Interfaccia col Nulla



lunedì, maggio 02, 2005
 
Potere


Oggi a Bologna, per la prima volta dopo molto tempo, ho mangiato da Mac Donald. Tre ore mi separavano dalla lezione successiva e c'eravamo solo io, il capoluogo emiliano e un sole che ti brucia la pelle. L'ora, peraltro, era abbastanza infausta: da mezzogiorno alle tre. Troppo presto per infilarsi in un cinema, troppo tardi per fare un giretto al fresco sotto i portici. Devo dire comunque che mi ero attrezzato piuttosto bene per questa evenienza: nessun libro, niente walkman, non parliamo neanche del Nintendo DS. Di solito quando prendo il treno acquisto sempre L'Unità, ma ovviamente ieri era il primo Maggio e i quotidiani oggi non uscivano. "Ciak" è l'unica lettura di cui mi sono dovuto accontentare e, per quanto alcuni articoli siano sempre interessanti, sempre di rivista si tratta, ovvero niente che possa occuparti più di un'oretta. Figuriamoci tre. L'unica cosa che mi rimaneva da fare prima id mangiare era comprare qualcosa da leggere o ascoltare negli unici negozi aperti a mezzogiorno: Ricordi e Feltrinelli. E se inizialmente, in libreria, ha prevalso la voglia di risparmiare, davanti a decine di dischi che avrei comprato ad occhi chiusi è stata l'impossibilità di ascoltarli nell'immediato che mi ha portato a desistere. Tre ore possono essere molto lunghe, guardando la copertina di "Blonde on Blonde". Ultima scelta possibile: acquistare "Le Regole dell'Attrazione" di Bret Easton Ellis e leggerselo al parco, nonostante questo molto probabilmente mi incasinerà non poco nella lettura di 1984. Prima, però, pappa.


Bisogna ammetterlo: l'odore che fuoriesce da ogni Mac Donald, e che è ormai parte integrante della stazione bolognese, è tanto nausenate quanto attraente. Quando questo sublime aroma penetra nelle nostre narici sbottiamo indignati, ma in realtà vorremmo fiondarci davanti alla prima commessa obesa e brufolosa (essere brutti è requisito fondamentale per lavorare da Mac Donald, oppure ne è diretta conseguenza) e richiedere il Big Mac menu GRANDE. E allora lei prenderebbe il caratteristico e lercissimo vassoio rosso, lo coprirebbe con l'igienica tovaglietta di carta, e, dopo averlo riempito col panino e il bicchierone, ci sbatterebbe dentro con forza la confezione di patatine frittissime, che si distribuirebbero omogeneamente per tutta l'area del vassoio. Ovviamente c'è una cura per questo osceno desiderio: soddisfarlo. Con la giornata odierna ho ricevuto il comodo biglietto biologico che mi permette (mi obbliga) di evitare Mac Donald per i mesi a venire. Giusto ieri Albero mi raccontava qualche scena di "Super Size Me", da noi in uscita (Parma caput mundi) a fine mese; tutte cose da tenerti alla larga dai fast food per un decennio, come l'impossibilità per gli scienziati di capire che animale siano i Mac Nuggets. Strano meccanismo il cervello umano, ma non così tanto: non ho preso i Mac Nuggets. In compenso però mi sono potuto riconciliare con una dose di Acqua Cola che l'uomo medio berrebbe nel corso di un'intera giornata, con del sale troppo patatinato e con IL MITICO FORMAGGIO MAC DONALD.


Qui siamo davvero nel campo della mitologia. Lo avete mai guardato bene prima di cacciarvelo in bocca? AVETE NOTATO IL SUO COLORE GIALLO INTENSO? Vi giuro, al supermercato ho provato di tutto apposta per cercare di capire, per trovare una soluzione all'arcano, purtroppo senza alcun risultato. L'unica risposta che ho trovato è anche la più probabile: lo tirano fuori dai cartoni animati.


Comunque mica male come esperienza: da solo, incastrato sotto una scala, a mordere il mio Crispy Mac Bacon e guardare la fauna che popola via Indipendenza. Non sto scherzando. E' meraviglioso. Provatelo. Il cervello lavora molto meglio e a ritmi più sostenuti, forse anche perchè non si ha un cazzo da fare e pensare al gusto di quello che stai mettendo sotto i denti è sconsigliabile. Oggi per esempio mi sono un pò messo a riflettere sul potere: "Il potere logora chi non ce l'ha", Faust, i politici, Berlusconi, Bill Gates, Darth Vader... insomma quella roba lì. Il punto di arrivo è stato illuminante.


Il vero potere ce l'hanno i baristi. Perchè puoi chiedergli quello che vuoi ma non sarai mai sicuro che non ci abbiano sputato dentro.





Voglio scrivere una recensione di Episodio III prima di vederlo. Non mi sembra troppo difficile e nemmeno ardua da prevedere. Kevin Smith (se non sapete chi è cercate "Silent Bob" su Google) lo ha visto e sul suo sito si è espresso nello stesso modo di quei pochi ma importanti (Coppola e Spielberg) prima di lui. E comunque come farei a parlare male di un film mentre ascolto la sua, splendida, colonna sonora?
postato da Phemt | 23:31 | commenti (4)