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domenica, ottobre 19, 2003
Parliamo un secondo di videogiochi...
Parte II
Mentre ieri ho cercato di fornire in modo piuttosto confusionario la mia idea riguardo i cosiddetti "pregiudizi" sui giochi elettronici, oggi ho invece cercato articoli che mostrassero una visione contraria a quella tradizionale. Parto con una notizia relativa alla formazione dei ragazzi legata all'utilizzo di videogiochi.
I videogiochi fanno bene al cervello Più bravi in matematica e più fantasiosi
Una notizia che non potrà che rendere felici gli appassionati di videogiochi. Secondo una ricerca portata a termine dagli psicologi del Centro Studi sull'Adolescenza diretto dalla psicoterapeuta Mariolina Palombo, fare delle piccole pause di 15/20 minuti per giocare a videogiochi durante una seduta di studio facilita l'apprendimento. La ricerca ha dimostrato chiaramente che il 65% dei giovani appassionati di games rende di più in matematica e il 47% di questi sviluppa anche una buona dose di fantasia. Non si deve però superare certi limiti, oltre dei quali si rischierebbe un effetto inverso. I videogiochi aiutano l'immaginazione e la creatività, inoltre, stimolano il ragionamento. Ai primi posti della classifica dei passatempi "buoni", si piazzano anche i fumetti. Al contrario la vecchia cara televisione pare essere uno degli intrattenimenti più "pericolosi" per la psiche dei ragazzi. Il dato più stupefacente sembrerebbe tuttavia quello riguardante la scuola. Quest’ultima, infatti, come la Tv, troppo spesso facilita lo "spegnimento" della fantasia, uccidendo talvolta la vivacità dei giovanissimi. La ricerca ha permesso anche di stilare una classifica dei personaggi più adatti allo sviluppo intellettivo dei ragazzi. Ai primi posti Super Mario, i Monster della Disney, Nathan Never, Paperino e Batman. Jonh Gage, capo dei ricercatori della Sun Microsystems, sembra aver confermato totalmente i risultati. Per Gage propone addirittura di introdurre i videogiochi a scuola. "I ragazzini – ha spiegato Gage - seguirebbero le lezioni con maggiore attenzione grazie a una grafica più accattivante".
Sul fatto che videogiocare sviluppasse di più la fantasia era una cosa quasi scontata, mentre devo rammaricarmi di essere in quel 35% degli appassionati di games che non rendono in matematica. Da notare anche la valutazione positiva dei fumetti e l'incredibile (ma comprensibilissima) posizione presa nei confronti della scuola. Adesso passiamo ad un altro articolo che scandalizzerà molte mamme.
Contrordine: i videogame fanno bene LONDRA, 24 LUGLIO 2001 - Sono anni che le immancabili denunce allarmano i genitori sui pericoli dei videogiochi nella crescita dei figli o accusano internet di effetti disastrosi sulla psiche di chi accede alla rete. Infatti il web porterebbe alla depressione, distrarrebbe sul luogo di lavoro, farebbe aumentare in modo vertiginoso gli stress a cui siamo sottoposti. Ma come sempre arrivano le smentite o studi diametralmente opposti nei risultati. Per quanto riguarda il nemico storico dei genitori di ultima generazione, i videogiochi, la risposta arriva da uno studio appena concluso dai ricercatori dell'Economic and Social Research Council (ESRC). In questa indagine infatti si mostra che l'uso intensivo dei videogames, se non diventa ossessivo, aiuta a sviluppare capacità di concentrazione e coordinamento pari a quelle degli atleti pronti ad una prestazione sportiva. Lo studio sottolinea come le nuove generazioni possano aver beneficiato di stimoli capaci di sviluppare attitudini sociali e cognitive più pronunciate di quanto accadeva in passato. La ricerca ha coinvolto un centinaio di giovani "players" britannici, scelti fra quelli che avevano partecipato a gare di videogiochi. I risultati hanno dimostrato che, a parte un'esigua minoranza con un approccio ossessivo al gioco, la stragrande maggioranza svilupperebbe interessi variegati e avrebbe una vita sociale varia ed intensa. Gli studiosi poi mettono in evidenza come anche campioni e atleti sportivi abbiano utilizzato i videogames per prepararsi.
Mi sembra che "interessi variegati" e "vita sociale varia ed intensa" siano difficilmente fraintendibili, vero mamme? E per finire una notizia fresca di giornata, che dimostra gli utilizzi positivi anche nel caso di seri problemi personali, come le fobie.
I videogiochi curano le fobie
Interessante metodo terapeutico scoperto da alcuni ricercatori universitari canadesi.
Da oggi le vostre più comuni fobie - come il terrore dei ragni o quello per gli spazi stretti e le grandi altezze - potrebbero trovare un valido metodo di cura proprio nell'utilizzo dei videogiochi: la terapia sarebbe alquanto efficace, soprattutto grazie alla flessibilità dei videogiochi, che permette di esporre i pazienti alle proprie paure attraverso paramentri variabili ma costantemente controllabili. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul mensile CyberPsychology and Behavior, è stata condotta all'Universite du Quebec en Outaouais, in Canada: i ricercatori hanno scoperto che i giochi per PC, che permettono di modificare facilmente le proprie caratteristiche, usati in combinazione con un paio di occhiali per simulare la realtà virtuale, sono particolarmente efficaci nelle stimolare risposte fobiche, almeno quanto macchine mediche espressamente dedicate ma che costano quattro volte tanto. Le persone sotto terapia sono state gradualmente esposte sempre più lungamente alle loro paure, sino ad attenuarne l'effetto e rilassarsi maggiormente di fronte alle loro fobie. I ricercatori hanno utilizzato Half-Life per creare un ambiente adatto ai pazienti aracnofobici e Unreal Tournament per simulare grandi altezze e spazi particolarmente ristetti, per chi soffre di claustrofobia.
Per oggi è tutto. Chiunque sia interessato alle fonti mi scriva pure e sarò felice di comunicargliele (tanto per dire che non me li sono inventati stamattina!). Domani cercherò di dare il mio personale punto di vista, concludendo il discorso iniziato ieri.
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