate dovrebbe ormai essere abbastanza chiaro. Questa settimana però ha portato decisive novità nel panorama delle nostre cattiverie. E stiamo arrivando sempre più vicino al farci menare di brutto. Se stanotte sto scrivendo senza un occhio nero è perchè un'oretta fa sotto di noi avevamo un motore 1.6 a benzina e colui che ce le voleva dare delle scarpe da ginnastica. Ma riepiloghiamo le bestialate compiute negli ultimi giorni, ormai giunte a un livello di cattiveria e scorrettezza morale impendabile.
Lunedì: Chi immaginava che una primavera segnata da un tempo così infame fosse in realtà una manna dal cielo? Si, perchè senza tutta l'acqua caduta la sera prima non avremmo potuto godere del momento più mostruosamente esilarante di sempre. Via Emilia est; arco di San Lazzaro; sto parlando a Berto di qualcosa quando all'improvviso lui mi blocca con dei suoni indecifrabili; acccelera più che può e nel frattempo si avvicina incredibilmente al marciapiede destro. Tutto è successo in una manciata di secondi. L'auto ha centrato in velocità una pozzanghera maestosa e una povera vecchia che arrancava sul marciapiede con due enormi borse della spesa è stata sommersa da un'onda anomala più alta di lei. Il gesto più scorretto e eticamente sbagliato di sempre. Ma io la notte ho faticato a dormire per le risate.
Era nata una nuova pratica: l'onda.
Martedì: Dopo esserci riposati la sera prima Martedi invece ci troviamo io e il Castel a casa di Berto. Guardiamo "A Bug's Life" (stupendo) e al termine usciamo di casa. Chissà per fare cosa... Il Castel era ancora all'oscuro della soddisfazione dell'"onda", ma per fortuna il fato non ha fatto tardare la scoperta. Davanti al Roxy Bar Berto accelera e si avvicina alla pozza per prendere un passante. Questa volta però la vittima è di fronte a noi e capisce in anticipo le nostre intenzioni. Il suo salto disperato per evitare lo tsunami è tutt'oggi uno dei momenti topici delle nostre scorrerie. Ma il grande amore rimane sempre la mega pozza dell'arco di San Lazzaro, e, dopo alcuni appostamenti, finiscono nelle nostre grinfie una coppia di fidanzati e due fighetti probabilmente diretti a piedi verso il Camaleon. Quando li abbiamo ri-incrociati, con i loro jeans zuppi di acqua, e gli ho urlato: "Siete Bagnati?" uno di loro mi ha donato un'occhiata da serial killer.
Mercoledì: un solo momento da ricordare, ma MOOOLTO importante. Ovvero lo tsunami più grande mai creato sullo stradone, sede della più grande pozza davanti alle strisce pedonali d'Italia. Vittime erano uan vecchia e un vecchio che hanno pensato fosse sufficiente un misero passettino indietro per scamparla. Grosso errore. L'onda era più alta dell'automobile. Allucinante.
Giovedì (oggi): ovvero "se non ci hanno picchiati a sangue è solo una questione di culo". Forse era meglio se il tempo avesse lasciato ancora pozzanghere in giro. Almeno non ci saremmo spinti a tali livelli di assurdità. Dopo un gelato a Baganzola con lo Zar (quella gelateria vende droga...) e un viaggio nelle tortuose stradine che ci hanno condotto a Baganzolino (un buco) siamo ritornati in città. E non è stato un bene. Dopo vari urli alla gente siamo arrivati a un limite pericoloso. Ispirati da un tizio che, fermo in coda al semaforo, è uscito dalla vettura e si è tolto la giacca, una volta arrivati al semaforo a metà di via Zarotto siamo scesi dalla macchina e con calma siamo andati via, lasciando la Golf spenta in strada, davanti alla colonna di auto (eravamo i primi!). Qui le botte (e le denunce...) le abbiamo scampate davvero per miracolo. Una volta arrivatia piedi in un viottolo laterale abbiamo sentito un coro di clacson rompere il silenzio della notte. Quelli dietro di noi non sembravano molto contenti. Dopo qualche minuto e una leggerissima caga addosso siamo tornati in macchina. Dietro di noi si era appostato un tizio, fermo da quando eravamo scesi, che ci ha affiancato e urlato in uno strano dialetto qualcosa come:" MA SEI NORMALE?".
Però l'oscar per "La Migliore Reazione dell'Anno" va a quell'uomo incrociato per caso in via Italo Pizzi. Aveva allacciato sulle spalle una felpa rossa e allora, sotto suggerimento di Berto, gli ho urlato: "SUPERMAN!!! AIUTACI!!!" Lui mi ha mostrato con tranquillità il dito medio e io ho risposto:"GRAZIE!!! TI AMO!!!". Potevamo resistere alla tentazione di ri-imboccare quella via e dirgli un'altra cretinata? No, e infatti, al secondo giro, gli ho lanciato un palloncino verde urlando: "KRIPTONITE!!!". La sua reazione è stata istantanea e bestiale. Gli sono bastati pochi centesimi per comprendere che eravamo di nuovo noi: Praticamente non avevo ancora finito la frase che quest'uomo meraviglioso aveva già compiuto uno scatto fulmineo per girarsi, si era lanciato in strada passando in mezzo a due auto parcheggiate, e aveva iniziato a rincorrere la Golf a velocità spropositata. Ovviamente, come prevedibile, le sue gambe, per quanto forti e allenate, non sono riuscite a raggiungere un motore 1.6 benzina. Però ci ha provato, e con tutta la cattiveria e la rabbia che gli si potevano leggere sul volto. Un grandissimo uomo. Onore e gloria a lui. Chissà se troveremo ancora tali fenomeni!!!
Chissà se prenderemo un bel pugno sul muso nei prossimi giorni!!!